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Enna i Frati lasciano il Santuario di San Giuseppe

Dopo 66 anni, i frati Carmelitani Scalzi abbandonano la casa il Santuario ed il convento di San Giuseppe, per decisione della casa generalizia. la messa di commiato per salutare la cittadinanza ennese domenica 30 maggio alle 18,30 presso il Santuario. I frati ad Enna, in questi anni, sono sempre stati un punto di riferimento per la carità, l’ascolto e le confessioni. Come non ricordare tutte le attività che crearono nei locali del convento…dal cinema, al ping-pong, all’associazione cattolica Diversi sono stati i padri che si sono succeduti in questi anni e diversi sono stati i priori. Come P. Pietro, che ricevette pure la cittadinanza onoraria,

P. Massimo,

P. Valerio,

P. Teofilo,

P. Calogero,

P. Renato,

P. Giovanni,

P. Giusto,

P. Gioe

E tutti i tanti frati che ci hanno lasciato un loro ricordo, in questi lunghi anni. L’ultimo priore, tutt’ora in carica, ma lontano per motivi di salute è P. Raimondo. E come non ricordare l’instancabile Fra Antonino, che ha veramente lasciato il segno. Da parte di tutta la comunità di San Giuseppe, un sincero grazie per quello che hanno insegnato e per quello che stanno lasciando in eredità.
La Confraternita Collegio di San Giuseppe

L’Ordine Secolare Carmelitano

La Corale San Giuseppe

 

La chiesa di S. Benedetto tra la fine del secolo XVI e gli inizi del XVII fu ricostruita e ampliata. Dopo la soppressione del 1866 essendo stata affidata ai militari fu trasformata in magazzino. Nel 1926 i procuratori della Confraternita di S. Giuseppe, che aveva sede nella chiesetta di S. Giuseppe, troppo angusta e mal ridotta, ottennero di potersi trasferire con il simulacro della Sacra Famiglia nella vicina chiesa di S. Benedetto. E da allora, anche per merito della fedeltà e dello zelo dei confrati, la chiesa divenne centro di una fervida devozione a S. Giuseppe, per cui da tutti è chiamata “Chiesa di S. Giuseppe”, e anzi nel 1965, visto l’incremento della devozione al Santo Patriarca, il Vescovo di Piazza Armerina, Mons. Antonino Catarella, la insignì con il titolo di “Santuario di S. Giuseppe”. Furono le carmelitane scalze, e in modo particolare Madre Immacolata, a chiedere insistentemente una fondazione di frati carmelitani scalzi a Enna, sia per l’assistenza al monastero, ma più ancora per quella pienezza del carisma che fin dall’inizio S. Teresa ha voluto quando affrontò la fondazione anche di conventi di frati, incominciando proprio con S. Giovanni della Croce: la vita totalmente contemplativa delle monache di clausura e quella contemplativo-attiva dei frati si completano efficacemente per l’unico servizio alla Chiesa. Nel 1954 P. Narciso Savietto avviò concretamente la fondazione. Aiutato dal vicario foraneo Mons. Termine e dal Prof. Francesco Guarasci, ottenne la chiesa di S. Giuseppe con alcuni angusti e poveri locali. La fondazione ufficiale avvenne il 13 gennaio 1955 (il rescritto della Congregazione dei Religiosi ha la data dell’8 maggio 1955) con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Piazza Armerina Mons. Antonino Catarella. Alla comunità composta in un primo tempo da P. Narciso e da P. Leone Durigon, dopo alcuni mesi si aggiunse P. Patrizio Ramponi e poi fr. Gaudenzio e fr. Antonino Bova. Attorno al convento fin dall’inizio sono sorte varie associazioni laicali e in particolare la fraternità dell’Ordine Secolare Teresiano.

 

 

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Un commento su “Enna i Frati lasciano il Santuario di San Giuseppe

  1. Una notizia dolorosa e mi piacerebbe poter fare qualcosa per evitare la chiusura della chiesa e l’allontanamento dei frati tanto amati e rispettati dalla città

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