Il flusso di scirocco resta protagonista. Si alternano quindi fasi calde e fasi più umide,
complici nubi alte a tratti più spesse. Come dicevamo, possono fare capolino anche brevi
piogge sporche di pulviscolo sahariano, grande protagonista con queste configurazioni.
Le temperature restano miti, più calde della media, e quando il sole riesce ad affermarsi, si
arriva agevolmente sopra i 20 gradi.
Tra domani, giovedì 7 maggio, e venerdì avremo temporanee fasi più instabili: domani
mattina ad esempio potremmo avere un calo momentaneo delle temperature in quota con
venti in intensificazione: per alcune ore, il tempo sarà più fresco e perturbato. Allo stesso
modo, venerdì un’altra ondulazione del flusso meridionale potrebbe portare fenomeni sparsi,
brevi.
Mentre al centro nord, quindi, il contrasto tra correnti sta portando piogge e grandinate
anche molto intense, da noi prevalgono dei flussi molto più stabili anche se, come detto, con
alcune oscillazioni.
La prossima settimana queste ondulazioni si accentueranno e, nei picchi verso l’alto, avremo
i primi valori simili estivi, seppure molto fugaci e abbastanza limitati nel tempo, inseguiti da
fasi più fresche e umide.
La città bassa ha, in alcune aree edificate negli anni Ottanta, ampi spazi verdi e luoghi di
aggregazione curati, frutto di quella logica di cura collettiva abbastanza diffusa in quegli
anni. E, tra questi spazi, sono nel tempo cresciuti bellissimi esemplari di tigli (nella foto), di
cedri, di cipressi, di pioppi.
Oggi, sebbene la sensibilità ambientale dovrebbe essere teoricamente molto più diffusa, le
edificazioni hanno pochissimo verde attorno, spesso solo asfittiche aiuole. Eppure, lo
abbiamo imparato a nostre spese, solo la cura degli ecosistemi, anche urbani, può
consentirci di resistere ai temibili cambiamenti del clima.
Ne riparleremo.
Al prossimo aggiornamento.
Luca Alerci


