Gettoni di presenza a Enna, i Giovani Autonomisti plaudono al no di Comito, Lo Giudice, De Rose e Firrantello
I Giovani Autonomisti esprimono pieno apprezzamento per il voto contrario dei consiglieri comunali Francesco Comito, Emilia Lo Giudice, Ezio De Rose e Giusy Firrantello all’adeguamento dei gettoni di presenza e per la loro decisione di rinunciarvi.
«Non si tratta di un gesto soltanto simbolico né di una semplice posizione di opposizione, ma di un segnale politico, etico e morale di netta discontinuità con l’amministrazione guidata dal sindaco Crisafulli», dichiarano Simone Bongiorno, Omar Vellari e Salvatore Astorina.
«In un momento in cui il bilancio comunale non è più quello di un tempo, votare contro l’aumento dei propri compensi e rinunciarvi significa mettere al centro la sobrietà, la coerenza e l’interesse della comunità. La politica deve dare l’esempio. Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini e, contemporaneamente, aumentare le indennità di sindaco, giunta e presidente del Consiglio comunale, con importi che, a seconda delle cariche, arrivano a sfiorare i 10 mila euro al mese o superano i 4 mila euro mensili per assessori e presidente del Consiglio».
Per i Giovani Autonomisti, il richiamo al fondo regionale destinato a compensare i maggiori oneri non è sufficiente a giustificare la scelta: «Si tratta di una risorsa destinata progressivamente ad assottigliarsi per effetto della crescente richiesta delle amministrazioni siciliane. Non è sostenibile fondare scelte di spesa locale su un fondo che non potrà crescere indefinitamente», affermano.
Bongiorno, Vellari e Astorina richiamano quindi i cinque mesi trascorsi dall’insediamento dell’amministrazione: «La città attende ancora atti amministrativi di vero spessore, coerenti con le promesse della campagna elettorale. Si è parlato di aeroporti, di treni in via Pergusa e di materie estranee alle competenze comunali, mentre poco è emerso sul concreto agire amministrativo e sui servizi che riguardano quotidianamente i cittadini».
Nel mirino anche la vicenda di EcoEnnaServizi: «Il metodo seguito, la trasparenza e le scelte gestionali sollevano interrogativi che richiedono risposte puntuali e verifiche su eventuali profili di irregolarità. La richiesta di accesso agli atti presentata dall’opposizione rappresenta un doveroso esercizio di controllo democratico, a tutela della società, dei lavoratori e dell’interesse pubblico dell’intera comunità ennese», sottolineano.
«Il voto contrario di Comito, Lo Giudice, De Rose e Firrantello dimostra che è possibile fare politica senza anteporre il proprio interesse personale a quello della città. Invitiamo l’amministrazione Crisafulli a seguire lo stesso esempio: meno indennità e più atti; meno annunci e più risultati; meno privilegi e più Enna», concludono i Giovani Autonomisti.

