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Il Sud accelera sull’AgriFoodTech: mappato l’ecosistema dell’innovazione agroalimentare

Riccardo Giugno 25, 2026 6 minuti letti

Il Sud accelera sull’AgriFoodTech: mappato l’ecosistema dell’innovazione agroalimentare

StartupItalia e PwC presentano la prima mappatura completa dell’ecosistema Agritech del Mezzogiorno
Puglia, Sicilia, Calabria e Campania hanno il 44% delle imprese agricole italiane, ma solo il 6,2% innova

Una riflessione sul futuro dell’AgriFoodTech e sul ruolo del Mezzogiorno nel valorizzare competenze agricole, ricerca, biodiversità, industria alimentare e nuove tecnologie, con l’obiettivo di trasformare queste risorse in un ecosistema dell’innovazione più riconoscibile, connesso e competitivo. Il report, realizzato da PwC e StartupItalia, parte di Pull the Rabbit, fotografa lo stato dell’innovazione nel sistema agroalimentare meridionale e ne analizza le prospettive di sviluppo, integrando analisi quantitative e qualitative.

Un comparto solido ma con innovazione limitata e disomogenea
L’agroalimentare italiano è un asset strategico con oltre 1,13 milioni di aziende agricole attive e un valore aggiunto di 88,9 miliardi di euro nel 2025, fino al 15% del PIL nazionale considerando la filiera estesa. Oggi il settore opera in uno scenario complesso: il cambiamento climatico riduce rese e risorse, la sostenibilità diventa condizione di competitività, e le filiere devono essere tracciabili, efficienti e resilienti.

L’AgriFoodTech rappresenta una trasformazione chiave dell’economia italiana: integra tecnologia, dati e nuovi modelli produttivi in un comparto legato ai territori, alle filiere e alla qualità.

Puglia, Calabria, Sicilia e Campania ospitano circa il 44% delle imprese agricole italiane e contribuiscono, con agroalimentare e agroindustria, per 17,3 miliardi di euro di valore aggiunto. Il territorio è fortemente vocato a produzioni di qualità (olivicoltura, vitivinicolo, ortofrutta, lattiero-caseario) e conta 327 denominazioni DOP/IGP (38% del totale nazionale).

Tuttavia, la propensione all’innovazione resta limitata: solo il 12% delle aziende agricole italiane ha introdotto innovazioni tecniche o gestionali tra il 2019 e il 2024 (6,2% nel Sud) e nel 2024 soltanto l’8% delle aziende risulta digitalmente maturo. La pressione normativa crescente (Decreto MASAF, Regolamento anti-deforestazione, Direttiva NIS2, aggiornamenti HACCP) rende la digitalizzazione non solo un obbligo di compliance ma anche un driver dell’innovazione.

Otto cluster di innovazione Agritech
L’innovazione tecnologica si configura come risposta sistemica alle pressioni del settore. La mappatura individua otto cluster che rappresentano le principali traiettorie di sviluppo del settore AgriFoodTech:

Smart & Precision Agriculture
Water Tech & Smart Irrigation
Biodiversity & Bio-Innovation
FoodTech e trasformazione agroalimentare
Supply chain, qualità e tracciabilità
Circular economy e valorizzazione degli scarti
Agri-fintech e piattaforme di mercato
Climate adaptation e risk management

La mappatura delle 82 startup e PMI innovative restituisce l’immagine di un ecosistema in evoluzione, caratterizzata da quattro evidenze principali:

Base imprenditoriale giovane e dinamica: quasi la metà delle realtà è stata fondata negli ultimi cinque anni;
Concentrazione territoriale: Sicilia, Puglia e Campania rappresentano il 72% delle startup e PMI mappate;
Multi-tecnologicità: il 77% delle startup integra più di una tecnologia abilitante;
Diversificazione delle traiettorie innovative: si consolida il cluster Smart & Precision Agriculture (36% delle realtà) e emergono ambiti legati a circular economy, biodiversità e adattamento climatico.

Le 14 interviste condotte con founder, CEO e figure apicali di startup e PMI innovative, rimandano una lettura qualitativa dell’ecosistema AgriFoodTech del Mezzogiorno, dalla quale emergono diversi insight di sistema. Si osserva un ruolo crescente delle amministrazioni regionali, che stanno rinforzando il sostegno al comparto con strumenti di finanziamento dedicati, affiancandosi agli incentivi nazionali e all’apporto di operatori di venture capital italiani ed esteri.

Al tempo stesso, si consolida il ruolo dei poli urbani come hub dell’innovazione: Bari e Cagliari vengono citate come riferimenti emergenti, con una capacità crescente di attrarre founder che rientrano nel Mezzogiorno dopo percorsi formativi o professionali all’estero. Le condizioni specifiche del territorio — stress idrico, pressione climatica e la possibilità di lavorare con filiere mediterranee — si configurano come motori primari delle traiettorie tecnologiche, rendendo il Mezzogiorno un laboratorio anticipatore di soluzioni con potenziale di scalabilità europea.

Sul fronte commerciale, il modello B2B è centrale: gli interlocutori spaziano dalle grandi imprese industriali alle organizzazioni di produttori, dalla GDO alle aziende agricole strutturate. La sostenibilità non è un elemento di posizionamento accessorio, ma è integrata strutturalmente nella proposta di valore e declinata in metriche concrete — carbon footprint, riduzione dei consumi idrici, valorizzazione integrale dei sottoprodotti — particolarmente rilevanti per i clienti industriali e distributivi.

Infine, registra un’eterogeneità nella distribuzione geografica della clientela: alcune realtà hanno una base prevalentemente italiana, mentre altre hanno assunto un posizionamento internazionale, in funzione delle caratteristiche strutturali della soluzione tecnologica sviluppata.

Gap e priorità strategiche
Dall’analisi emergono gap e opportunità: l’ecosistema sta consolidandosi ma necessita di interventi mirati per crescere in maniera sostenibile.

Le principali linee d’azione individuate nel report sono:

Coinvolgere gli orchestratori di filiera (cooperative, organizzazioni di produttori, trasformatori e grandi imprese) per favorire l’adozione su scala.
Rafforzare cluster territoriali specializzati, valorizzando le vocazioni produttive locali e concentrando competenze, investimenti e sperimentazione.
Promuovere il Mezzogiorno come laboratorio europeo dell’adattamento climatico valorizzando il ruolo del territorio nello sviluppo e nella validazione di soluzioni AgriFoodTech esportabili.
Investire nello sviluppo di competenze interdisciplinari che connettano tecnologia, agronomia e business.
Ampliare l’offerta di capitali e strumenti di supporto per tecnologie deep-tech con cicli di sviluppo più lunghi.
Favorire soluzioni integrate e interoperabili per connettere dati, processi e attori lungo tutta la filiera.
Sostenere l’automazione e la robotica agricola per rispondere alla carenza di manodopera e alle basse marginalità del settore.

Vincenzio Tanania, Partner Digital Innovation di PwC Italia, spiega: “L’ecosistema Agritech del Mezzogiorno è in transizione verso un’innovazione di sistema che integra dimensioni ambientali, climatiche e sociali. Per consolidare questa traiettoria, sono necessari interventi mirati che supportino lo scale-up delle realtà più mature, facilitino l’accesso al capitale privato, rafforzino il capitale umano qualificato e riducano il divario digitale del comparto agricolo”.

“Le startup dell’Agritech stanno dimostrando che l’innovazione può nascere e crescere anche lontano dai tradizionali hub tecnologici. Ogni giorno su StartupItalia incontriamo e raccontiamo nuove generazioni di imprenditori che stanno sviluppando soluzioni avanzate per affrontare alcune delle sfide più urgenti del settore agroalimentare: dall’adattamento climatico all’efficienza nell’uso delle risorse, dalla tracciabilità alla valorizzazione degli scarti. Quello che emerge è un ecosistema ancora in fase di definizione, ma con competenze, ambizione e capacità di sperimentare soluzioni sempre più evolute. Per liberarne il pieno potenziale sarà fondamentale rafforzare il dialogo tra startup, imprese, investitori e istituzioni, creando le condizioni per trasformare l’innovazione in crescita industriale e impatto su larga scala” afferma Giampaolo Colletti, Direttore StartupItalia, parte di Pull the Rabbit.

Per scaricare il report completo: https://startupitalia.eu/lifestyle/food-tech/sios26-summer-da-cagliari-la-nuova-mappa-agrifoodtech/

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Riccardo

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