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Interris.it; Ecco come cambiano le frodi al tempo del coronavirus

Su Aprile 8, 2020 7 minuti letti

Ecco come cambiano le frodi al tempo del coronavirus
In Terris ha intervistato il Tenente Colonnello Roberto Maniscalco del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, protagonista dell’operazione “Ad ogni costo”
da Milena Castigli -ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:018 Aprile, 2020
“Sequestrati oltre 19.000 flaconi di gel igienizzante”, “chiusa fabbrica abusiva di mascherine non a norma”. E ancora: “requisiti 7115 litri di prodotto detergente illegalmente venduto per sanitizzante”, “vendevano mascherine con rincari del 400%”, “pubblicizzavano farmaci per la cura del coronavirus, denunciati per frode marito e moglie”… Sembra un bollettino di guerra al crimine in tempo di pandemia. Invece, sono solo le ultime operazioni della Guardia di Finanza effettuate nel territorio nazionale negli ultimi tre giorni. (Ascolta audio)
Nuove truffe
Che l’emergenza sanitaria legata al coronavirus abbia stravolto le vite degli italiani è lapalissiano; ma anche le tipologie di crimine sono notevolmente cambiate rispetto a quelle pre-crisi sanitaria. Da qualche mese a questa parte, infatti, a causa della difficoltà se non dell’impossibilità di reperire mascherine, alcol etilico, salviettine, saponi e gel igienizzanti (andati a ruba e terminati nel giro di pochi giorni sia sugli scaffali di supermercati e farmacie, sia negli store su internet) c’è chi si è organizzato per frodare il prossimo e fare guadagni illeciti sulle necessità e sulle paure della gente.
Il nodo mascherine
La mascherina è consigliata ma non obbligatoria. Per essere davvero protettiva, avverte l‘Oms, deve avere caratteristiche specifiche. In Italia, evidenzia la Protezione Civile, ce ne sono sostanzialmente di due tipologie: i respiratori e le mascherine chirurgiche. Le mascherine chirurgiche e quelle fatte in casa possono essere usate da tutta la popolazione e impediscono alle goccioline prodotte con colpi di tosse e con starnuti di disperdersi nell’ambiente, raggiungere e contagiare altre persone che si trovano nelle vicinanze. I respiratori riducono l’esposizione agli aerosol presenti nell’aria, sono DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), servono a proteggere chi li indossa e sono disponibili con diversi livelli di protezione: le mascherine FFP3 con valvola di esalazione ed elevato livello di protezione sono impiegate negli ospedali e proteggono il personale sanitario che è a contatto con pazienti certamente contagiati. Le mascherine FFP2 con valvola di esalazione sono utilizzate dai soccorritori che sono a contatto con persone e/o pazienti potenzialmente contagiati. Le Mascherine FFP2 senza valvola sono in dotazione a lavoratori esposti al pubblico e ai medici di famiglia e alle guardie mediche quando sono in presenza di paziente potenzialmente malato.
Munizioni contro il coronavirus
“Mascherine e ventilatori sono le munizioni che ci servono per combattere questa guerra ma non le abbiamo a casa nostra”, aveva evidenziato Domenico Arcuri, commissario all’emergenza, a sei giorni dal suo insediamento. “Purtroppo l’Italia non produce mascherine se non in quantità insignificanti. Tutti i Paesi sono attaccati o stanno per essere attaccati dall’epidemia e chi ha la possibilità di produrre quello che serve per combatterla legittimamente se lo tiene per sé. Siamo dentro una guerra commerciale molto dura e molto complicata, c’è una infinità di speculatori ma ci sono anche molti Paesi alleati dell’Italia, che ci vogliono bene e ci aiutano”.
Mercato nero
Dove c’è domanda, c’è offerta. Ma se l’offerta legale non è sufficiente al numero di domande, il mercato nero prolifera. Questo è quanto sta accadendo in Italia da inizio emergenza dove si sta compiendo un vero e proprio cambio di direzione della criminalità, (organizzata e non) che sta dirigendo le proprie “risorse” in attività fraudolente e di varia natura che però hanno un unico denominatore comune: il coronavirus. Così si spiega il lungo elenco di operazioni e sequestri messi a segno dalle varie forze dell’ordine relativi non a merce contraffatta, o finti orologi rolex o sigarette di contrabbando etc…ma di prodotti che dovrebbero (se fossero efficaci) proteggere gli individui da un possibile contagio.
Le ricadute
Il commercio e la vendita di prodotti e farmaci non autorizzati perché non a norma ha inoltre una doppia ricaduta negativa: quella economica legata alla truffa in commercio (con rincari o merce venduta per qualcosa che non è) e quella sanitaria, perché gel, saponi, mascherine e medicine varie non funzionano come dovrebbero, mettendo a rischio la salute degli inconsapevoli acquirenti e rischiando indirettamente di far moltiplicare i contagi.
Rincaro del 4100%
Lo scorso 7 aprile i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno eseguito un sequestro preventivo emesso in caso d’urgenza dal Pubblico Ministero – Procuratore Aggiunto, dott. Roberto Rossi – nei confronti di 3 società baresi ritenute responsabili di aver effettuato manovre speculative sulla vendita dei dispositivi di protezione individuali (nello specifico, mascherine FFP2 e FFP3) nei confronti di diverse Aziende Sanitarie pugliesi. Le tre società, sfruttando la grave rarefazione nel mercato nazionale di mascherine e altri presidi individuali, rivendevano i dispositivi protettivi con ricarichi economici mai inferiori al 100% con picchi sino al 4100%, arrivando a vendere alle Asl mascherine del valore di 0,60 euro a oltre 20 euro cadauna. Il sequestro del profitto ascritte ai legali rappresentanti delle tre società è ammontato ad oltre 1,1 milioni di euro. L’operazione “Ad ogni costo” rappresenta un valido esempio di come alcuni si approfittino dell’emergenza per lucrare indebitamente.
L’intervista
Sull’argomento, In Terris ha intervistato il Tenente Colonnello Roberto Maniscalco del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, protagonista dell’operazione “Ad ogni costo”.
Tenente, questa è stata una delle maggiori operazioni della Guardia di Finanza da inizio pandemia…
“E’ sicuramente la prima che si focalizza non sul sequestro dei beni – in questo caso mascherine in uso alla Asl – che va a colpire i profitto economici dei soggetti che hanno illecitamente approfittato dello stato di emergenza”.
Perché questo cambio nel modus operandi della Guardia di Finanza?
“Per permettere alle Asl di approvvigionarsi di mascherine. Infatti, con il sequestro dei beni, anche se il Prefetto poi assegnerebbe le mascherine sequestrate alle Als, passerebbe del tempo”.
Quali sono le necessità delle Als pugliesi?
“Il fabbisogno giornialiero della Regione Puglia è di 33mila mascherine FFP2 e altrettante del tipo FFP3 solo per gli operatori sanitari nei vari ospedali”.
Prima dell’emergenza, quante ne servivano?
“Circa 30mila per un intero triennio. Ora, la stessa quantità serve giornalmente. In questo grande bisogno, si insinua la criminalità”.
Prima dell’emergenza esisteva il mercato nero di mascherine, gel igienizzanti e quant’altro?
“Assolutamente no. La frode in commercio si inserisce all’incrocio tra domanda e offerta. Non c’era richiesta e conseguentemente non c’era mercato”.
Prima della pandemia, quali erano i settori maggiormente a rischio di frode in commercio?
“Dove c’è una richiesta elevata. In primis le griffe e i marchi di moda, quali scarpe, vestiti, accessori griffati. Oggetti falsificati offerti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato. L’altra tipologia molto in voga è l’adulterazione dei prodotti agro-alimentari: la falsificazioni dei prodotti a marchio doc, dop o igp come l’olio d’oliva, il parmigiano, il vino ed altro”.
Questo genere di truffa in commercio sta proseguendo anche oggi sugli stessi ritmi di prima della pandemia o ha subito un calo?
“Ha subito una forte flessione per la difficoltà da parte dei clienti (i cittadini in quarantena, in pratica) ad uscire di casa per approvvigionarsi”.
Perciò c’è stata una sorta di “riconversione” dei beni falsificati…
“Sì, dipende dalla domanda: il picco della domanda è sulle mascherine, l’offerta è limitata quindi molti di coloro che si erano approvvigionati prima della pandemia adesso speculano”.
La Guardia di Finanza come opera in questo periodo di emergenza sanitaria?
“Svolgiamo regolarmente la funzione di polizia economico-finanziaria. IN queste settimane di crisi abbiamo sospeso le attività in materia tributaria a causa della chiusura della grande maggioranza delle attività economiche. E’ aumentata invece l’opera di controllo del territorio per prevenire abusi e frodi in commercio che sfruttano la paura e i bisogni sorti specificatamente con il coronavirus. L’attività procede a pieno ritmo, anche con il telelavoro. Le pattuglie sono in sicurezza, così come gli uffici, regolarmente aperti”.
Un invito finale?
“Invitiamo la popolazione a segnalare, tramite sito internet o telefonicamente o in loco tutte le frodi e le speculazioni su prodotti di prima necessità, senza attendere la fine dell’emergenza”.

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