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Rifiuti al Sud, il quadro del Green Book di Utilitatis: cresce la raccolta differenziata ma c’è ancora carenza di impianti

Riccardo Maggio 29, 2025 6 minuti letti

Rifiuti al Sud, il quadro del Green Book di Utilitatis: cresce la raccolta differenziata ma c’è ancora carenza di impianti

● La raccolta differenziata arriva al 59% (+1,4% in un anno) e al contempo diminuisce di 5 chilogrammi la produzione di rifiuti pro-capite

● La carenza di impianti resta alla base dell’export dei rifiuti, con 1.780.000 tonnellate esportate e ricadute sulla Tari: si pagano 377 euro l’anno contro i 290 euro del Nord

● Lo smaltimento in discarica è ancora eccessivo (33% contro una media nazionale del 16%). Brandolini: “Investire in nuova capacità impiantistica, soprattutto per il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili e per il trattamento della frazione organica, è necessario a garantire la chiusura del ciclo e ridurre il conferimento in discarica”

Napoli, 29 maggio 2025 – Il Sud conferma i miglioramenti degli ultimi anni nella gestione dei rifiuti, con una raccolta differenziata che nel 2023 sale al 59% (+1,4% rispetto al 2022) e una produzione pro-capite di 449 chili per abitante (-5 kg rispetto all’anno precedente). Ciò nonostante, a causa della carenza di impianti, il Mezzogiorno è costretto a esportare un quantitativo ancora eccessivo di rifiuti, con ricadute negative dal punto di vista economico e ambientale. Questa la fotografia scattata dal Green Book 2025, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, presentato oggi a Napoli realizzato in collaborazione con ISPRA e con la partecipazione di CEWEP (Confederazione europea dei termovalorizzatori) e AIRU (Associazione Italiana Riscaldamento Urbano).
PRODUZIONE, RACCOLTA DIFFERENZIATA E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI AL SUD

Nel 2023 la produzione dei rifiuti urbani al Sud si è attestata a 8,9 milioni di tonnellate, in diminuzione rispetto all’anno precedente dell’1%. La percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto il 59%: sebbene ancora inferiore alla media nazionale del 67%, il dato è in crescita dell’1,4%, in linea con le regioni del Nord (+1,6%) e sensibilmente superiore rispetto al Centro (+0,9%).

Per quanto riguarda la gestione, al Sud viene ancora smaltito in discarica il 33% dei rifiuti urbani raccolti (rispetto a una media nazionale del 16%) mentre solo il 18% va a termovalorizzazione. Nonostante le buone performance a livello di raccolta differenziata, il Sud sconta ancora un ritardo nella gestione a causa della carenza impiantistica che porta a un maggiore export dei rifiuti e, di conseguenza, ad un incremento del costo di gestione del servizio. Sono circa 1.780.000 le tonnellate di rifiuti esportate dalle regioni del Mezzogiorno verso quelle del Centro-Nord: nello specifico, si tratta di 550.000 tonnellate di organico mentre, per quanto riguarda il rifiuto indifferenziato e gli scarti della raccolta differenziata, 670.000 tonnellate sono state inviate a recupero energetico e 560.000 sono state smaltite in discarica. Ciò incide inevitabilmente sui costi di gestione che presentano forti differenze territoriali (377 euro nel Mezzogiorno contro i 290 euro del Nord). Il presidente di Fondazione Utilitatis, Mario Rosario Mazzola, spiega che “al Sud occorre elevare il tasso di industrializzazione delle gestioni, ancora troppo frammentate, e investire in nuova capacità impiantistica, soprattutto per il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili e per il trattamento della frazione organica, è necessario a garantire la chiusura del ciclo e ridurre il conferimento in discarica”. In questo quadro, aggiunge il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini, “gli impianti di termovalorizzazione sono indispensabili per promuovere la gestione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare, permettendo di trattare i materiali non riciclabili e di recuperare energia, senza ostacolare la raccolta differenziata ma anzi integrandola in un sistema sostenibile ed efficiente. Una spinta importante per lo sviluppo al Sud degli impianti di riciclo è stata data dal PNRR, mentre qualche passo in avanti, anche se con lentezza e molto parziale, si sta registrando per colmare il deficit di recupero energetico. A questo proposito si evidenzia il fatto positivo dell’avvio delle gare per la progettazione dei due impianti di termovalorizzazione previsti in Sicilia”. Per quanto riguarda il rifiuto organico, grazie anche ai fondi del PNRR nel prossimo triennio dovrebbero entrare in funzione o essere potenziati ulteriori 22 impianti di trattamento della frazione organica su scala nazionale: dai dati, seppur parziali, si evince che gli interventi riguarderanno principalmente le regioni centro-meridionali e la Sicilia, colmando il gap impiantistico per una capacità di circa 900.000 tonnellate.

I PROGETTI DI ASIA NAPOLI

Il Comune di Napoli e ASIA Napoli S.p.A. proseguono con determinazione l’impegno per la realizzazione di impianti locali a sostegno del ciclo integrato e dell’economia circolare, che consentiranno anche di recuperare il ritardo che oggi pesa ancora sulle tasche dei cittadini. In quest’ottica, sono due i progetti principali condotti in sinergia tra l’Amministrazione e l’Azienda: la realizzazione del biodigestore con produzione di biometano a Napoli est per il trattamento di 30.000 t/anno di FORSU e quella dell’impianto automatizzato di selezione e valorizzazione dei rifiuti da imballaggio di carta e cartone con una potenzialità di circa 21.000 t/anno.

“Questo lavoro – spiega Domenico Ruggiero, Amministratore Unico di ASIA Napoli – è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, nella più ampia accezione del termine, che l’Azienda ha nel proprio DNA. La sostenibilità poggia sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, sul rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema, sul recupero dei materiali e il corretto utilizzo delle fonti energetiche, tutti aspetti che sono al centro delle iniziative di ASIA. Con il Comune siamo molto attenti anche alla sostenibilità economica, tenendo all’efficientamento dei processi, ma anche al reperimento di fonti di finanziamento che ci permettano di realizzare i progetti con il più basso impatto economico possibile sulle casse pubbliche. Entrambi gli impianti, infatti, godono di importanti finanziamenti pubblici per la loro realizzazione”. Dunque, non solo raccolta differenziata, arrivata a circa il 44% nel 2024, ma attenzione alle persone, all’ambiente, allo sviluppo digitale e all’economia animano l’operato di un’azienda che continua la sua crescita industriale.

I NUMERI DEL SETTORE, FATTURATO E GOVERNANCE

Nel settore rifiuti al Sud operano 179 aziende (35% del totale) con un fatturato che ha raggiunto circa 2,5 miliardi di euro, impiegando più di 21 mila addetti diretti. Nonostante si segnalino importanti passi avanti, il processo di attuazione della governance locale rimane ancora incompleto in molte aree. Il comparto si conferma, inoltre, caratterizzato da un’alta frammentazione verticale e orizzontale della gestione soprattutto nelle aree centro-meridionali del Paese con gestioni che, per la maggior parte, si rinnovano ogni anno. Dal punto di vista della compagine societaria, al Sud il 62% dei gestori della raccolta e del ciclo integrato sono gestori di natura privata, il 30% è rappresentato da gestori a capitale pubblico e il 7% sono società miste, mentre l’1% delle gestioni è svolta direttamente dai comuni in economia.

Per quanto riguarda la tipologia di affidamento, il 79% della popolazione nelle isole e il 67% del Sud, è gestito da società con affidamento del servizio tramite gare d’appalto, le cui durate relativamente brevi causano un frequente ricambio della gestione del servizio e conseguentemente un più basso livello di investimenti. Su oltre 3.000 gare espletate dal 2014 al 2024 per l’affidamento dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, il 55% è al Sud e la maggior parte hanno una durata inferiore ai 5 anni (1.299 rispetto a 445 gare con durata superiore a 5 anni), a conferma delle difficoltà nella standardizzazione delle tempistiche di affidamento dei servizi di igiene urbana a livello nazionale.

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