Sanità: domani ad Agrigento manifestazione organizzata dal “Cartello sociale” per chiedere il rilancio del servizio sanitario pubblico “ormai prossimo al collasso”
Agrigento, 16 giu- Una manifestazione si terrà domani, sabato 17 giugno, ad Agrigento per chiedere il rilancio della sanità pubblica, con adeguati investimenti, e fermare la “strisciante privatizzazione” del servizio. A organizzarla è il “Cartello sociale” della provincia di Agrigento, composto da Cgil, Cisl, Uil e dall’ufficio pastorale sociale del lavoro. Prevista la partecipazione di sindaci e associazioni di categoria oltre che di operatori della sanità e di cittadini . L’appuntamento è alle 9.30 in piazza Cavour. Parteciperà, tra gli altri, il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Alla fine della manifestazione è in programma un incontro col Prefetto. In una nota degli organizzatori si parla di “servizio sanitario prossimo al collasso”, a causa di “un decennio di definanziamento, di chiusure di ospedali e reparti, di tagli indiscriminati al personale, ai posti letto, ai servizi”. Ma anche di “condizioni di lavoro negli ospedali insostenibili che incentivano una fuga oramai inarrestabile del personale sanitario verso le strutture private”. “Le conseguenze dei vuoti di organico ricadono sui pazienti- prosegue la nota- costretti ad attese infinite per qualsiasi prestazione”. Da qui l’appello alla partecipazione per accendere i riflettori su un problema che riguarda tutti. Le richieste sono
“l ’ aumento degli investimenti in sanità e l’eliminazione dell’anacronistico tetto di spesa per il personale che, fermo al 2004, impedisce le assunzioni”. Ed anche “ un contratto collettivo nazionale che migliori radicalmente le condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari”. La trattativa per il rinnovo del ccnl del triennio 2019-2021 è in corso e i sindacati giudicano “inaccettabili” le proposte che stanno emergendo: dai servizi e la pronta disponibilità da prestare in più presidi, spesso distanti decine di chilometri, ai direttori di reparto sostituiti da medici con una specializzazione diversa. “Non è così- sostengono gli organizzatori- che si rende il Servizio sanitario nazionale attrattivo per i giovani, e non è così che si frena la fuga dei medici dagli ospedali pubblici”. “Così proseguendo- sottolineano- i cittadini saranno costretti a pagare per essere curati e assistiti e sorge il dubbio che il progetto sia proprio questo:far fallire la sanità pubblica ed incentivare quella privata”.


