Finiti i campionati di calcio amministrativo in Sicilia.
Sfogliando le pagine di Facebook, di amici di tutta la Sicilia, non si capisce se ci sono appena state le elezioni o i campionati di calcio di qualche categoria pallonara.
Grande euforia, tipica da stadio, per le “tifoserie” dei candidati vincitori o al ballottaggio. Orgoglio, delusione e rabbia per le tifoserie dei perdenti.
Io non riesco a immedesimarmi in nessuna delle due categorie di sportivi.
Sento però un forte distacco da questi atteggiamenti opposti, da quella che io intendo essere la politica vera.
Le elezioni sembrano essersi ridotte ad una grande abbuffata, dove al posto dei calici di birra si elevano brindisi di voti che stracolmano spesso in calici di plastica, che non faranno mai tin tin.
La politica non è questa orgia di parole, di sentimenti, di vuoto, la politica è razionalità, idealità, eleganza, compostezza. Non è una partita di calcio, nessuno vince nessuno perde, ma tutti partecipano, ciascuno dice la sua, tutti mettono un mattone.
E poi sempre, ad ogni tornata, nel successivo campionato di calcio, le tifoserie prima esaltate diventano subito deluse, dagli stessi campioni osannati fino all’inverosimile appena qualche mese prima.
Non mi sento di fare gli auguri, se non nel senso di augurare ogni cosa buona che i cosiddetti vincitori possano fare per le loro comunità, ma non un augurio come per dire “bravo hai vinto”. Perché non hai vinto un bel niente, caro presunto vincente, ti hanno appioppato una responsabilità che presto ti diventerà evidente e in questo dimostrerai se sei veramente un campione, ma della buona amministrazione, oppure era meglio che restavi nel pallone dov’eri stato. E a te perdente non dico ” mi dispiace” perché la partita non è finita ma è appena cominciata e se sei un buon giocatore lo vedremo ora, non prima ai rigori.
L’Italia vive un momento assai difficile, dove un governo di buona speranza, ma di incerta sostanza, è circondato da una pletora di vecchi affaristi che sperano solo di spremere affari. Mentre l’opposizione è affidata ad una signorina di ottima famiglia che non penso sappia molto dei problemi della società.
Le brave persone messe all’angolo a tutti i livelli.
In Sicilia, un’alternanza tra la storica cordata di potere, i nipoti dei feudatari, ed esaltati personaggi che vorrebbero interpretare le speranze ormai uccise dei siciliani onesti. Ma uno normale, cazzo, non c’è!
A Roma è morto nel 2005 l’articolo 1 della Costituzione italiana. Se qualcuno è interessato vada a leggerselo, può essere interessante.
Cosa dire ad un giovane di vent’anni?
Tutto passa, passerà anche quest’epoca di imbecillità, dove la legge di gravitazione universale sembra essere messa a dura prova e ancora una volta lo scienziato deve abiurare la verità, la terra è ridiventata piatta.
Studia giovane, studia, non mollare, non ti fare impressionare dai pigri e dagli ignoranti che sembrano oggi trionfare nella società.
Studia con passione, non mollare mai, non ti arrendere, non ti fare imbrogliare dalla volgarità di quanti pensano di avercela fatta e di sapere il modo.
Alla fine c’è sempre bisogno di chi sappia fare e sappia come.
Se Putin non ci uccide tutti prima, ogni cosa ritornerà al suo posto, compresi tanti inutili e volgari sedicenti salvatori del mondo.
Studiate ragazzi, con un po’ di fortuna tutto questo squallore passerà. Tutto passa


