C’è un angolo segreto nel cuore della “Nave d’oro”: il luogo in cui viene posta la Madonna per la processione.
Per me è il posto più intimo e importante della vara, nonché il centro nevralgico sia del fercolo che dell’intera processione: la così detta “base”.
Proprio su questa base si trova la firma dell’autore che la scolpì tra il 1589-1590: “Scipione del Guido”, così si autografa. È proprio questa firma a renderla unica, rendendo tale la stessa Nave d’Oro.
Mi sono immaginato il Maestro Scipione mentre scolpiva meticolosamente quest’opera d’arte, appartenuta nel corso dei secoli a così tanta gente che l’ha guardata con devozione. Ho fantasticato su cosa sia passato nella mente di dell’artista, su cosa immaginasse e cosa si aspettasse.
Chissà se ciò che ha scolpito, e che a noi sembra stupendo, a lui invece non piaceva?La Nave d’oro è una delle macchine devozionali capaci di dominare la scena al proprio passaggio.
Vi lascio le foto della sua firma. Giorno 19 pensate a tutte le spalle che si sono succedute nel portarla; pensate a quelle mani laboriose. Pensate che Scipione del Guido ha creato tra passato e presente un legame che, credo e spero, avvalori ancora di più il significato di ogni singolo gesto


