Music Lover Index 2026: la Sicilia ama la classica più di ogni altra regione, ma nella musica dal vivo è diciannovesima
Sui dati dell’ultimo Rapporto SIAE, l’analisi di Casinos.com assegna alla Sicilia il 19° posto nazionale con un punteggio di 25,0 su 100: un’offerta di generi tra le più varie del Paese e un amore per l’opera che non ha eguali, ma una rete di concerti ancora rada.
La musica dal vivo in Italia non è mai stata così diffusa. L’ultimo Rapporto SIAE conta oltre 65mila concerti in un anno, quasi 29 milioni di spettatori e una spesa record che sfiora i 990 milioni di euro: numeri che nel giro di pochi anni hanno moltiplicato il pubblico e spinto i palchi ben oltre i palasport, dentro anfiteatri, siti archeologici e piazze di provincia. A trainare il fenomeno c’è una figura nuova di spettatore, il superfan, che vive il concerto come un weekend e spende molto più della media: è lui il cuore della vera comunità dei live, e non abita per forza dove ci si aspetterebbe.
Proprio questa diffusione capillare ha riscritto la geografia musicale del Paese, spostando il baricentro dai grandi eventi metropolitani a un fitto reticolo di appuntamenti medio-piccoli. Nel segno della Festa della Musica del 21 giugno, Casinos.com l’ha fotografata costruendo il Music Lover Index 2026, un indice che incrocia quattro parametri dei soli concerti: i locali e gli organizzatori di ogni regione, pesati sugli abitanti e sul territorio, più la varietà dei generi proposti. Il risultato è una classifica che toglie il primato alle solite capitali.
La Sicilia si colloca diciannovesima con 25,0 punti, e il suo tratto più sorprendente è la varietà dei generi proposti: indice novantuno su 100, una delle offerte più ampie d’Italia, segno di un pubblico curioso e dai gusti molteplici. A pesare sono invece tutti gli altri indicatori, che raccontano una rete di concerti ancora da costruire: appena diciannove locali ogni centomila abitanti, trentacinque ogni mille chilometri quadrati e soltanto dodici organizzatori ogni centomila residenti, il valore più basso d’Italia.
Eppure la Sicilia custodisce un primato che nessun’altra regione possiede: è l’unica in Italia dove la musica classica è il genere più seguito, capace da sola di attrarre circa quattro spettatori su dieci. Un amore che ha radici antiche, in una terra che ha dato i natali a Vincenzo Bellini e che ospita uno dei templi della lirica europea, il Teatro Massimo di Palermo, il più grande teatro d’opera d’Italia. A questo si aggiungono cornici uniche al mondo come il Teatro Antico di Taormina, dove ogni estate concerti e spettacoli vanno in scena tra le colonne greche con l’Etna e il mare sullo sfondo. Una vocazione musicale di altissimo livello, che convive con una rete di spazi e organizzatori ancora tutta da sviluppare.
“La Sicilia è un caso unico in Italia”, spiega Daniele Alfieri, analista di Casinos.com. “È l’unica regione dove a vincere è la musica classica, e non è un caso: è la terra di Bellini, ha il Teatro Massimo di Palermo e un palco leggendario come quello di Taormina. C’è una cultura musicale profonda e un pubblico che ama l’opera come in nessun altro posto. Quello che ancora manca è la rete diffusa di locali e organizzatori che porti concerti tutto l’anno e in tutta l’isola: la tradizione è enorme, va trasformata in un’offerta capillare e continua”.


