Oltre i numeri: la tragedia di 1000 migranti . Appello di Don Bosco 2000 al Governo Italiano
Piazza Armerina (EN)
03 febbraio 2026
“Mille, non è solo un numero, è un abisso. In meno di una settimana, il Mediterraneo ha inghiottito mille vite, mille sogni, mille ragazzi. La tragedia è avvenuta durante il ciclone Harry non può e non deve essere archiviata come una tragica fatalità meteorologica” afferma Agostino Sella.
Secondo le denunce di realtà impegnate sul campo, come Mediterranea Saving Humans, ci troviamo di fronte a un massacro silenzioso: decine di imbarcazioni fragili sono state spinte in mare dalle coste tunisine proprio nel picco della tempesta.
“Uomini, donne e bambini sono stati messi in acqua consapevolmente, senza informazioni né protezioni, in condizioni che rendevano la morte l’unico esito probabile. Questa non è una coincidenza. È una responsabilità politica” ammonisce ancora Sella.
Nello specifico, l’Italia e l’Unione Europea investono risorse e diplomazia in accordi di cooperazione con Tunisia e Libia per il controllo dei flussi. Ma i fatti parlano chiaro: le partenze proseguono persino durante un ciclone, quegli accordi sono inefficaci. A questo va aggiunto che i trafficanti continuano a decidere della vita e della morte e il controllo delle frontiere è nullo e inumano.
“Non possiamo più limitare il dibattito pubblico al conteggio degli sbarchi, ignorando il conteggio dei sommersi. Non è “la storia dei mille”, come un racconto epico del passato; è la tragedia dei mille, un’emorragia di umanità che avviene ora, sotto i nostri occhi” aggiunge ancora Agostino Sella.
L’associazione, infine, chiede con forza e urgenza al Governo italiano di: rivedere radicalmente gli accordi con Libia e Tunisia. Oltre a pretendere responsabilità chiare e trasparenza dai partner internazionali e mettere al centro la tutela della vita umana, sottraendo il potere decisionale ai trafficanti attraverso politiche di accesso sicure e legali.
L’Italia affronta molte sfide, ma la dignità di una nazione si misura anche dalla sua capacità di non restare indifferente davanti a un’ecatombe. Il silenzio, di fronte a mille ragazzi annegati, non è neutralità: è complicità.


