Documentato il doppio allineamento solstiziale, tramonto autunno-alba estate, di Rocca d’Aquila, Agira.
Un gruppo di appassionati locali, collaborati da studiosi e scienziati del settore, documenta un probabile “orologio solare” preistorico nei Monti Erei. Il sito si aggiunge alla ricca rete di indicatori solstiziali della provincia di Enna.
Rocca d’Aquila è un sito naturale dai peculiari caratteri geomorfologici e naturalistici, immerso nel verde dei Monti Erei. Si trova in contrada Gararai, a circa 12 chilometri da Agira (EN).
Su questo suggestivo promontorio, un’indagine condotta a fine dicembre 2025 da Angelo Giunta — con la collaborazione di Gioachino Colombrita , Rosario Sanfilippo e Gaetano Mugavero (proprietario del sito) — ha portato alla scoperta di un foro nella roccia la cui origine, naturale e/o antropica, è ancora in corso di accertamento. Durante il solstizio d’inverno (21 dicembre), questa cavità si allinea perfettamente con i raggi del sole al tramonto, qualificandosi come un indicatore solstiziale di grande interesse per l’archeoastronomia.
Questo specifico filone di ricerca è portato avanti in Sicilia dal Prof. Ferdinando Maurici e da Alberto Scuderi, in collaborazione con insigni studiosi internazionali di varie discipline tecniche e scientifiche.
Recentissime indagini sul campo hanno rivelato che il sito possiede in realtà una duplice valenza calendariale, legata anche al solstizio d’estate. Durante le osservazioni condotte all’alba nel periodo estivo, è stato infatti documentato che il primo sole sorge a un azimut di circa 65°. I raggi mattutini (per la precisione alle ore 6:45) attraversano il foro con una luce convergente che va a colpire e illuminare un rudere situato su un rilievo sottostante.
Questo antico edificio fungeva verosimilmente da punto di osservazione e fulcro rituale dell’evento, permettendo alle antiche civiltà locali di controllare il paesaggio degli Erei e di connettersi al ciclo delle stagioni.
All’emozionante verifica sul campo hanno assistito, coordinati da Angelo Giunta: il proprietario del sito Gaetano Mugavero, la presidente della Pro Loco Agira APS Melina Pagano , e l’agronomo e ambientalista Luigi Buscemi.
I rilievi e le interpretazioni di questa doppia valenza solstiziale si poggiano sulle solide basi metodologiche fornite dal Prof. Maurici e da Alberto Scuderi, studiosi di rilievo nazionale e autori di pubblicazioni fondamentali sul tema, tra cui il noto volume “Civiltà del Sole in Sicilia”. Tali scoperte sono state compiutamente trattate il 21 aprile nel convegno “Le Pietre Perciate – Nuove Acquisizioni”, organizzato a Nissoria dalla sede comprensoriale di SiciliAntica comprensorio Assoro, Leonforte, Nissoria.
L’area della provincia di Enna si conferma così un territorio ricchissimo di evidenze archeoastronomiche. Ai siti già noti — come le “pietre perciate” di Sperlinga e Pietraperzia, i complessi di Cerami, i Menhir di contrada Sotto Mersi, la “perciata” di Assoro-Nissoria, quella di Monte La Guardia (al confine tra Nicosia e Leonforte) e l’indicatore di contrada Pisciarotta a Nicosia — si aggiunge oggi la straordinaria scoperta di Rocca d’Aquila ad Agira.
Sebbene queste ultime indagini rappresentino il culmine di oltre un anno di studi e verifiche sistematiche, allo stato attuale assumono un carattere probatorio. Il loro valore definitivo dovrà essere certificato da prossimi approfondimenti e ricerche sul campo, da condurre con adeguate professionalità e con il supporto del mondo scientifico nazionale.
⚠️Si fa presente che l’area non è attualmente fruibile al pubblico: trattandosi di una proprietà privata in cui si svolgono attività zootecniche con animali allo stato brado, l’accesso è consentito solo previo permesso e con l’accompagnamento del proprietario


