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Il Cammino di San Giacomo
La pratica devozionale del pellegrinaggio, consistente nel recarsi, da soli o in gruppo, in un luogo sacro, prevalentemente a scopo votivo o penitenziale, è un orientamento dello spirito religioso comune a numerose culture. Questa esperienza, condivisa sia per motivazioni che per manifestazioni, attraversa tempi e religioni diverse.
L’Homo Viator, il pellegrino, non è un concetto esclusivo del Cristianesimo: gli antichi Greci si recavano a Delfi, gli islamici alla Mecca (hajj), gli Indiani a Tirtha, gli Indù a Varanasi, i Giapponesi a Nara. Le destinazioni di questi viaggi religiosi si riconducono a tre categorie principali: luoghi segnati da presenze sovrannaturali, luoghi storici di carattere sacro, e luoghi consacrati al culto di corpi santi.
Nell’Occidente medievale, il pellegrinaggio in Terra Santa, in particolare a Gerusalemme, divenne un fenomeno organizzato già durante l’Impero Romano cristianizzato. Dal Medioevo, i cristiani identificano tre principali mete: Roma, la Terrasanta e Santiago de Compostela.
In Sicilia, il culto di San Giacomo si diffuse grazie ai Normanni tra XII e XIII secolo. Una leggenda narra che il Gran Conte Ruggero, dopo la conquista di Caltagirone nella notte del 25 luglio, sognò San Giacomo nella veste di “Matamoros” (ammazza mori), armato di una spada a impugnatura a croce, divenuta poi simbolo dell’Ordine Militare di Santiago.
Nel 1664, Papa Alessandro VII concesse l’indulgenza plenaria a chi visitava la “Ecclesiam Confraternitatis Santi Jacobi Apostoli Messanensis” nel giorno del Santo. Nascono così riti arcaici: nella notte tra il 24 e il 25 luglio si faceva un pellegrinaggio verso la chiesa dedicata a San Giacomo, con un bastone nodoso, senza mai voltarsi indietro.
La Sicilia vanta reliquie significative del Santo. A Capizzi, già nel ’400, si conservava “la giuntura di un dito”, oggetto di contese con Camaro (Messina) per il suo trasferimento.
Il Cammino di San Giacomo in Sicilia è modulabile secondo il tempo e le attitudini dei camminatori. Parte da Caltagirone e termina, dopo sei tappe, a Capizzi, nel Parco dei Nebrodi. Qui, chi avrà completato il percorso potrà ritirare l’Aurea Jacopea, attestando il pellegrinaggio completato.
Inclusivo anche per persone con disabilità, questo cammino è accessibile a tutti e offre paesaggi mozzafiato che ripagano ogni fatica, anche per chi non è religioso.
Fonti: treccani. it; camminosangiacomosicilia .it


