La buona sanità nella malasanità
Quando arrivi al p.s. sicuramente hai qualche problema, quindi sei preoccupato, irascibile, pensi che il tuo “problema” sia il più grave di tutti, in modo particolare quando a stare male è tua figlia. Siamo arrivati al p.s. lunedì verso le 10,00 il triage è andato un po’ a rilento e poi ci hanno detto di aspettare fuori di essere chiamati. Quando aspetti il tempo sembra scorrere lentamente, poi se tua figlia ha una colica talmente forte da sembrare appendicite….il tempo si ferma, ti sembra che tutti ti passino davanti, monta la rabbia e vorresti almeno un analgesico per non vedere la sofferenza sul suo viso, vorresti che il medico venisse subito a prendere la paziente e, con un colpo magico, placasse dolori e sofferenza, invece il tempo passa, le persone in attesa aumentano e la tua rabbia pure. Cosa fare? Stare calmi, urlare, chiedere “cosa fanno i medici? È pausa caffè? Perché non chiamano? ”
Quando la rabbia ti spinge ad entrare di prepotenza per chiedere spiegazioni….ti rendi conto che la sala interna del p.s. è gremita di persone bisognose di cure e un unico dottore, stoicamente, passa velocemente, ma con la giusta attenzione e professionalità, da un letto all’altro, da un caso clinico all’altro, fra un codice giallo ed un codice rosso. Pensavo che il ritardo fosse colpa del medico, invece devo ringraziare il dottor Antonio Virzì che con tenacia e pazienza diventa un riferimento per tutto il pronto soccorso per un turno di 12 ore. Non è normale, non è giusto che un reparto come il pronto soccorso gravi interamente su un solo medico, è assurdo che un solo dottore debba occuparsi di casi urgenti, casi di routine, anziani, bambini, neonati, dovendo decidere chi curare prima , in questo modo si allunga la fila di persone in attesa, aumenta la rabbia di chi sta male e deve aspettare e aumenta la pressione sul medico che dovrebbe lavorare in tranquillità per migliorare la sua concentrazione sul paziente. Nel mio caso ringrazio di aver trovato il dottor Virzì che con destrezza e operosità è riuscito a gestire tutti i pazienti che affollavano la sala d’attesa. Un plauso e un ringraziamento va anche a infermieri, ausiliari, OSS e tutto il personale che ruota intorno al p.s. che con gentilezza e professionalità, con una carezza e una battuta, alleggerisce la tensione e cerca di coadiuvare il dottore il più possibile in modo da migliorare la qualità dell’intervento medico. Questa è la buona Sanità nella malasanità
Gioia Pugliese Sanfilippo


