RICORDI DEL PASSATO
LA MIA INCOMPIUTA
Negli anni ’60, quando ero Presidente dell’Ospedale di Enna, avevo ottenuto dalla Cassa del Mezzogiorno un finanziamento di cinquecento milioni per la costruzione del nuovo padiglione di Medicina, affidandone la progettazione a due tecnici concordati con la Cassa del Mezzogiorno, mentre scelsi l’ing. Pietro La Monica di Enna per la direzione dei lavori.
Nel corso dei lavori di costruzione venne ad Enna uno di due tecnici progettisti, l’ingegnere Candeloro Corbo di Roma, per verificare lo stato dei lavori.
Lo portai a pranzo a Pergusa e lo invitai a visitare il lago utilizzando il motoscafo del Club.
L’ingegnere Corbo restò affascinato del luogo, visitando il padiglione del club nautico notò le notevoli attrezzature esistenti e, soffermandosi sulle diverse attività svolte, rilevò la mancanza di una piscina, ritenuta propedeutica per tutte le attività nautiche.
Dopo qualche mese, a mia insaputa, mi fece pervenire un progetto particolare di piscina sommersa nel lago, adiacente al padiglione nautico.
Questo suggerimento mi affascinò molto e mi spinse a richiedere al Comune di ampliare la superficie già concessa al Circolo dei Canottieri, affidando l’incarico di seguire la pratica al mio caro amico Architetto Angelino Fondacaro.
Richiesta che venne dal Comune regolarmente esaudita.
Un secondo problema: la concessione delle acque del lago era di competenza del demanio.
Iniziai con il demanio una lunga pratica definita dopo molti anni. esattamente conclusa quando si aggravò l’abbassamento del livello delle acque, fino a trasformare l’intero Lago in un pantano.
Pratica di concessione di mq.500 di lago, inutilmente definita favorevolmente, con il pagamento del prezzo di lire quarantamila, sostanzialmente abbandonata come è stato già detto, non solo per la totale mancanza di acqua, quanto per i limiti posti dalla nascita della riserva.
Tutto questo è avvenuto nell’assoluto silenzio che oggi ho voluto far conoscere, in questo periodo in cui è alta la polemica per il comportamento con stile”molto personale” del dirigente di allora, che ha contagiato l’intera nostra amministrazione comunale, la quale commettendo dei falsi, si è accatastata a nome del Comune il padiglione sorto su area regolarmente concessa dallo stesso Comune e realizzato con soldi privati.
Il “librettino” trascrive, per una migliore lettura, tutta la documentazione prodotta dal luglio 1965 al maggio del 1976, con il pagamento del prezzo richiesto, purtroppo pagato invano, allegando copia degli atti originali in mio possesso.


