Finanza: il governo che non c’è
Molti sono gli eventi su cui bisognerebbe soffermarsi; metterò in evidenza solo quelli che ritengo più importanti.
La banca centrale europea vara il primo rialzo dei tassi di interesse, dopo 11 anni, di 50 punti base invece dei 25 previsti e contemporaneamente approva il tetto antispread.
L’ultima rilevazione del tasso di inflazione negli stati uniti d’America si è fermata al 9,1% e se consideriamo l’inflazione depurata dai comparti food ed energy sale al 5,9%;
nell’ultima settimana il prezzo degli energetici è in calo per due ordini di motivi:
1) Il mercato sta iniziando a scontare un progressivo rallentamento;
2) Il dollaro forte pesa sui prezzi delle materie prime.
Infine, in Italia, come stavolta non era prevedibile, cade il governo Draghi e il presidente della Repubblica Mattarella si vede costretto a sciogliere le camere e ad indire nuove elezioni.
Insomma, ci sono tutti gli elementi perché i mercati finanziari crollassero, ma se andiamo a vedere i maggiori indici di riferimento dell’economia mondiale, non solo ci accorgiamo che questo crollo non c’è stato, ma che sono addirittura cresciuti.
La motivazione di tutto ciò sta nel fatto che probabilmente il calo dei mercati avvenuto nei primi 5 mesi di quest’anno sconta già tutti questi eventi negativi.
Non mi resta allora che concludere con il pensiero degli analisti di T Rowe Price i quali consigliano di affrontare i mercati con moderato ottimismo.
Dott. Alberto Dottore
Consulente Finanziario


