ENNA- RICONVERSIONE DELL’EDIFICIO EX CISS DI PERGUSA A PRESIDIO ANTI COVID19
Nel mese di marzo scorso in un articolo a firma di Salvatore Presti avevamo auspicato il completamento dell’edificio ex Ciss di Pergusa per riconvertirlo a struttura anti Covid19, l’epidemia che sta facendo tremare il mondo per la sua contagiosità, che non risparmia nessun paese nel mondo.
I dati della protezione civile attestano che in provincia di Enna, al 18 novembre 2020, i positivi sono oltre 1000 con 50 ricoverati e 21 decessi. Dall’inizio della pandemia i casi totali registrati sono stati 1570.
Molti si chiedono perché si sono fatti trascorre sette mesi (da marzo ad ottobre), per destinare questa struttura ex Ciss alla creazione di reparti dedicati a pazienti in quarantena con la creazione di posti letto di terapia semintensiva e intensiva. Si sarebbe evitata all’Umberto I° la “compresenza” tra malati covid19 e non.
Da marzo ad ottobre sono trascorsi ben sette mesi.
Riproponiamo qui di seguito l’articolo del nostro collaboratore Salvatore Presti uscito nel marzo scorso:
ENNA – UNA CHANCE PER L’EX CISS DI PERGUSA UN EDIFICIO I CUI LAVORI SONO RIMASTI INCOMPIUTI DA OLTRE 30 ANNI
E’ stato detto da più parti che “a volte le emergenze innescano circuiti virtuosi”. Il caso più noto è quello del crollo del viadotto di Genova, già in avanzata fase di ricostruzione che sarà pronto entro il mese di agosto, ad un anno del tragico evento.
Molti hanno auspicato, a margine di quest’altro evento, di aprire i cantieri di tante opere incompiute, specie di strutture sanitarie. Potrebbe essere la volta buona per il completamento dell’ex Ciss di Pergusa, un edificio che potrebbe essere destinato, in questo frangente, a pazienti in quarantena con la creazione di posti letto e di rianimazione.
A questa struttura il Ministero della Salute ha destinato la somma 3milioni e 230mila euro per il suo completamento, nell’ambito di un finanziamento di 236 milioni di euro per 42 ospedali e strutture sanitarie in Sicilia. Si è avuta notizia di tale finanziamento nel mese di luglio scorso. Ad oggi nessuna nuova. Passerà l’emergenza Coronavirus e tutto cadrà nel dimenticatoio? Si spera di no.
Un esempio. Nel caso delle opere strutturali nel Museo Alessi il finanziamento fu chiesto qualche anno fa, la disponibilità dei fondi si ebbe nel 2018 ed inizio dei lavori nel mese di gennaio scorso. Un iter tutto sommato veloce ma il finanziamento è venuto dai fondi dell’8permille e non dai ministeri romani, dove la burocrazia impera. Altro esempio, i lavori nella chiesa di san Michele che sono stati iniziati nei giorni i finanziamenti provengono dal FEC (Fondo Edifici Culto del Ministero dell’Interno).
Sarebbe oltremodo auspicabile che venissero completati i lavori nell’edificio ex CISS di Pergusa, una struttura che potrebbe diventare una grande risorsa per tutto il territorio provinciale, per la salute stessa dei siciliani, per una sanità più efficiente.
L’edificio fu costruito nel 1958/60, nato come centro di riabilitazione interprovinciale multidisciplinare, dove – è stato suggerito – si potrebbero ospitare anche malati terminali e mini alloggi per le loro famiglie.
Salvatore Presti


