Bilancio partecipato: i cittadini scelgono, ma i progetti quando si realizzano?
Si parla tanto di partecipazione, di apertura del Comune alla città, di coinvolgimento dei cittadini e di valorizzazione degli Enti del Terzo Settore. Ma quando i cittadini partecipano, votano una proposta e quella proposta risulta vincitrice, cosa succede dopo?
È questa la domanda che oggi merita una risposta.
L’Amministrazione comunale ha pubblicato un nuovo bando per il bilancio partecipato, chiedendo ancora una volta ai cittadini e alle realtà del territorio di presentare idee e progetti per la città. Un principio certamente positivo, perché la partecipazione dovrebbe rappresentare uno degli strumenti attraverso cui una comunità contribuisce concretamente alle scelte dell’amministrazione, ma c’è un problema: che senso ha chiedere ai cittadini di scegliere, se poi i progetti già risultati vincitori non vengono concretamente realizzati?
Nel precedente bilancio partecipato, infatti, tra le proposte risultate vincitrici c’era anche un progetto che prevedeva, tra le altre iniziative, la realizzazione di un cinema all’aperto durante il periodo estivo.
Siamo ormai alla fine di settembre.
E allora una domanda sorge spontanea: quando dovrebbe essere realizzato quel progetto?
Perché un cinema all’aperto pensato per l’estate ha evidentemente una sua precisa collocazione temporale. Se si arriva alla fine di settembre senza averlo realizzato, non si tratta semplicemente di spostare una data sul calendario: si rischia di snaturare completamente la proposta scelta dai cittadini.
Il punto, infatti, non è soltanto il singolo progetto.
Il punto è il rispetto della partecipazione dei cittadini.
Se il Comune mette a disposizione delle risorse, raccoglie le proposte, permette ai cittadini di esprimere la propria scelta e individua i progetti vincitori, dovrebbe poi garantire che quelle decisioni trovino concreta attuazione nei tempi e nelle modalità previste, altrimenti il rischio è quello di trasformare il bilancio partecipato in una semplice procedura burocratica: si chiede ai cittadini di partecipare, si fanno votare le proposte, si proclama un vincitore e poi tutto rimane fermo.
E questo sarebbe particolarmente contraddittorio quando si parla di Enti del Terzo Settore, realtà che quotidianamente mettono a disposizione competenze, volontariato, idee e progettualità per la comunità.
È questa l’attenzione che si vuole riservare agli Enti del Terzo Settore?
È questo il modo con cui si intende valorizzare chi presenta proposte e si mette in gioco per la città?
E soprattutto: perché pubblicare un nuovo bando per il bilancio partecipato se non si è ancora data piena attuazione alle proposte risultate vincitrici nel precedente?
Non si tratta di chiedere favori a qualcuno. Non si tratta di pretendere corsie preferenziali.
Si tratta semplicemente di chiedere regole chiare, tempi certi e rispetto delle decisioni assunte attraverso uno strumento di partecipazione democratica.
E sarebbe interessante sapere anche se l’Amministrazione abbia già programmato le risorse necessarie e gli atti amministrativi per dare finalmente seguito al progetto vincitore, perché, se i fondi sono già disponibili, viene spontaneo chiedersi quale sia il motivo di un ritardo così significativo, se invece ci fossero impedimenti tecnici o amministrativi, sarebbe altrettanto doveroso spiegarli pubblicamente ai cittadini.
Quello che non può accadere è che una proposta venga scelta dalla comunità e poi finisca nel dimenticatoio.
Ancora più paradossale sarebbe pensare che una proposta possa essere rallentata semplicemente perché non coincide con le preferenze dell’Amministrazione di turno. I progetti del bilancio partecipato non dovrebbero dipendere da simpatie, appartenenze o convenienze politiche: dovrebbero dipendere dalle regole e dalla volontà espressa dai cittadini.
E c’è un ultimo aspetto che non può essere sottovalutato.
Quando si perde tempo, non si perde soltanto una stagione, si perde il senso stesso della proposta.
Un cinema all’aperto realizzato in estate risponde a un’esigenza e a un’idea precisa: creare momenti di aggregazione, cultura e socialità durante la bella stagione. Realizzarlo a fine settembre, quando ormai l’estate è terminata, rischia di diventare una semplice formalità amministrativa, lontana dallo spirito con cui i cittadini avevano scelto quella proposta.
Prima di chiedere nuovamente ai cittadini di partecipare, dunque, sarebbe opportuno dare una risposta a una domanda molto semplice:
che fine ha fatto il progetto che i cittadini avevano già scelto?
Perché partecipare è importante, ma la partecipazione senza realizzazione rischia di diventare soltanto una promessa, e una città che viene chiamata a scegliere merita soprattutto una cosa: che le sue scelte vengano rispettate.
Il Coordinatore Giovani Autonomisti Provincia di Enna
Omar Maria Vellari
Membro MPA
Simone Bongiorno

