LA CHIESETTA DELLA CATEVA
“La mia attenzione è stata sempre attratta dalla chiesetta della Cateva di cui poco si sa delle sue origini. Si trova solo un accenno nella “Relazione storica…di Maria SS. Della Cava di Fra Dionigi (1776)” dove a pagina 247 si legge:…v’è una gran Cappella, creduta chiesa dei greci nel cui linguaggio si disse, come oggidì si chiama la Cateva. Ivi fu ritrovato un SS: Crocefisso di greca pittura. Nel 1539 Matteo Barrese fece erigere una nuova chiesa in posizione sopraelevata rispetto alla Cateva. Questa chiesa era orientata ad ovest con la facciata rivolta verso la scalinata del palazzo del governatore ed occupava parte del transetto dell’attuale Matrice. La Cateva fu ridimensionata per creare una cripta sottostante la nuova chiesa barresiana: fu divisa a metà nelo senso orizzontale e la volta adornata da ricchi fogliami, ghirigori e strane figure di donne ignude tra cui una con due serpenti al posto degli arti inferiori. Dalle ricerche che mi è stato possibile fare risulta che questa figura rappresenta un ERITTONIO, personaggio appartenente ad un complicato mondo mitologico. Certo che si rimane perplessi nel vedere queste figurein una chiesa cristiana. Un’attenta ricognizione nella parte inferiore della chiesetta rimasta inutilizzata potrebbe portare a conoscenze interessanti tra cui l’origine della stessa chiesa. Nel 1989 con alcuni volenterosi amici tentai di raggiungere questo luogo attraverso una botola(60×60 cm) che si trova al centro del locale che una volta era la sacrestia della Cateva e poi negli anni sessanta trasformata a garage murando la porta di comunicazione con la chiesa. Trovammo un compatto muro divisorio e no fu possibile realizzare il nostro intento. Notammo sparse per terra delle ossa umane tra le quali un paio di tibie. L’antico crocifisso è stato sempre al centro della mia attenzione: i colori della pittura originalesono quasi scomparsi perché coperti dalla patina scura formatasi dal fumo degli stoppini di li lumèri che per molti secoli hanno illuminato con la loro tremula fiammella l’adorato Crocifisso. Nella parte posteriore del volto di Cristo si nota uno spessore a forma di cuneo: forse l’artista non conoscendo ancora la tecnica della prospettiva è ricorso a questo mezzo per rappresentare il capo reclinato di Gesù. La Cateva, questa piccola chiesa, per la sua alta spiritualità è stata e resterà sempre nel mio cuore.”
Michele Ciulla


