L’ULTIMA NOVITA’ DI BERLUSCONI
Da un po’ di tempo Berlusconi lancia la proposta di un partito unico per il centro destra, forse perché non si ricorda della fine che ha fatto la precedente esperienza con la Casa della libertà.
Forse non ci vuole pensare perchè allora, con la sua forza elettorale non fu difficile convincere numerose piccole formazioni a mettersi sotto l’ombrello di chi potesse dare voce a chi voce ne aveva poca, o non aveva.
Molti ricordano che i “soci fondatori” furono Forza Italia di Berlusconi, l’Alleanza Nazionale di Fini, la Lega nord di Bossi e i Cristiano Democratici di Casini.
Parallelamente sostennero questo nuovo soggetto politico quello che restava dei partiti socialista e repubblicano, mentre molte singole personalità vi trovarono alloggio nel tentativo, a molti riuscito, di trovare un posto nel nostro Parlamento: Gianfranco Rotondi ex d.c. Alessandra Mussolini di Azione Sociale, Benedetto della Vedova liberale ed altri minori.
Coalizione unica che esplose con l’abbandono di Casini, la cacciata di Fini, i problemi collegati a Bossi e di quanti altri compresero che la famosa “Arca” faceva acqua da tutte le parti, aggravata dalle numerose inchieste giudiziarie.
Oggi, in posizione minoritaria, completamente diversa, Berlusconi cerca di salvare qualcuno dei suoi proponendo un partito unico, dal momento che la Meloni e Salvini potrebbero, secondo le previsioni di oggi, fare da ombrello per il salvataggio di qualche raccomandato esponente di Forza Italia.
Ma non sarà facile a Berlusconi ottenere quanto richiesto, perché la Meloni e Salvini sanno bene che, in occasione delle prossime elezioni, molti dei voti mancanti ai Forza Italia andrebbero a migliorare il risultato dei loro movimenti.
Il 3 febbraio 2021 in una mia nota “L’Ultima trovata di Renzi: Una nuova bicamerale”, riportata alle pagine 34,35 e 36 del mio VII volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana” scrivevo:
L’ultima trovata di Renzi, per agitare le calme acque di questa particolare vigilia, è stata quella di proporre una nuova commissione bilaterale.
Le esperienze passate con risultati non ottenuti, meritano di essere rivisitate ricordando l’infelice fine fatta nel 1993 dalla Commissione De Mita-Jotti e nel 1997 dalla commissione D’Alema-Berlusconi.
Ho voluto riportare questo esempio che conferma quanto da me scritto nel libro “Le vite parallele di Berlusconi e Renzi”, due soggetti molto particolari, che politicamente continuano a vivere in modo particolare.
angiolo alerci


