Porte chiuse da parte di tutti. E’ quanto accaduto ad un cittadino rumeno residente a Enna e che si è trovato in un momento di grande difficoltà, ma che tranne che per la Caritas ed alcune associazioni di volontariato di Enna bassa ha trovato solo porte chiuse. “Sono un cittadino rumeno sposato con una italiana con 3 figli ed abito a Enna – scrive in una lettera fattaci pervenire – sono disoccupato. Prima prendevo il reddito di cittadinanza. Oggi non prendo nulla solo l’assegno unico 480 euro. Non posso prendere l’assegno di inclusione poichè ho figli maggiorenni.
Tutta la famiglia quando puo’ lavora in campagna a giornata , pulire stalle ed animali ,tagliare alberi ma sempre a giornata. Mi sono arrivate 2 bollette gas 487,9 e luce 145 , piu’ affitto 350 euro. Non avendo soldi mi sono recato tramite amici un una confraternita la quale mi rispondono di non avere soldi. Mi dicono di rivolgermi al parroco della chiesa di questa confraternta e anche lui mi dice che non hanno soldi neanche per la chiesa e mi dicono di rivolgermi alla Caritas. La Caritas mi aiuta grazie al Diacono e mi paga metà delle bollette, le altre tramite associazione di S.Anna. Io chiedo al vescovo come mai i sacerdoti rifiutano aiuto e non fanno come papa francesco? Penso che lei che è il nostro vescovo deve aiutare i poveri e far capire cosa dice il Signore nel vangelo. Io da domani con 2 figli vado a lavorare a Trento in campagna con le mele , ma chiedo aiuto anche per altri poveri come me.
Grazie
Visite: 562


