L’Amministrazione più lontana dai cittadini che ci sia mai stata
Da anni ormai cerchiamo di individuare una logica nei comportamenti politici del sindaco e lo stesso stiamo provando a fare adesso, cercandola in questi ultimi stravolgimenti, ma non ci riusciamo. Così come non riusciamo ad intercettare la logica nel comportamento politico dei tanti protagonisti di questo triste scenario, comportamento degno delle esibizioni dei migliori illusionisti, che appaiono e scompaiono in funzione di un agire pseudopolitico fatto di contentini, di capricci, di cariche e litigi, invece di uno slancio, libero da zavorre e senza impicci, rivolto ai bisogni di una città agonizzante come la nostra.
Nell’ultimo quarto di secolo, questa si è rivelata l’Amministrazione più lontana dai cittadini. L’abisso creato da questa compagine, autoreferenziale, ombrosa e mossa dalla cultura del sospetto, ha alzato muri relazionali invalicabili che hanno tenuto a debita distanza la “comunità” impedendole ogni possibilità di interlocuzione e dialogo. La natura civica infatti, con cui ha avuto la presunzione di annunciarsi alla cittadinanza nel 2015, non solo non è mai stata esercitata, ma non è mai stata amata né dal primo cittadino né, tanto meno, dall’intero stuolo di accoliti che lo hanno tenuto in vita sin qui, ognuno col proprio carico di responsabilità.
E’ anche l’Amministrazione meno credibile. Nove anni passati ad alimentare sospetti, a partorire rotture, riappacificazioni politiche, litigi antichi e sempre nuovi, falsità, alleanze con “nemici storici” e dichiarazioni di guerra tra “compagni di merenda”. E così il sindaco è rimasto vittima delle sue stesse logiche. E’ cascato nel “sacco” dei suoi stessi tranelli.
Nove anni di trascuranza del percorso di cambiamento proclamato col famoso grido di “Enna Libera!”, mai messo in atto. Una presa in giro a chi ha creduto nel rinnovamento della politica, nell’emancipazione delle sue dinamiche, nelle pratiche partecipative che si sperava di adottare. Invece abbiamo assistito al peggioramento qualitativo dell’agire politico per aver esasperato certe logiche che avrebbero messo in crisi persino Massimiliano Cencelli.
Sarebbero tanti i temi che amiamo e che ci sarebbe piaciuto discutere per dare il nostro contributo, dal basso, ed esprimere la voce di tanti cittadini e associazioni che ancora ci interpellano. Ma l’enorme gap, fatto di “aria fritta”, generato da questa attuale Amministrazione, e che la separa dall’intera cittadinanza, compresa quella che ha contribuito plebiscitariamente ad eleggerla, ci impedisce di partecipare ai dibattiti sulla governance, sul futuro di Enna, e sui quei percorsi virtuosi che potrebbero intraprendersi – amministratori e cittadini insieme – per affrontare i suoi mille problemi e provare a risolverli.
Pertanto ci limitiamo ad esprimere la nostra indignazione e il nostro sconcerto, in merito al desolante quadro che, ahi noi, ci viene prospettato e lasciamo che Sindaco & C. continuino a crogiolarsi nel loro piccolo mondo ovattato, fatto di sospetti, sfiducia ed ottuse teorie numeriche su maggioranza e minoranza. Noi non ci rassegneremo mai al triste ruolo di vedere Enna spegnersi sempre più.
Gli ennesi hanno ormai maturato la loro opinione: lo hanno già sfiduciato. Adesso vediamo cosa saranno capace di fare i sedici dell’opposizione a Sala d’Euno.


