Vergine Madre
itinerario storico, artistico, letterario e devozionale sul culto all’Immacolata.
Un bellissimo momento quello di ieri sera, all’interno dei Solenni Festeggiamenti in onore dell’Immacolata, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata – Enna .
Ho avuto l’onore di accompagnare tanta gente a scoprire il senso di questa festa, di questo titolo mariano e della sua importanza nella fede cattolica. Abbiamo seguito le pieghe della storia, rintracciando la genesi di questo titolo nella Bibbia, scomodando i Padri della Chiesa, passando per l’arte, da Giotto a Caravaggio, da Chagall a Giambattista Tiepolo e tanti altri che hanno rappresentato il tema dell’Immacolata Concezione.
Abbiamo rintracciato nel mondo bizantino la nascita storica di questa festa, di come è giunta sino a noi: la disputa tra domenicani e francescani, che ha infiammato il Basso Medioevo e il ‘400. La Sicilia non poteva mancare in questo racconto: abbiamo parlato di Palermo e del suo legame con la Patrona Primaria della città, del rito delle Cento Onze e del Patto Sanguinario, del Patronato sulla Sicilia, del ruolo determinante che ha giocato nei secoli la nostra terra per la definizione del dogma.
Non solo, abbiamo visto come la festa sia nevralgica in tutti i capoluoghi di provincia e di molte città siciliane…
Un dogma dibattuto, firmato addirittura dal cielo: Rue Du Bac, Sant’Andrea delle Fratte, Lourdes, luoghi che parlano di ‘Immacolata’. Dopo aver parlato di Pio IX e del 1854 è stato il momento dell’ iconografia mariana, di come l’elemento teologico “Immacolata Concezione” sia stato rappresentato nel corso dei secoli, degli elementi che lo caratterizzano.
E poi ancora le parole del sommo poeta Dante e del XXIII canto del Paradiso, che tra le terzine cela il senso dell’Immacolata Concezione. Non poteva mancare la storia della confraternita dell’Immacolata, della nostra bella statua del Quattrocchi e dei profondi significati che Essa cela, dei luoghi ennesi che parlano di Immacolata, oggi come allora, dalla “Chiesiola” a San Michele, alla chiesa dei Conventuali.
Un ultimo assaggio alla pietà popolare, tra Luppina e Murtidda.
Un grazie di cuore alla comunità francescana e alla Confraternita Immacolata Enna per aver voluto questo momento e avermi dato un così grande onore, oltreché a tutte le persone numerose intervenute.
È stato per me sempre arricchente parlare di Maria.
Lo dico sempre ‘De Maria Numquam Satis”. Non smetterei mai.
Stavolta devo usare le stesse parole con cui abbiamo concluso l’incontro, quelle di Franca di Pasquale, che spiegano tutta la bellezza di questa Madre a cui ci accostiamo :
Quant’è bedda Maria nun si po’ diri.
Nuddu pitturi la po’ ritrattari.
Maria fu fatta di cosi divini,
bedda chi cchiù la pottiru vantari.
Maria cchiù bedda di li Serafini,
cchiù bedda di la stidda di lu mari.
Diu cu la so vucca vosi diri:
“ Cchiù bedda di me Matri nun si po’ truvari”.


