Potrebbe esserci un Inverno estremo!
Massimiliano Fazzini (climatologo – Referente del Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell’Università di Camerino): “Relativamente alla previsione climatica per i prossimi mesi sappiamo tutti che le previsioni climatiche non sono assolutamente affidabili o meglio, non sono utili per la pianificazione della nostra vita, non possiamo sapere se il 29 gennaio nevicherà, farà freddo o farà caldo. Dai primi modelli, da quelli più esaustivi e più precisi, sembrerebbe che si possa verificare con il condizionale un inverno piuttosto estremo con rapida alternanza di periodi caldi sopra media, molto umidi, con repentine ondate di freddo provenienti appunto da latitudini più settentrionali. Si sta effettivamente formando un Niño di magnitudo eccezionale, il più forte degli ultimi 140 anni, per cui evidentemente attraverso questo meccanismo delle teleconnessioni con un ritardo di 6-8 mesi dall’inizio della stagione del El Niño potremmo avere delle ripercussioni anche a livello di clima europeo del mare nostro, per il bacino del Mediterraneo”.
Nel link intervista e immagini conferenza stampa https://wetransfer.com/downloads/e7ce53b90036f3d79b4a0b2a2f5a025420261014123736/6ffdd7dc1377371112206df494b6c5a720261014124402/036f5a?t_exp=1792240657&t_lsid=4e10bfdd-7e50-4ec6-b441-a6d757e17836&t_network=email&t_rid=ZW1haWx8Njc0MDU0N2ViNjM1NTFjNmY2NDAyOTA3&t_s=download_link&t_ts=1791981457
“Relativamente alla previsione climatica per i prossimi mesi sappiamo tutti che le previsioni climatiche non sono assolutamente affidabili o meglio, non sono utili per la pianificazione della nostra vita, non possiamo sapere se il 29 gennaio nevicherà, farà freddo o farà caldo. Abbiamo delle probabilità che un inverno, una primavera, un autunno siano caratterizzati da scostamenti positivi o negativi in precipitazione e in temperatura rispetto alla media.
Dai primi modelli, da quelli più esaustivi e più precisi, sembrerebbe che si possa verificare con il condizionale un inverno piuttosto estremo con rapida alternanza di periodi caldi sopra la media, molto umidi, con repentine ondate di freddo provenienti appunto da latidunini più settentrionali. Ciò potrebbe anche essere influenzato soprattutto nella seconda parte dell’inverno, dalle prime evidenze delle teleconnessioni legate al fenomeno del El Niño. Si sta effettivamente formando un Niño di magnitudo eccezionale, il più forte degli ultimi 140 anni, per cui evidentemente attraverso questo meccanismo delle teleconnessioni con un ritardo di 6-8 mesi dall’inizio della stagione del El Niño potremmo avere delle ripercussioni anche a livello di clima europeo del mare nostro, per il bacino del Mediterraneo.
Tutta la pianura padana è oramai al collasso dal punto di vista della resistenza, se non della resilienza, al cambiamento climatico .
Manca la legge relativa all’uso del suolo, ma soprattutto manca qualsiasi azione ufficiale di adattamento. Questo governo ha finalmente terminato dopo una stasi di qualche anno la redazione, la revisione totale del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Bisogna far presto, bisogna assolutamente che si inizi innanzitutto a renderlo attuativo e che le regioni finalmente riescano a fare dei piani di adattamento regionali consoni a queste indicazioni del piano nazionale e che non si vada a macchia di leopardo perché non si può lavorare a scala di comune o di piccoli bacini, ma si deve lavorare su aree più vaste onde finalmente limitare gli eventi eccezionali,mitigare i rischi e soprattutto combattere indirettamente questo problema dell’uso del suolo che è stato negli ultimi 40 anni indiscriminato”. Lo ha affermato il climatologo Massimiliano Fazzini, Referente del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell’Università di Camerino, intrattenendosi con la stampa, oggi, a margine della Conferenza stampa de l’Italia che Frana alla Stampa Estera, a Roma e organizzata dalla Società Italiana di Geologia Ambientale.
“In occasione della Giornata internazionale per la riduzione dei rischi da disastri naturali, abbiamo presentato il “Manifesto programmatico in tre punti per la Trasparenza e la Prevenzione dei Rischi Naturali”. Inoltre presentazione in anteprima assoluta del brano rap “L’Italia che frana” . E’ un innovativo progetto di comunicazione per i giovani. Gli eventi di dissesto idrogeologico hanno dei costi economici notevoli – – ha dichiarato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale – ma hanno anche dei grandi costi sociali. Se guardiamo i dati dal 1976 al 2025 le vittime sono state oltre 1600 vittime. Se dovessimo dedicare un solo minuto di silenzio per queste vittime dovremmo stare in silenzio 28 ore di seguito.
Quindi questo ci fa capire come i danni sociali, i costi sociali, pensiamo anche alle persone che sono costrette a lasciare le proprie abitazioni in maniera permanente o finché si ripristano le condizioni di sicurezza, sono notevoli. Ognuno di noi deve sapere quali sono i pericoli naturali”.

