Pietraperzia – Ho riflettuto in questi pochi giorni dai fatti su quanto dovessi o potessi mettere in atto, rispetto alla gravità di quanto successo e, alla fine, in ogni caso anche consapevole delle responsabilità che posso assumere con le mie dichiarazioni, mi sono decisa non solo a raccontare quanto è avvenuto alla mia famiglia, in ogni caso denunciando penalmente l’autore come anche gli eventuali suoi collaboratori, ma comunque facendomi portavoce di quel sentimento misto di rabbia e frustrazione che ho sentito forte non solo in coloro che ci hanno voluto manifestare la loro vicinanza, ma certamente anche nella intera collettività, ovvero in quella parte sana della popolazione che, passato lo sgomento e la paura per l’accaduto, oramai stanca mi ha chiesto di farmi anche e soprattutto portavoce del disagio collettivo e del senso di smarrimento che si vive nel momento in cui, senza nascondersi dietro a retorica e buonismo, si è consapevoli che ci sono alcuni soggetti che rappresentano un pericolo costante per la società e che, in qualche modo forse sentendosi anche “coperti” dai mancati interventi di prevenzione, continuano ad agire indisturbati all’interno dei nostri centri e, soprattutto, all’interno delle nostre abitazioni.
Il fatto, purtroppo seppure già in parte noto a molti, è relativo a quanto successo nel primo pomeriggio della scorsa domenica (1 marzo) quando, intorno alle ore 15.00, per come poi è stato possibile ricostruire dalla visione di alcune telecamere di video-sorveglianza, un soggetto facilmente identificabile e riconoscibile oltre che noto ai più, si è diretto verso l’abitazione dei miei genitori introducendosi furtivamente all’interno dell’abitazione, salendo le scale per recarsi direttamente al secondo piano, comunque incurante della presenza di numerosi commensali che in quel momento stavano pranzando al piano di sotto, rovistando impunemente e mettendo a soqquadro alcuni cassetti per rubare oro, monili e denaro contante.
Intorno alle 16.30/17.00 la spiacevole sorpresa. Da questo momento in poi, abbiamo avuto la disponibilità e collaborazione da parte di numerosi conoscenti ed amici e specialmente da parte dei vicini che, oltre a manifestare solidarietà e vicinanza, si sono subito detti e messi a disposizione anche delle forze dell’ordine, fornendo dettagli e racconti precisi su eventuali movimenti che potessero destare sospetto anche nei giorni precedenti, oltre che la stessa domenica, consapevoli evidentemente della pericolosità in cui si vive da qualche tempo nella nostra “tranquilla” comunità.
Tutta questa vicinanza e tutte le manifestazioni di solidarietà, comunque con invito a non abbatterci, mi hanno convinta che rispetto a quanto successo, bisognava assumere azioni conseguenti, in ogni caso con prese di posizione e di coscienza che, naturalmente oltre che da parte dei cittadini e delle forze dell’ordine dovrebbero vedere l’impegno anche di coloro delle istituzioni che, a tutti i livelli, non possono non rendersi conto che oramai la situazione di allarme sociale sta diventando intollerabile.
Risulta infatti che, oltre che nel caso di cui sto parlando e della “sgradita visita” fatta a casa dei miei genitori, comunque persone di una certa età e le cui reazioni anche emotive possono causare danni ben oltre quelli puramente economici, anche altri concittadini di Pietraperzia, negli ultimi tempi sono stati fatti oggetto delle attenzioni del soggetto ripreso ed inquadrato dalle telecamere mentre entra furtivamente a casa di molti concittadini, non sapendo allo stato dei fatti se in questa, come anche certamente in altre occasioni, abbia agito da solo o si sia avvalso e si accompagni ad altri soggetti che lo aiutano e lo sostengono.
In ogni caso, tengo a sottolineare che proprio l’iniziale solidarietà oltre che l’immediata successiva richiesta di intervento da parte di coloro che ci hanno voluto manifestare la loro vicinanza, mi ha sempre più convinto che fosse giusto gridare ed esternare la rabbia per quanto successo, oltre che in termini di accusa verso gli autori anche nei confronti che istituzionalmente a tutti i livelli devono garantire e preservare la serenità dei propri concittadini e in ogni caso intervenire con azioni concrete per tempo al fine di evitare che la pericolosità di singoli soggetti, comunque noti a tutti e di cui si omette il nominativo solo perché sono in corso le opportune indagini ed approfondimenti anche con riguardo ad altri casi segnalati, possa diventare una situazione di allarme sociale diffuso.
Pertanto, anche in considerazione della spinta e della forza che mi hanno trasmesso tutti coloro che ho sentito vicino in questi momenti particolari, mi sento ancora di più spinta ad agire in prima persona, anche perché quello che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo come famiglia, non debba più ripetersi.
Mi impegno personalmente a mettere in atto una petizione per riprendere il controllo e cercare di eliminare questo grave disagio sociale, creando una rete reale di cittadini pronti a collaborare e a far sentire la voce unanime alle Autorità competenti.
Enza Di Gloria


