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TRUMP SALVATO PER LA SECONDA VOLTA TUTTO IL MONDO E’ PAESE – di Angiolo Alerci

TRUMP SALVATO PER LA SECONDA VOLTA

TUTTO IL MONDO E’ PAESE
Il Senato americano ha bocciato l’impeachment di Trump

Con la decisione del Senato americano adottata questa notte di non approvare per la seconda volta la proposta di impeachment di Trump esitata favorevolmente dalla Camera dei Deputati, l’America ha fatto due passi indietro rispetto a coloro i quali l’hanno sempre ritenuta punto di riferimento.
Quattro anni fa notizie documentate false, relative a certi comportamenti della Clinton spianarono la strada alla sua elezione.
Oggi che tutto il mondo ha constatato in diretta il comportamento di Trump, mandante di quanto accaduto con l’insurrezione e l’occupazione del Campidoglio, i Senatori del partito repubblicano hanno fatto quadrato non approvando l’impeachment già esitato favorevolmente dalla Camera dei Deputati, facendo mancare il raggiungimento del quorum previsto di due terzi dei votanti.
Il comportamento di Trump, sia nel corso della campagna elettorale che dopo il risultato, è stato di uno squallore che miliardi di telespettatori non potranno mai dimenticare.
Io mi sono intrattenuto più volte su Trump fin dalla sua precedente campagna elettorale, con articoli pubblicati su diversi giornali on line, spesso postati su facebook e inseriti nei miei libri di “Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”.
Ho pensato di estrapolare alcuni passi che possano ricostruire bene la storia del personaggio, recidivo nei suoi disinvolti comportamenti.
Il 1°novembre 2016 , con il titolo “LE ELEZIONI AMERICANE”
“È di questi giorni la notizia che l’’F.B.I., alla vigilia delle elezioni americane, ha reso noto documenti che possano configurare comportamenti non regolari tenuti dalla Clinton, nel corso del suo mandato di Segretario di Stato.
Notizia che nel giro di 24 ore ha determinato il crollo nei sondaggi della Clinton e che potrebbe pregiudicarne la sua elezione, già data per certa.
La campagna elettorale per la elezione del Presidente ha sempre scatenato violente contrapposizioni sul piano personale, e sempre meno sul piano programmatico, ma la notizia data dal Capo dell’F.B.I. James Comey, repubblicano uomo molto vicino al candidato Donald Trump, avrebbe dovuto essere stata valutata con maggiore attenzione.
Queste elezioni, che sono state definite dalla stampa americana le peggiori, ci riserveranno in quest’ultima settimana altri colpi di scena che ne renderanno incerto il risultato fino all’ultimo momento”
L’ 8 febbraio 2017 con il titolo “TRUMP PRESIDENTE “
“È stata seguita da miliardi di persone la campagna elettorale per’ l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, persone che sono rimaste perplesse dal risultato che ha determinato l’elezione a Presidente di Donald Trump.
Perplesse non tanto per il modo usato da Trump nel corso della competizione, già definito come il peggiore scontro elettorale che la storia ricordi, ma per i contenuti del suo programma che molti ritenevano la classica “americanata”.
Il 12 luglio 201 7 con il titolo “DA NIXON A TRUMP “
“Richard Nixon venne eletto Presidente degli Stati Uniti due volte: la prima presidenza nel 1968 venne regolarmente completata, mentre la seconda del 1972 venne traumaticamente interrotta nel 1974 con le sue dimissioni, per evitare l’impeachment a conclusione degli accertamenti sullo scandalo “Watergate”.
Questi i fatti:
La notte del 17 giugno del 1972 una guardia di sicurezza che lavorava all’interno dell’Hotel Watergate, ove si trovavano gli uffici del Comitato nazionale democratico che gestiva la campagna elettorale delle presidenziali, notò che la porta era stata forzata e che diversi individui si trovavano ancora all’interno degli uffici alla ricerca di dati da poter sfruttare a danno del candidato democratico, nel corso dell’imminente campagna elettorale.
La polizia intervenuta immediatamente arrestò ben cinque soggetti vicini al Presidente Nixon.
Questo l’antefatto che portò il Presidente Nixon a presentare le sue dimissioni ed evitare l’avviata procedura di impeachment.
Questi fatti, paragonati a quelli che giornalmente ci vengono propinati dalla stampa e dai media sui comportamenti della famiglia Trump, appaiono come “peccati veniali”.
C’è una grande differenza tra “un furto di dati” e il richiesto appoggio alla Russia che storicamente è stata il nemico n. 1 dell’America.
Le notizie sui contatti con la Russia per ottenere informazioni riservate da poter utilizzare contro la Clinton, vennero confermate con l’aggravante che la documentazione venne fornita dal figlio di Trump, il quale non si era limitato ad incontrare “messaggeri” russi, ma avere scambiato con gli stessi numerose mail.

La successiva conferma che da parte della Russia non era stata data alcuna indicazione su comportamenti scorretti della Clinton, aggravò maggiormente la posizione sia politica che morale di Trump.
Nixon per fatti che la stampa del tempo definì come un “furto di terz’ordine” si dimise dalla carica di Presidente, evitando l’impeachment.
Trump avrebbe dovuto dimettersi prima che fosse stata iniziata la formale procedura per l’impeachment.
Procedura che venne regolarmente iniziata con l’approvazione da parte della Camera ma bocciata dal Senato a maggioranza repubblicana.”
Il 7 novembre 2020 con il titolo “L’INGLORIOSA FINE DI TRUMP”
“È arrivata finalmente l’ora dell’uscita dalla Casa Bianca del Presidente Trump.
Un’uscita che lui non ha mai considerato nonostante sconfitto da Biden, perché ha sperato che la SUA Suprema Corte avrebbe potuto trovare il modo per rendere inefficace il risultato elettorale.
Alla vigilia delle elezioni ha pensato bene di nominare una persona molto legata a lui nuovo membro della Suprema Corte in sostituzione di un membro deceduto, per potenziare ancor più la sua maggioranza in quell’ organismo.
Nonostante avere incassato da parte del Governatore repubblicano del Michigan la pubblica comunicazione che in quello Stato non c’èra stato nulla di irregolare, ha richiesto un nuovo controllo dei voti, con la continua minaccia che comunque il problema sarà portato all’attenzione di quella famosa Suprema Corte.
Il cosiddetto broglio relativo a oltre 80/milioni di voti pervenuti per posta non lo fatto dormire perché, come avvenuto in occasione della elezione del 2016, è stata l’ultima settimana a determinare un certo recupero, dal quale le schede già pervenute e quelle già spedite non potevano essere state infettate.
Ma la continua minaccia di portare tutto all’esame della Suprema Corte è stata un’altra trumpiata.
Il sistema giudiziario statunitense è quasi simile al nostro: Giudice di Pace, Tribunale e Corte di Appello per la valutazione del merito mentre la Suprema Corte, che corrisponde alla nostra Cassazione, non va ad esaminare la vicenda ed i fatti ma controlla se la legge è stata applicata correttamente nei due precedenti gradi di giudizio.”
Trump ha continuato a contestare la vittoria di Biden il quale, tra l’altro, ha ottenuto oltre sette milioni di voti in più, dimenticandosi di essere stato Presidente degli Stati Uniti con un risultato di oltre tre milioni di voti in meno, rispetto a quelli ottenuti dalla Clinton.
Se la campagna elettorale precedente venne considerata dalla stampa americana come la peggiore di tutti i tempi, penso che quest’ultima difficilmente potrà trovare le giuste parole per poterla definire.
Che strana legge elettorale e che strana democrazia questa americana!
Il comportamento apertamente sollecitato da Trump per l’assalto al Campidoglio, difficilmente avrebbe dovuto salvarlo dall’impeachment che ha già determinato nuove continue minacce, alludendo ad una sua prossima rivincita.

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