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Nomine dei vertici regionali, M5S all’Ars: “Musumeci usa trucchetti di basso livello per aggirare il parlamento”

Nomine dei vertici regionali, M5S all’Ars: “Musumeci usa trucchetti di basso livello per aggirare il parlamento”
PALERMO (13 maggio 2020) – “Musumeci come il bambino che quando perde porta via la palla. Non solo distribuisce posti di sottogoverno proprio in un momento inopportuno, in cui siamo tutti concentrati sull’emergenza covid, lo fa anche con il modus operandi di chi gioca con le procedure ed evita metodicamente il confronto con l’Ars”. Questo il commento dei deputati regionali del Movimento 5 Stelle in seguito alle nomine dei presidenti di vari enti regionali deliberate dal governo Musumeci.
“Le nomine di soggetti esterni all’amministrazione regionale – ricordano i deputati – devono passare dalla commissione Affari istituzionali, che è chiamata ad esprimere il proprio parere. Musumeci, però, ha compiuto una forzatura a dir poco vergognosa. Ha prima nominato alcuni soggetti all’interno degli uffici di gabinetto, equiparandoli di fatto ai dirigenti regionali, così da poter bypassare il necessario parere della commissione. Così si è sottratto al controllo dell’Ars e ha potuto favorire le nomine di chi gli aggradava di più, proprio come fece anche Crocetta nel 2017. Avevamo contestato queste nomine già alcuni mesi fa, quando furono presentate in commissione, perché ritenevamo che alcuni dei soggetti proposti non avevano sufficienti requisiti di merito e rispondessero più a logiche politiche che alla reale esigenza di dare una governance all’altezza della situazione. Il governo ritirò quelle nomine e allora pensammo a un ravvedimento, che speravamo avrebbe portato a nuove scelte. Tuttavia avevamo il timore che dietro quella manovra potesse nascondersi un’operazione di basso livello e infatti oggi i nostri dubbi vengono confermati. In un momento di emergenza e stavolta con un artificio procedurale che permette di aggirare il controllo dell’Ars, Musumeci pensa a premiare chi ha come unico merito quello di gravitare nella sfera politica della sua maggioranza”.

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