Vai al contenuto
Enna Press

Enna Press

Testata giornalistica Online

Menu principale
  • Politica
    • sindacati
  • Salute
    • sanità
  • Istituzioni
    • Comune
    • Associazioni
    • Prefettura
    • Camera di Commercio
    • Provincia
    • Scuola
    • Università
    • Convegni
    • ordini professionali
    • Forze dell’Ordine
    • giudiziaria
  • Cultura
    • Poesie
    • Eventi
    • Teatro
    • Eventi Religiosi
      • Riti della settimana santa
  • Ambiente
    • Agricoltura
    • Agroalimentare
  • Sport
    • Arti Marziali
    • Atletica
    • Automobilismo
    • Basket
    • Boxe
    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Canoa
    • Danza
    • Karting
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallamano
    • Pallavolo
    • Tennistavolo
    • Rally
    • Uisp
    • Aia
    • Coni
  • Cronaca
  • Turismo
  • Trasporti
  • Solidarietà
    • Volontariato
    • Donazioni
  • VIDEO
  • Home
  • Ambiente
  • ESCURSIONISTI DEGLI EREI: ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.
  • Ambiente

ESCURSIONISTI DEGLI EREI: ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.

Riccardo Ottobre 6, 2026 11 minuti letti
bosco 1

ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.
Testo a cura di Enzo Crimi – già Commissario Superiore del Corpo Forestale della Regione Siciliana, saggista, divulgatore ambientale e naturalista, esperto di problematiche del territorio.
Se avete voglia e tempo per leggere questo mio post, oggi desidero raccontarvi di una coinvolgente camminata naturalistica all’interno di un luogo iconico per chi ama l’escursionismo lento e consapevole: il maestoso Bosco Ragabo di Linguaglossa, interamente ubicato nel cuore del Parco Regionale dell’Etna, dove la natura è estremamente protetta. Localmente denominato la “Pineta di Linguaglossa”, il Bosco Ragabo è un luogo magico, e la definizione di “Colonnato della natura” data dall’arcivescovo di Lecce Mons. Ruppi in una sua visita sul vulcano, descrive perfettamente la maestosità di quei pini larici secolari che sembrano toccare il cielo come le colonne di un tempio antico, creando un’atmosfera davvero solenne e quasi incantata. Accompagnare e camminare insieme con un affiatato ed entusiasta gruppo di amici come gli “Escursionisti degli Erei” giunti da alcune parti della Sicilia, è stato per me davvero un privilegio. La scelta di un itinerario “studiato” all’interno di una cornice fantastica per provare un’esperienza di trekking lento tra la vegetazione secolare dell’Etna e tra i sentieri più suggestivi del versante settentrionale dell’Etna, ci ha regalato un continuo alternarsi di emozioni che hanno reso questa giornata davvero speciale. La solennità dei secolari Pini larici che come “Giganti della natura” si ergono imponenti verso il cielo qui si fonde con il fascino primordiale del paesaggio vulcanico, creando un contrasto cromatico e naturale unico al mondo tra la vegetazione lussureggiante e il nero delle colate laviche, insomma, paesaggio, natura a tratti incontaminata e sorrisi, passi condivisi e tanta bellezza! I paesaggi autunnali offrono uno spettacolo unico e rigenerante che solo la montagna e la forza autentica della natura sanno regalare a chi ama trascorrere il tempo libero effettuando passeggiate alla scoperta di colori, odori e sensazioni che danno luogo alle bellezze naturalistiche. Il bosco cambia pelle, i colori si scaldano con le sfumature dell’oro, del rosso e del ruggine delle metamorfosi create dai foliage autunnali che creano veri e propri dipinti naturali che la luce calda e morbida del sole esalta, mentre l’aria fresca e il profumo di terra bagnata e foglie rendono ogni passeggiata un’esperienza profonda e immersiva. Andare a passo lento non significa soltanto muovere dei passi su un sentiero, ma adottare un vero e proprio ritmo interiore che permette di osservare ciò che normalmente sfugge, di ascoltare la natura e di entrare in sintonia con chi ci cammina accanto con spirito di condivisione.
Incastonato sul fianco settentrionale dell’Etna dai 1200 ai 2200 metri circa sul livello del mare, il bosco Ragabo riesce a coprire una superficie complessiva pari a circa ha 2152, e può essere sicuramente identificato come una sorta di “Fortezza naturale” che raccoglie molte bellezze che lo caratterizzano naturalisticamente come un prezioso forziere di biodiversità che trasmette la normalità agli occhi mentre provoca grandi sensazioni al cuore. Attraverso un suggestivo itinerario naturalistico, chi ha partecipato all’escursione ha potuto scoprire un “pezzo” di territorio montano dove la “Madre Natura” ha voluto esprimere la sua grande generosità. Nel corso della nostra camminata in questa parte del vulcano Etna Nord-orientale, abbiamo potuto visitare un territorio a tratti incontaminato che fa da sfondo ad alcune dotazioni orografiche di straordinaria qualità. Intriganti crateri spenti, seducenti sentieri che rincorrono paesaggi montani mozzafiato impreziositi da una flora arborea verdeggiante e ben florida, dove svetta il Pino laricio secolare più grande dell’Etna, conosciuto localmente con il bizzarro nome di “U Zappinazzu”, il cui nome deriva dalla distorsione del termine dialettale “Zappino”, che in siciliano indica il pino. Abbiamo conosciuto questa monumentale pianta come primo punto d’arrivo della nostra escursione, è stata una sensazione straordinaria, che lascia senza fiato. Trovarsi al cospetto di un albero monumentale plurisecolare di un’altezza di circa 30 metri, una circonferenza di circa 5 metri e un diametro di chioma di almeno 14 metri, ha rimesso subito in prospettiva la nostra concezione del tempo e la nostra stessa esistenza. Diverse sono le quantificazioni metriche-morfologiche assegnate a questa pianta, tuttavia, riconoscerne l’età è cosa difficile già per la dendrometria che studia queste tematiche, ad ogni modo, gli esperti sono concordi nel riconoscere a questo plurisecolare, “patriarca della natura”, credibilmente un’età di circa 3 secoli e uno stato vegetativo mediocre, che resiste agli attacchi del tempo e dell’uomo.
Una volta lasciata questa centenaria pianta, la Grotta dei Ladroni o della Neve, è stata la seconda tappa del nostro interessante viaggio all’interno della natura etnea, si tratta di una delle oltre 300 grotte di scorrimento lavico presenti nel territorio etneo intrecciata con storie di ladri e persino miti. Un’ampia cavità generata da fenomeni di scorrimento lavico che offre un’esperienza molto intrigante per gli appassionati di escursionismo speleologico e per tutti coloro che desiderano immergersi nella natura incontaminata del Parco Regionale dell’Etna. Come sembra logico immaginare per motivo della sua denominazione, la grotta prende il nome da una leggenda antica raccontata con un pizzico di fantasia nei paesini a valle del sito, secondo la quale fu usata nella seconda metà del XVIII secolo come nascondiglio per un gruppo di banditi che per sfuggire alla legge, si nascosero al suo interno. Questa grotta è conosciuta anche con il nome di “Grotta della Neve” perché serviva a conservare la neve, accumulata durante l’inverno, per poterla riprendere in estate e portarla a valle nei paesi etnei. Ammassata all’interno della grotta, nel corso della lunga custodia, anche a causa delle basse temperature, la neve si consolidava in ghiaccio e nel periodo estivo veniva trasportata dai “Nivaroli” in paese con cavalcature munite di ceste in vimini o con rudimentali carretti predisposti all’uopo. Una volta portata in paese da questi “imprenditori pionieri”, la neve-ghiaccio veniva venduta “porta a porta” o in vere e proprie “botteghe” di distribuzione e consumata dai cittadini che cercavano un po’ di refrigerio.
La nostra escursione è continuata con la scalata di “Primo Monte, uno dei circa 300 crateri preistorici avventizi laterali etnei oramai spenti, verosimilmente formatosi nella fase principale dell’antico edificio del vulcano “Ellittico” (da 60.000 a 15.000 anni fa), soffermandoci all’interno dell’antica caldera, una sorta di depressione ellittica che gli scienziati chiamano Cratere Ellittico. Oggi questo cratere laterale, come ce ne sono tantissimi altri sull’Etna, è spento e colonizzato dalla vegetazione composta prevalentemente di Pioppo, tanto che il sito si è trasformato in una meta affascinante e accessibile per chi pratica l’escursionismo lento. Infatti, grazie ai sentieri naturalistici che via via si sono formati naturalmente o predisposti artificialmente al suo interno o lungo i suoi bordi, è possibile camminare e osservare da vicino la struttura di un cono vulcanico che offre un’opportunità straordinaria sia a livello paesaggistico che didattico. Subito dopo aver visitato l’antica caldera vulcanica, attraverso una sobria scalinata in pietra lavica realizzata dagli operai forestali, si è avuto modo di raggiungere il piccolo e sobrio rifugio forestale di “Primo Monte” ubicato sul bordo sommitale nord del cono vulcanico, ad un’altezza di oltre 1600 metri slm. Per questa sua collocazione ad alta quota, la struttura, realizzata interamente in pietra lavica del posto, viene utilizzata nel periodo estivo, come importante punto base di osservazione antincendio boschivo. Il “Primo Monte” é un sito di grande suggestione e richiamo dove è possibile ammirare l’affascinante paesaggio mozzafiato a 360 gradi che comprende i crateri sommitali dell’Etna e l’interezza del bosco Ragabo, l’Osservatorio vulcanologico di Piano delle Concazze-Pizzi Deneri e alcuni rifugi montani. A molti chilometri di distanza a valle e quando il bel tempo lo permette, ecco che si possono intravedere Taormina e il litorale jonico e alcuni piccoli paesi della costa che si fondono in un panorama veramente splendido che offre tanta bellezza.
A completamento della nostra escursione nel cratere spento di “Primo Monte” con il gruppo di amici di “Escursionisti degli Erei”, prendevamo il sentiero alla volta dell’incantevole comprensorio di Monte Baracca, considerato un gioiello naturalistico etneo di grande richiamo, che non conosce la voce dei motori ma ama la quiete profonda dell’ambiente circostante e i versi intriganti degli animali selvatici del bosco. Dopo una piacevole passeggiata di circa 5 chilometri, ecco che giungiamo a destinazione, il sito di Monte Baracca si presenta ai nostri occhi come un “Santuario naturalistico” che impreziosisce il panorama delle nostre terre dell’Etna. In questo posto troviamo un altro “pezzo” di Sicilia quasi nascosta, dove è possibile ammirare i “Giganti di Monte Baracca”, che sono delle possenti piante di Pino Laricio di oltre 2 secoli che per la loro centenaria età, potrebbero raccontare la storia antica e recente di questo vasto comprensorio etneo. Queste piante antichissime nel bosco Ragabo venivano sottoposte a resinazione che attraverso i secoli a venire, si è sempre intrecciata con la storia e con le vicissitudini di Linguaglossa e dei suoi abitanti, tanto da influire in modo determinante proprio sulla nascita e sullo sviluppo del paese stesso. “I Giganti di Monte Baracca” sono “potenze arboree” che hanno opposto resistenza alle massicce attività di prelievo e utilizzazione del XIX secolo che questo bosco Ragabo ha subìto nel corso della sua esistenza. Insomma, un luogo capace di trasmettere sensazioni irripetibili e testimone di quanto in questo territorio la “Madre Natura” sia forte e potente nelle sue manifestazioni naturalistiche che danno scena al grande vulcano Etna. In questo distretto si forma il torrente (vallone) Quarantore, il cui nome stesso, induce a pensare ad un significato di brevità temporale di scorrimento, infatti, il corso d’acqua solca questa zona per poche ore, a volte anche meno di quaranta ore, assolvendo alla funzione di un piccolo corpo idrico che raccoglie anche i piccoli rigagnoli che si formano tra la folta vegetazione di Pino laricio e Betulla della zona. Per la sua veemenza di scorrimento, il torrente Quarantore detiene grande capacità di trasporto a valle di materiale inerte solido e vegetale ed espone i caratteristici alvei incassati nella roccia lavica levigata e affiorante. Questi elementi creano una sorta di suggestivo apparato scenico che, nel periodo delle piogge o scioglimento delle nevi, esibisce affascinanti cascatelle, piccole gole e ingrottati, specchi d’acqua, vere e proprie piccole “gurne”, il tutto creato grazie all’incessante azione levigante dell’acqua che scorre. Seguendo la via verso valle, l’impetuoso flusso idrico del torrente Quarantore continua a defluire da millenni circondato da una natura seducente e rigogliosa, tanto da riprodurre uno scenario da cartolina incorniciato da una folta vegetazione montana, un sito incantevole e per certi versi selvaggio. Guardando attentamente, in questo settore del bosco Ragabo, quasi celato tra la folta vegetazione di Pino laricio e Betulla, troviamo il rifugio forestale montano “Attilio Castrogiovanni”, meglio conosciuto localmente come rifugio di monte Baracca. La struttura è stata realizzata intorno al 1950 dalla Regione Siciliana, in seguito data in gestione alla Provincia di Catania e infine affidata al CAI di Linguaglossa che ne detiene ancora la custodia e ne gestisce a richiesta la fruizione. Per la sua sobrietà costruttiva ma anche per la sua collocazione in un ambiente di grande naturalità, questo rifugio rende il luogo di Monte Baracca di grande fascino naturalistico e punto di riferimento e frequenza degli appassionati dell’Etna montana.
Insomma, una semplice camminata ma anche una serena sosta contemplativa presso un rifugio o persino un fugace sguardo verso la rigogliosa vegetazione locale, possono descrivere sicuramente alla perfezione le sensazioni emozionali che rilascia un’escursione sostenibile e a misura d’uomo, che rispetta le necessità dell’ambiente naturale. Quando ci si ferma a contemplare certi paesaggi montani, si percepisce chiaramente l’eco di chi ha vissuto quelle terre prima di noi: la fatica di pastori e boscaioli, il ritmo lento delle stagioni che si ripetono immutate. In sostanza, sentirsi parte integrante di questa dimensione significa superare il ruolo di semplice osservatore per diventare un tutt’uno con l’ambiente circostante e aver raggiunto una sintonia profonda con la natura, tanto da saper ascoltare e apprezzare il suo silenzio. In definitiva, ammirando la potenza della natura attraverso la nostra escursione e dopo aver vissuto gli stupori appena sopra riportati, abbiamo vissuto un’effetto emozionale indimenticabile che ci ha segnati dentro. Io credo di poter dire per me, ma anche per gli amici dotati di sensibilità e animo contemplativo che hanno partecipato all’escursione, che non abbiamo potuto fare a meno di sentirci come parte integrante di questi affascinanti posti che abbiamo visitato e di percepire le emozioni di uno spaccato di vita montana che ha segnato queste terre nel corso dei tempi che inesorabilmente scorrono. È proprio questo il vero senso dell’andare in montagna: non una semplice passeggiata, ma un viaggio interiore e un ricongiungimento profondo con la natura e la storia. In conclusione, dopo aver vissuto i stupori di questa escursione montana, siamo ritornati tutti un po’ più ricchi a valle, pensando che in fondo tante persone salgono sull’Etna e poi, dopo poco o magari dopo giorni, quando saranno scesi, gli verrà la voglia di ritornare ancora lassù, magari per godere ancora di un ambiente naturale unico o vedere un altro rifugio, così da rubare ancora alla montagna una nuova e indimenticabile emozione e comprendere il perché dalla montagna non si vorrebbe mai scendere.

Advertisement
Visite: 129

Informazioni sull'autore

Riccardo

Editor

Visualizza tutti gli articoli

Navigazione articolo

Precedente: Numerosi giovanissimi all’Open Day promosso dall’Unione Rugby Enna

Storie correlate

cammino di san giacomo
  • Ambiente

Io cammino in Sicilia: la IV Giornata Regionale dei Cammini e dei Sentieri registra il record di oltre 1.300 partecipanti

Riccardo Ottobre 6, 2026
  • Ambiente

Frane, al via i lavori da 1,5 milioni per consolidare il centro storico di Caltagirone, nel Catanese. Schifani: «Investiamo per riqualificare i centri abitati»

Riccardo Ottobre 6, 2026
  • Ambiente

Fauna selvatica, controlli del Corpo forestale contro il bracconaggio: sequestrati richiami illegali nel Siracusano

Riccardo Ottobre 6, 2026

Articoli recenti

  • ESCURSIONISTI DEGLI EREI: ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.
  • Numerosi giovanissimi all’Open Day promosso dall’Unione Rugby Enna
  • Enna: Forum Paneuropeo delle Confraternite: questa sera alla chiesa di San Cataldo Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco
  • Enna Forum Paneuropeo delle Confraternite: domani il giorno del World Rosary Day
  • Slot: dopo la pausa estiva riprende l’attività allo Slot Racing 931 Enna

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Archivi

Ottobre 2026
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
« Set    

Articoli recenti

  • ESCURSIONISTI DEGLI EREI: ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.
  • Numerosi giovanissimi all’Open Day promosso dall’Unione Rugby Enna
  • Enna: Forum Paneuropeo delle Confraternite: questa sera alla chiesa di San Cataldo Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco
  • Enna Forum Paneuropeo delle Confraternite: domani il giorno del World Rosary Day
  • Slot: dopo la pausa estiva riprende l’attività allo Slot Racing 931 Enna

Ultime notizie

bosco 1
  • Ambiente

ESCURSIONISTI DEGLI EREI: ESCURSIONE LENTA ALL’INTERNO DEL BOSCO RAGABO DI LINGUAGLOSSA NEL CUORE DEL PARCO REGIONALE DELL’ETNA.

Riccardo Ottobre 6, 2026
open day rugby
  • Rugby

Numerosi giovanissimi all’Open Day promosso dall’Unione Rugby Enna

Riccardo Ottobre 6, 2026
bagnasco
  • Eventi

Enna: Forum Paneuropeo delle Confraternite: questa sera alla chiesa di San Cataldo Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco

Riccardo Ottobre 6, 2026
forum 3
  • Eventi

Enna Forum Paneuropeo delle Confraternite: domani il giorno del World Rosary Day

Riccardo Ottobre 6, 2026
Copyright EnnaPress© All rights reserved. | MoreNews di AF themes.
Accetta i Cookie
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato in modo specifico per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
ACCETTA E SALVA