POLITICO DEDICA PRIMA PAGINA E LUNGO ARTICOLO
ALLA STORIA DI ANTOCI
“Può un portabandiera essere più importante di un soldato”.
Bruxelles, 20 marzo 2025 – “Può un portabandiera essere più importante di un soldato?” – così Politico, uno dei giornali più influenti di affari europei, descrive Giuseppe Antoci.
A lui è dedicata l’intera prima pagina del settimanale e un lungo articolo all’interno curato da Elena Giordano e Alessandro Ford. Il giornale racconta la vita e il lavoro svolto da Antoci in Parlamento Europeo, la sua scelta di entrare in politica ma anche le attività che svolge in giro per l’Italia.
La storia di un Italiano, di un paesino della costa tirrenica siciliana famoso per le ceramiche artigianali – Santo Stefano di Camastra in provincia di Messina. Una storia, quella dell’ex Presidente del Parco dei Nebrodi – oggi europarlamentare del M5S, che ha affascinato l’Italia e l’Europa tanto da avere avuto già dedicate, in questi anni, anche altre copertine e prime pagine come quelle del Financial Times, Economy, The Standard e altre primarie testate internazionali.
Politico oggi racconta la storia di un uomo, di un padre, di un marito che insieme alla sua famiglia sceglie da quale parte stare pagandone un prezzo altissimo.
“Antoci, considerato un eroe popolare in Italia per il suo attivismo antimafia – scrive Politico – è abituato ad affrontare
le attività mafiose nel suo Paese e a sfidarne i rischi. In Italia ha portato avanti con successo una campagna per inasprire
i controlli sui sussidi agricoli dell’UE, dopo aver scoperto una frode su larga scala con cui la mafia cercava di appropriarsi
dei fondi europei”.
“Ora Antoci – aggiunge Politico – ha puntato ad un obiettivo ancora più ambizioso: applicare questi controlli a livello dell’UE e guidare la lotta contro il crimine organizzato e il riciclaggio di denaro”.
Politico ha seguito Antoci anche in Italia, attraverso la giornalista Elena Giordano, vedendolo all’opera nelle Scuole, nelle Università insieme a quei giovani che lui chiama la sua famiglia, un mondo al quale è legatissimo e che gli manca molto, così tanto da scappare quando può per tornare in Italia e continuare ad incontrarli per condividere con loro l’importanza del valore della scelta.
“Guardando Antoci parlare a un gruppo di studenti delle scuole superiori a Gela – scrive la giornalista – una città della
Sicilia meridionale da tempo segnata dalla presenza di cosa nostra, ci si potrebbe chiedere se tutto questo abbia davvero
importanza. Può un portabandiera essere più importante di un soldato?”.
“Riflettendo sulla sua decisione di continuare a combattere la mafia – continua Politico – nonostante i rischi per la sua vita
e per la sua famiglia, Antoci dice che ne è valsa la pena. Chi sarei stato se avessi rinunciato? da detto. Mi sarei sentito
davvero sporco per il resto della mia vita”.
Questa è la storia antimafia di un uomo, di un siciliano, ma anche un pezzo di storia d’Italia. Una bella storia, ormai
da anni patrimonio internazionale.


