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LE VIE DEI TESORI ritorna a CALTANISSETTA

Riccardo Settembre 1, 2022 11 minuti letti

LE VIE DEI TESORI ritorna a CALTANISSETTA

Dallo storico liceo della città al convitto dei Gesuiti al nuovo museo del design, dalla “casina” del barone Benintende ai serbatoi di Monte San Giuliano

Le Vie dei Tesori ritorna a Caltanissetta per il sesto anno consecutivo

Quindici luoghi, tantissime esperienze, passeggiate e visite teatralizzate. Aprono le porte anche due chiese a San Cataldo

tre weekend | 10 > 25 settembre

TESTI + IMMAGINI VIDEO DI COPERTURA

CALTANISSETTA, 01.09.2022. Dallo storico liceo della città al convitto dei Gesuiti, dall’antica “casina” del barone Benintende al serbatoio di Monte San Giuliano che è una vera opera di ingegneria idraulica, passando per chiese ritrovate, cripte sconosciute e spazi voluti dagli artisti fino ad un delizioso museo vintage con gli oggetti iconici che hanno popolato la vita quotidiana dell’ultimo mezzo secolo, oltre a un’inedita collezione di acquasantiere al Museo Diocesano. Poi esperienze, passeggiate, e un racconto teatralizzato nella ex miniera di zolfo di Gabara. E tanto altro, Caltanissetta è pronta a varare la sua nuova edizione delle Vie dei Tesori che quest’anno si allarga anche a due siti importanti – la chiesa delle Anime del Purgatorio con la sua cripta e Santa Lucia con gli imponenti Sanpauluna – della vicina San Cataldo.

Le Vie dei Tesori ritorna quindi a Caltanissetta da sabato 10 settembre e va avanti per tre weekend, sempre sabato e domenica, fino al 25 settembre. Con il supporto del Comune, sono stati scelti con cura quindici luoghi per rileggere la città alla luce delle sue ricchezze culturali, ma anche per riscoprire il senso di comunità appunto restituendo siti finora negati.

“Le Vie dei Tesori è un’iniezione di positività – interviene il sindaco Roberto Gambino – in tempi complicati in cui si avverte una sorta di “rabbia sociale”. Questo festival è un motore di bellezza: e ringrazio soprattutto chi ci ha messo a disposizione spazi e collezioni private, dandoci fiducia. Mi piace segnalare anche ai miei concittadini, il serbatoio di San Giuliano che è un esempio di archeologia industriale, ma anche un simbolo sociale importante. Infine, saluto San Cataldo con cui dividiamo un territorio straordinario, ma anche progetti futuri importanti per la prossima Agenda Urbana”.

“Siamo felici del ritorno delle Vie dei Tesori – dice l’assessore al Turismo e vicesindaco Grazia Giammusso – è un appuntamento atteso dalla comunità e alcuni dei luoghi sono sconosciuti anche per i residenti”. Per la prima volta, partecipa anche San Cataldo. “Un momento di valorizzazione del nostro territorio, ma soprattutto un punto di partenza: ci mettiamo sin da subito al lavoro per partecipare in maniera più importante il prossimo anno” interviene il sindaco Gioacchino Comparato.

Tre weekend, per un nuovo festival di “riappropriazione della bellezza”, che cerca di scrollarsi di dosso le restrizioni e le paure post covid: per due anni, quando la pandemia ha costretto festival e rassegne a rimandare o rinunciare ai programmi, Le Vie dei Tesori ha scelto di provarci lo stesso, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza. Oggi che la normalità sembra riacquistata, si torna felicemente allo storytelling nei luoghi, alle visite condotte dai giovani, al racconto delle comunità che si riappropriano degli spazi.

“Il festival delle Vie dei Tesori dà il senso della comunità – interviene Marcello Barbaro, vicepresidente della Fondazione – perché ogni città è pronta a mettersi in gioco e cerca tra i suoi tesori segreti, quelli da mostrare. Il centro Sicilia diventa sempre più un polo attrattivo importante: ha potenzialità enormi che vanno espresse e noi, come Vie dei Tesori, cerchiamo di aiutare questo sviluppo”.

Il festival è pronto alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto per la seconda volta da apripista – 37 piccoli centri che hanno aperto le porte a una folla festante di visitatori, offrendo chiese, castelli, monasteri, sorgenti, cantine e tanto altro: il prossimo sarà l’ultimo weekend – ecco le prime otto città del 2022 pronte a scendere in campo a settembre: oltre a Caltanissetta, ecco Termini Imerese e Bagheria, poi le tre “cavaliere” del Trapanese (Trapani, Mazara e Marsala), l’altra “veterana” Messina, e l’arroccata Enna; dal 30 settembre al 16 ottobre toccherà a Carini, Cefalù, Ragusa e Scicli, alla debuttante Alcamo, e per tutto il mese fino al 30, a Palermo e Catania.

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto la manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo – “siamo orgogliosissimi di esserci e di promuovere insieme un evento che promuove la bellezza – interviene Nicoletta Pellegriti, responsabile Area Retail, Caltanissetta ed Enna di Unicredit – Unicredit è una rete importante, abbiamo la responsabilità di diventare influencer del territorio”. E’ un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Su Caltanissetta ha lavorato un gruppo entusiasta formato da Alice Bifarella, Luigi Garbato, Michele Mendolia Calella, Aurelia Speziale e Pasquale Tornatore, mentre la cooperativa sociale Etnos si è occupata della logistica.

Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti che si mettono in gioco per “far parlare” i luoghi.

Il sito www.leviedeitesori.com è una miniera dove trovare schede, fotografie, aneddoti e curiosità, sfogliare il magazine e programmare le proprie visite, sempre in modalità 4.0. e così anche i social del festival, che ottengono sempre migliaia e migliaia di visualizzazioni e condivisioni. Un festival smart, veloce, comodo, che viaggia sugli smartphone: prenotazioni ovunque caldamente consigliate, acquisto dei coupon on line sul sito.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL 2022

TESTI + LUOGHI

“Un percorso che si è radicato e che crea finalmente comunità – dice Pasquale Tornatore che si è occupato del programma – ed è importante il coinvolgimento dei ragazzi a cui faremo conoscere il patrimonio di Caltanissetta e, da quest’anno, di San Cataldo. Ma sono già altri i Comuni del Nisseno che vorrebbero aderire”.

Sarà un’edizione che parla alla memoria del territorio: a partire dagli archivi del liceo “Ruggero Settimo” aperti nel 1863, quando era gestito dai Gesuiti: dai registri balzano fuori nomi illustri (da Alfredo Rocco, “padre” del Codice penale, o Concetto Marchesi, a Gigino Gattuso e Pompeo Colajanni che frequentarono la scuola ma su barricate diverse) ma anche il ricordo di Santina Cannella, uccisa dal fidanzato, soltanto perché desiderosa di studiare. Poi il Convitto dei Gesuiti, che aveva sede nella “casina” di villeggiatura dell’Ordine e colonia montana nel periodo fascista al cui periodo risale anche la piscina. Visite anche al laboratorio del museo mineralogico paleontologico e delle zolfare dell’IISS Mottura che espone 5000 minerali e il meteorite donato dall’imperatore d’Etiopia, oltre a una collezione di fossili, tra cui un esemplare di Ammonite Arietites del Giurassico. Ecco il Convento agostiniano che conserva il dipinto su ardesia (ritenuto miracoloso) della Madonna della Grazia attribuito a Pietro Antonio Novelli, padre del celebre “Monrealese”; nella sacrestia, una piccola ma interessantissima mostra sull’Inquisizione spagnola, curata da Michele Mendolia Calella che si riallaccia alla storia del convento che alla fine del ‘600 fu luogo di un sodalizio eretico molinista – che coinvolse frati agostiniani e terziarie bizzoche nissene – che culminò nell’autodafé a Palermo. Apre anche la cripta della Cattedrale, realizzata nei primi anni Venti del Novecento, trasformata in spazio culturale: ospita le installazioni della mostra “Adoremus” del nisseno Alberto Antonio Foresta sul possibile dialogo tra le religioni. Altri due luoghi inediti per il festival: la casina ottocentesca del barone Benintende, sindaco di Caltanissetta nel primo ventennio dell’800, nata come residenza estiva, al centro di un ampio terreno coltivato a grano, olive, mandorle e uva da mosto; conserva ancora arredi d’epoca e molti strumenti agricoli, e le grandi valigie di fine ‘800 con cui i proprietari successivi, la coppia Paolilla, emigrati in America, utilizzò nei viaggi da e per gli States. Infine la grande “macchina idraulica” di epoca fascista, il serbatoio di monte San Giuliano realizzato nel 1929 quando fu completato l’acquedotto delle Madonie: si potrà entrare nella struttura e arrivare fino alle grandi vasche.

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Gli spazi degli artisti. Quest’anno sono due i luoghi che guardano all’arte del Novecento: si visiterà Sosta Visiva, un inedito museo del design e del vintage creato da Liborio Di Buono nello showroom dell’azienda di famiglia. Esposti pezzi di Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Ettore Sottsass, Marco Zanuso; e i maestri dell’architettura razionalista del ‘900, Le Corbusier, Mies Van Der Rohe, Charles Eames, Gerrit Rietveld. Aperto solo nell’ultimo weekend del festival, SpazioPitta, casa museo creata nel 2019 da Lorenzo Maria Ciulla, in arte il Pittastorie, nello storico quartiere Angel. Sono stati chiamati a raccolta sia molti artisti che hanno sposato l’idea realizzando un’opera site specific, sia gli abitanti del quartiere.

Al debutto San Cataldo. Nei primi due weekend parteciperà anche la vicina San Cataldo dove saranno aperti alle visite due luoghi di solito disponibili un solo giorno al mese: l’antichissima chiesa delle Anime del Purgatorio con la cripta cimiteriale, scoperta nel 1977, divisa in due ambienti, l’ossario e un locale con venti stalli in gesso per l’essiccazione dei cadaveri; e la chiesa di Santa Lucia che sotto la sua cupola candida, possiede una pianta a croce greca che la rende unica nel panorama dell’architettura religiosa locale, simile soltanto a Sant’Agata al Collegio a Caltanissetta. In occasione del festival saranno qui esposti straordinariamente i Sanpauluna, i giganti processionali di 3 metri, di origine spagnolo-catalana, che raffigurano 11 apostoli (tranne Giuda) e animano la Domenica di Pasqua.

Ritornando a Caltanissetta, visitabili molti “luoghi” che negli altri anni hanno raccolto numerosissimi visitatori: dalla Casa del Mutilato che su una delle lapidi all’ingresso riporta il proclama della vittoria nella Grande Guerra firmato dal generale Diaz; all’ex Palazzo delle Poste e Telegrafi che nasconde bellissimi affreschi del periodo fascista realizzati negli anni ‘30 da Gino Morici e da Gaetano Sparacino e presenterà anche pezzi inediti da collezione privata. Il Palazzo del Seminario vescovile aprirà sale di solito non visitabili: il refettorio, la stanza del venerabile Giovanni Jacono, già vescovo di Caltanissetta, saloni di rappresentanza con opere d’arte e una singolare collezione di 250 acquasantiere di epoche e Paesi diversi, riunite in un allestimento molto originale. Infine, ma non ultimo per importanza, il museo aziendale della fabbrica di liquori Averna costruito dopo il 1859 sui resti dell’antico convento cinquecentesco dei frati Cappuccini: si visiteranno i saloni con archi a tutto sesto, dove si conservano ancora gli antichi utensili e macchinari della distilleria, fotografie, bottiglie, diplomi.

Passeggiate e esperienze. Una la passeggiata in programma, porterà nel cuore storico della città, nel quartiere Provvidenza, tra inesorabile abbandono ed esempi virtuosi di rinascita, memoria storica cittadina, murales contemporanei e convivenza multiculturale. Tre invece le esperienze organizzate da Paesaggi di Mezzo per le quali è consigliabile prenotare subito perché sono molto richieste: si potrà passeggiare nei vigneti delle Tenute Lombardo, visitando la cantina e la tenuta di “Sua Altezza”; partecipare ad un trekking di scoperta che si snoda tra il vulcanesimo sedimentario delle Maccalube di Terrapelata, la balconata panoramica di Monte Sabucina e la masseria Santa Barbara, antica residenza del barone Calafato; e infine visitare un luogo che sembra immobile nel tempo: l’ex miniera di Zolfo di Gabara, dove una guida, un geologo e un mimo racconteranno insieme la storia delle zolfare siciliane e le difficili condizioni di lavoro dei minatori e carusi.

Informazioni: 091 842 0004, tutti i giorni 10-18. www.leviedeitesori.com

ufficio stampa Le Vie dei Tesori

Simonetta Trovato | +39.333.5289457 | simonettatrovato@gmail.com

Foto di Igor Petyx_Video di Rosaura Bonfardino

COME PARTECIPARE

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o nell’info point del Centro espositivo d’arte contemporanea dell’ex Rifugio di corso Umberto I (sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18). Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate è previsto un coupon da 6 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviato per mail un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi organizzati possono scrivere a prenotazioni@leviedeitesori.it.
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