Il dibattito sulla mensa scolastica è emblematico di come l’Amministrazione Comunale non riesca ad affrontare, nè tanto meno a risolvere le problematiche della nostra comunità.
Da un lato ci si porta dietro, oramai da anni, spese insopportabili (come ad esempio circa 700 mila euro l’anno per il randagismo!!!), e dall’altro lato si prova a far quadrare i conti di un bilancio, impoverito anche a causa tagli dei governi nazionale e regionale, abbandonando di fatto la cura di servizi locali essenziali, come per l’appunto quello della mensa.
Occorre, quindi, innanzitutto che l’Amministrazione chiarisca a quanto ammonta la quota percentuale di compartecipazione del Comune rispetto al servizio mensa.
E occorre, poi, rivedere le tariffe stabilite e riportate nella foto, poiché sono palesemente inique.
Se l’Amministrazione fosse animata dalla volontà di compiere scelte di giustizia sociale, dovrebbe semplicemente individuare una fascia di ricchezza (pari almeno a 35mila/40mila euro di ISEE) e lasciare che le famiglie che rientrano in questa fascia si occupino interamente del costo del servizio per i propri figli.
Contestualmente, bisogna aumentare la fascia di esenzione (fino almeno a 12mila/15mila euro di ISEE), e individuare due o tre fasce intermedie, tra quella esente e quella “di ricchezza”, in modo da articolare così la tariffa in maniera più equa.
Affermare, invece, come risulta oggi dalle scelte compiute, che la soglia “di ricchezza” è pari a 22 mila euro è semplicemente ridicolo e vergognoso!
Attendiamo fiduciosi i necessari ripensamenti, in caso contrario porteremo in Consiglio la questione.
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