In provincia di Enna il numero dei contagi continua a salire, la Cisl Agrigento
Caltanissetta Enna – con la campagna di vaccinazione lanciata a livello nazionale –
ribadisce: il vaccino è l’ unica via.
La Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, analizzando i dati regionali sulla vaccinazione
aggiornati al 26 agosto che vedono il comune di Enna il secondo capoluogo per
copertura in Sicilia, mentre la provincia al quarto posto (con rispettivamente il 77,
93% somministrazione prima dose e 72,64% ciclo completo e 63,44% ciclo completo
e 73% prima dose) si dice preoccupata a fronte dell’aumento progressivo e costante
dei contagi.
Infatti Enna è la provincia d’Italia con il più alto indice di contagi ed ha già superato
la soglia dei mille “positivi”. Il dato che salta all’occhio è che tra i 5 ricoverati in
terapia intensiva per Covid all’ospedale Umberto I nessuno era stato sottoposto alla
somministrazione del vaccino, invece tra i ricoveri ordinari, 20 dei 45 soggetti che si
trovano nel reparto sono ultrasettantenni, tutti senza vaccino. Altri tredici hanno da 20
a 59 anni. Dei 45 ricoveri ordinari, 36 non erano vaccinati.
Come Cisl riteniamo che ora più che mai ognuno è chiamato a fare la propria parte, i
cittadini e le cittadine devono capire che il vaccino è l’unica via per superare la
tempesta, un atto civico per sé e per il prossimo, il legislatore deve prendersi la
responsabilità di renderlo obbligatorio e noi, in quanto sindacato e parti sociali
ribadiamo la disponibilità per aggiornare e migliorare i protocolli sulla gestione degli
spazi comuni e a rilanciare la campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro.
Per questo come Cisl abbiamo avviato una campagna sui vaccini perchè crediamo
che vaccinarsi è un dovere morale e civile verso sé e gli altri, l’arma migliore per
sconfiggere il virus e uscire dalla crisi sanitaria ed economica. E’ ovvio che si ha la
necessità di un’assunzione di responsabilità di norme chiare, la svolta sull’obbligo
del vaccino spetta solo al legislatore ma bisogna completare il piano vaccinale con
grande senso di responsabilità collettiva, mettendo in sicurezza tutti i cittadini e con
essi le attività economiche, l’occupazione e la crescita della nostra provincia che non
può permettersi ulteriori chiusure altrimenti rischiamo il definitivo tracollo sociale,
economico e produttivo.
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