FOOTBALL BELONGS TO THE PEOPLE
QUESTO CALCIO, APPARTIENE ANCORA AI TIFOSI?
Giorni difficili per i tifosi di tutto il mondo, forse di più per quelli siciliani, dalla Super League allo scandalo delle combine nei gironi di Serie D ed Eccellenza siciliana, non c’è pace per chi crede ancora in certi valori e passioni che lo sport emana e tramanda.
Il capitolo Super League si apre Lunedì 19 Aprile, vede coinvolte 12 squadre facenti parte dei migliori campionati, promotore del progetto Florentino Perez, presidente del Real Madrid, tra queste troviamo tre Italiane, le cosiddette “Strisciate”, Juventus, Milan ed Inter. Il progetto propone una nuova competizione infrasettimanale che sia più spettacolare di quella attuale, la Champions League, con la non piccola differenza che ad accedere a tale competizione siano 15 squadre per diritto, (dove i criteri di accesso sono i fatturati), le fondatrici, e altre 5 squadre per merito, come ad esempio vittoria di un campionato. Manca dunque il criterio del merito, ma anche quello dell’agonismo, queste squadre ad esempio incasserebbero solo con la partecipazione il corrispettivo di 3 Champions League vinte. Si arriva, molto facilmente, ad una conclusione di natura economica, questi grandi club sono innanzitutto letteralmente pieni di debiti, e con questa mossa ripulirebbero i loro bilanci, i presidenti quindi ragionano e agiscono con la logica del “padre di famiglia”, tutelano i ricavi ed evitano il fallimento.
Lancio una provocazione e mi chiedo se questo modello non è forse simile a ciò che è accaduto nel girone A di Eccellenza, girone al quale hanno preso parte solo le squadre che potevano “permetterselo”, dieci società, tra le più floride e conosciute, da un punto di vista tecnico ed economico, e questo calcio dilettantistico, quello del popolo, rispecchia certi valori?
Il progetto Super Lega si è per fortuna spento nel giro di 48 ore, sotto i colpi incessanti dei tifosi e dell’opinione pubblica, una vera rivolta in salsa Europea, con gli inglesi che prima di tutti si sono mobilitati, nelle proteste e nei fatti, i club d’oltremanica sono stati i primi ad uscire dalla competizione, seguiti poi dagli altri club che con parole e metodi diversi hanno comunicato il dietrofront.
Vittoria per il popolo, non proprio, perché poche ore dopo arriva un altro shock, la Procura Federale incastra diverse società siciliane e non, con annessi calciatori e dirigenti per le combine di parecchie partite nei precedenti campionati. Troina, Licata, Acireale e Marina di Ragusa le società sicule coinvolte, per buona pace dei tifosi che con i tanti sacrifici fatti si chiedono adesso fino a che punto gli appartiene tutto questo.
Partite vendute per cifre comprese dai 2.000€ ai 35.000€, cifre che agli occhi di un tifoso sembrano una barzelletta, davvero si può “vendere” la passione?
A qualsiasi livello, dalle Multinazionali della Super League, ai presidenti e dirigenti siciliani senza scrupolo, possono questi individui privare il tifoso della propria passione?
Forse tanti di questi soggetti interessati dovrebbero passare una Domenica qualunque, magari in trasferta, con uno dei diversi gruppi organizzati che giorno dopo giorno, anno dopo anno, tramandano valori che forse le società non trasmettono più.
Aggregazione, sacrificio, condivisione, passione, fedeltà, meritocrazia, sono solo alcuni dei valori che entrano in gioco in una domenica tipo di un tifoso che segue costantemente la propria squadra, e se in campo ciò in cui si crede finisse con l’essere una farsa, forse finirebbe il tifo per come lo conosciamo.
Diversi gruppi Ultras siciliani e non si sono uniti in un coro unanime per far sentire la loro voce, hanno infatti diramato un comunicato in riferimento a ciò che sta succedendo in questi giorni. Esempio di passionalità e storia del tifo siciliano è senza dubbio il Commando Neuropatico, il gruppo storico di San Cataldo che da quasi vent’anni segue la Sancataldese, gruppo “aprivia” per diverse battaglie sportive, sociali e culturali. A loro abbiamo chiesto una dichiarazione, una fotografia del momento, critico per certi versi.
«Della Super Lega onestamente ci interessa poco, in quanto non seguiamo quel tipo di calcio, ad ogni modo se non ci fossero quelle società che hanno reso il gioco del pallone una mera questione di Marketing e diritti televisivi, sarebbe meglio per tutti.
Per quanto riguarda le partite vendute, è una piaga che purtroppo è sempre esistita e che denota una mancanza di cultura sportiva, di confronto leale, poi le scommesse nel dilettantismo hanno dato il colpo di grazia, rendendo estremamente fragile la sana competizione sportiva che a quanto pare interessa solo agli Ultras e pochi altri.»


