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  • Cultura

La Fondazione Mandralisca e la Fondazione Orestiadi presentano la mostra Intrecci,

Riccardo Maggio 26, 2023 5 minuti letti

La Fondazione Mandralisca e la Fondazione Orestiadi
presentano la mostra Intrecci, un progetto che mette in dialogo le più importanti opere dell’arte classica, custodite a Cefalù, con le opere più rappresentative dell’arte contemporanea ospitate al
Museo delle Trame del Mediterraneo di Gibellina

Museo Mandralisca

dal 2 giugno al 7 gennaio 2024

inaugurazione giovedì 1 giugno
ore 18.00

Cefalù

Il Museo Mandralisca di Cefalù presenta la mostra Intrecci, frutto di un protocollo d’intesa tra la Fondazione Mandralisca e la Fondazione Orestiadi di Gibellina, che si inaugura giovedì 1 giugno alle ore 18.00 (via Mandralisca, 13).

Dal 2 giugno al 7 gennaio 2024 le principali sale di uno dei musei più visitati dell’Isola – nel 2022 si è posizionato tra i primi tre – accoglieranno una selezione di opere realizzate dai più grandi maestri dell’arte contemporanea esposte al Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina.
Opere scelte accuratamente nell’ottica di instaurare un dialogo, oltre il tempo e lo spazio, con le opere d’arte classica, già patrimonio del Mandralisca.

Saranno Alighiero Boetti, Mimmo Paladino, Jonida Xherri e Michele Canzoneri a rappresentare, ognuno con un’opera a tema e una declinazione ben precisa, l’anima contemporanea dell’arte confrontandosi con le peculiarità della vasta e diversificata collezione del barone Enrico Pirajno di Mandralisca.

«L’incontro e il dialogo tra artisti e le loro opere, unitamente alla diffusione della cultura in generale, rappresentano le linee guida sulle quali il barone di Mandralisca ha fondato la sua continua e accurata ricerca giungendo, con lungimiranza e perseveranza, alla realizzazione della Fondazione, nel 1853, e del Museo Mandralisca che custodisce, ancora oggi, un enorme patrimonio artistico», dichiara Vincenzo Garbo, Presidente della Fondazione Mandralisca.
«La mostra Intrecci testimonia la nostra volontà di portare avanti, e far proliferare, la visione del Barone, aprendo le porte a collaborazioni e scambi con musei e realtà cultuali prestigiosi come la Fondazione Orestiadi di Gibellina. Crediamo fortemente che la bellezza e le opere frutto della creatività di artisti universalmente riconosciuti superino il tempo e lo spazio, riuscendo a sintonizzarsi tra loro e restituendo, ogni volta, un nuovo messaggio per le generazioni che si susseguono».

«La collaborazione tra la Fondazione Mandralisca e la Fondazione Orestiadi di Gibellina, in attuazione con un protocollo d’intesa che consentirà di svilupparsi nel tempo, inizia con questa mostra di particolare interesse e di notevole originalità», dichiara Calogero Pumilia, Presidente della Fondazione Orestiadi.
«Metteremo a confronto con le opere d’arte classica del Mandralisca alcune tra le più rappresentative espressioni dell’arte contemporanea esposte nei nostri musei. Un modo per farle interloquire, espressioni estetiche e culturali di tempi molto lontani e diversi fra loro che tuttavia si integrano in modo efficace restituendo il senso che l’Arte, quale sia la sua espressione formale, risulta sempre manifestazione del Bello».

L’inedito percorso espositivo vedrà Il dolce far niente (Kabul 1979) di Boetti, iconico artista del XX secolo che affronta nell’opera il tema della scrittura, esposto nella Biblioteca del barone Mandralisca che custodisce reperti eccezionali – tra cui incunaboli ovvero testi stampati con caratteri mobili secondo le tecniche del ‘400 e ‘500 – per un totale di circa settemila volumi.

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La seconda sala del Museo, che presenta opere prevalentemente di arte sacra del Quattrocento, ha ispirato il direttore del Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina, Enzo Fiammetta – che ha curato la selezione di opere contemporanee da collocare a Cefalù – nello scegliere l’opera Sulle Tracce del primo cristianesimo Tra Tunisia e Sicilia (2009) del maestro dell’arte italiana Mimmo Paladino. Realizzata come manifesto per un’importante mostra presentata al Museo del Bardo di Tunisi, che analizzava le origini cristiane della Tunisia attraverso le predicazioni di Sant’Agostino originario di quelle terre, mostra l’evoluzione delle tecniche, dei colori e delle forme nel corso dei secoli, e la permanenza dei temi legati al sacro anche nel contemporaneo.

La Sala della Pinacoteca ospiterà ben due opere il dialogo con il prezioso portolano, un antichissimo manuale per la navigazione costiera e portuale, custodito nel Museo.
La prima è il Tappeto Mediterraneo (2016) dell’artista libanese Jonida Xherri, realizzato con centinaia di mattonelle in ceramica disegnate in atelier a Gibellina dai ragazzi dei centri di prima accoglienza che hanno transitano in Sicilia. L’opera è testimonianza delle speranze, della nostalgia e del vissuto di decine e decine di migranti che a rischio della loro vita hanno affrontato il mare senza una rotta sicura e, per questo, instaura un dialogo con il portolano che invece riporta rotte possibili, fisiche e virtuali per attraversare il Mediterraneo. La seconda opera è Lo sbarco di Ruggero II in Sicilia opera in ceramica di Michele Canzoneri collocata su una pedana bassa. L’artista siciliano, autore anche delle vetrate del Duomo di Cefalù, dedica il suo lavoro al Re Ruggero e riflette su questi luoghi d’incontro di culture e popoli.

L’ultima sala, lo scrigno prezioso che custodisce il famosissimo Ritratto d’ignoto marinaio di Antonello da Messina, accoglierà, in dialogo, l’opera di Carla Accardi, facendo incontrare due maestri che hanno rivoluzionato la storia dell’Arte. Il primo è il grande esponente del Rinascimento Italiano, la seconda insieme agli artisti del gruppo Forma Uno, è passata alla storia scardinando i linguaggi dell’arte figurativa del Dopoguerra in Italia.
La complessità astratta di Frammenti (1955) della Accardi si misurerà con l’espressione unica e iconica del sorriso enigmatico e dello sguardo indecifrabile dell’opera di Antonello, mentre il bianco e nero si intreccerà, nella mente dello visitatore, con le decorazioni dell’abito del celebre marinaio.

La mostra rimarrà fruibile fino al 7 gennaio 2024 tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00 (nei mesi di luglio e agosto tutti i giorni dalle 9.30 alle 22.00; nei giorni festivi di Natale e Capodanno aperture 9.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00).
Costo biglietti: Intero euro 8,00, Ridotto1 euro 4,00 (gruppi da 10 persone in su / ragazzi dagli 11 ai 15 anni), Ridotto2 euro 4 (gruppi scuole / bambini dai 6 ai 10 anni).

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito al link https://www.fondazionemandralisca.it/categorie/categoria-67 oppure chiamare al numero 0921 421547.

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Riccardo

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