Il Manifesto per la Politica di Coesione 2028–2034 approda all’Assemblea Regionale Siciliana
Mercoledì 24 giugno, presso la Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana, a Palermo, sarà presentato il “Manifesto per la Politica di Coesione 2028–2034 – Tre amministratori italiani uniti per l’Europa dei territori”, documento promosso dagli amministratori locali Asia Trambaioli, Andrea Capellini e Federico Bennardo, membri del programma Young Elected Politicians del Comitato europeo delle Regioni.
L’iniziativa rappresenta un momento di confronto sul futuro della Politica di Coesione dell’Unione europea, in una fase cruciale del negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034. Il Manifesto richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla necessità di preservare una politica di coesione forte, fondata sul coinvolgimento diretto dei territori e sul principio di governance multilivello.
Tra i principali temi affrontati figurano la difesa dell’autonomia programmatoria delle Regioni ed enti locali come comuni e città, il rafforzamento della capacità amministrativa degli stessi, il mantenimento di risorse adeguate alla coesione territoriale e la tutela del ruolo degli enti territoriali nella definizione delle strategie di investimento europee.
La presentazione all’Assemblea Regionale Siciliana si inserisce nel percorso di diffusione del Manifesto presso le istituzioni italiane, con l’obiettivo di costruire un ampio consenso a sostegno di una Politica di Coesione capace di ridurre i divari territoriali, sostenere lo sviluppo locale e rafforzare il ruolo delle autonomie regionali e locali nel processo decisionale europeo.
A questo percorso si affianca inoltre il fatto che il Manifesto ha già raccolto la sottoscrizione di oltre un centinaio di amministratori locali, sia in forma individuale sia attraverso l’approvazione nei consigli comunali, da nord a sud Italia. L’obiettivo dell’iniziativa è portare la voce dei territori fino a Bruxelles, a difesa della Politica di Coesione, in vista della chiusura del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale e del ruolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze a livello europeo.


