I Gruppi consiliari Enna Democratica e Prima Enna contestano e
respingono le accuse e le illazioni mosse dal Presidente dell’Enna
Calcio S.C.D.C. al Sindaco, Mirello Crisafulli, e all’Amministrazione.
Il sig. Travagin favoleggia di “accordi precisi, impegni e promesse suggellati
anche da una fotografia pubblica”.
L’avverbio “anche”, capziosamente utilizzato dal sig. Travagin, lascerebbe
intendere ai lettori che “gli accordi precisi”, gli “impegni” e le “promesse” siano
documentati da altro.
Non chiediamo al sig. Travagin di offrire in lettura alla comunità ennese i
documenti che, al di là di una fotografia, “suggellerebbero”, nel lessico del
Presidente dell’Enna Calcio S.C.D.C., accordi, impegni e promesse:
sappiamo già che non esistono.
Chiediamo, invece, al Presidente dell’Enna Calcio S.C.D.C. di astenersi
igienicamente dal fare esercizio di fantasia e condividerne i risultati con la
comunità via media e social: il Sindaco non ha stretto accordi, men che meno
“precisi”, non ha assunto impegni e non ha fatto promesse.
E non soltanto perché non intendeva farlo, ma anche perché non poteva e
non può farlo: un pubblico amministratore non può assegnare provvidenze e
prebende, neppure mascherandole da “progetti” (come fatto da qualcun
altro), per attribuire vantaggi economici a un privato, quand’anche questi si
proponga come potenziale acquisitore della squadra che indossa i colori della
città e salvatore del calcio nostrano.
Provi, dunque, il contrario il Presidente dell’Enna Calcio S.C.D.C., con atti e
documenti, oppure si ritiri in buon ordine.
C’è altro che occorre chiarire: il Sindaco non è il proprietario della squadra;
non è titolare neppure di una quota minoritaria del capitale sociale della Enna
Calcio Soc. Coop. Sportiva Dilettantistica.
E non dispone di golden power o di un potere di veto che possa azionare per
bloccare il trasferimento della proprietà della squadra da Tizio a Caio.
Non ha avuto, quindi, né avrebbe potuto avere un ruolo nel trasferimento
della proprietà delle partecipazioni sociali dai precedenti quotisti al sig.
Travagin.
Mistifica dunque la realtà chi sostiene che il Sindaco abbia dato la squadra in
mano al sig. Travagin o che ne dovesse verificare prima abilità e capacità
finanziaria.
Fa trasalire, poi, che il sig. Travagin, seppur inseguito da creditori e ufficiali
giudiziari, piuttosto che chiudersi in un dignitoso silenzio, abbia voglia e trovi il
tempo di occuparsi di politica locale, trattando temi, come Pergusa,
l’autodromo, il CISS e perfino l’impotenza dell’opposizione; temi che
evidentemente non lo riguardano e che non può escludersi gli vengano
insufflati da concittadini delusi dall’esito delle recenti elezioni e animati da
frustrazione e acrimonia verso questa Amministrazione.
Addirittura, il sig. Travagin, invita gli ennesi a riflettere, tentando di affabularli
e imbonirli con l’immagine di Enna “bomboniera abbondonata” e con frasi
sibilline.
Ebbene, i Gruppi consiliari di maggioranza rispediscono l’invito alla riflessione
al mittente e lo invitano a “suggellare” la riflessione con la lettura, magari di
quell’opera di Goldoni il cui protagonista finiva per subire l’effetto delle sue
stesse “spiritose invenzioni”

