In un momento storico segnato dai postumi del Covid che per quasi tre lunghi anni ha devastato l’intero globo, dalla guerra che imperversa in Ucraina seminando morte e devastazione, dal fenomeno migratorio sempre più forte che pone l’Italia intera di fronte alla tragedia dei barconi e dei morti in mare; in tutto questo marasma di idee, proclami, lotte politiche e sotterfugi , di amministratori- imprenditori più che filantropi, di carenza di ideali e di princìpi: ad Enna esiste-va un ‘oasi di uguaglianza…
La Bottega della Felicità, nata dai sogni e dalla professionalità di tre giovani fratelli ennesi : Angelo, Noemi e Floriana . Nata nell’antica zona del “Pisciotto”, via Ottavio Catalano, ha segnato per la nostra città un punto di svolta , fuori da ogni sindrome di giudizio. La Bottega è stata aperta a chiunque ne avesse bisogno, i ragazzi con gioia e gentilezza hanno dispensato affetto e consigli a tutti : INDISTINTAMENTE.
Hanno investito somme e forze nel loro sogno e adesso… Chiudono, per sempre!
La Bottega della Felicità lascia il suo spazio vuoto e tutti i suoi amici senza rifugio.
L’incedere della crisi economica che ha colpito tutte le attività commerciali, ha certamente segnato anche loro, ma non solo…
Gli infiniti disagi che imperversano VERGOGNOSAMENTE in quella zona della città, hanno costretto gli EROI del commercio lì esistenti a sacrifici indicibili ed in questo caso alla chiusura definitiva.
Cercare una colpa non farebbe sicuramente bene a nessuno, ma un buon esame di coscienza si.
Ciascun partecipante alla Comunità cittadina ennese, dovrebbe porsi delle domande: amministratori e cittadini semplici, commercianti, istituzioni e associazioni di categoria..
In questa torrida estate dove imperversa la polvere del disfattismo, delle “battaglie social” su temi astrusi, Enna ha ben altro su cui riflettere..
Questa è solo una storia, scritta su un libro macchiato purtroppo dal buio delle saracinesche chiuse.
I grandi proprietari della vecchia Enna bene, preferiscono tenere chiuse le vetrine piuttosto che abbassare gli affitti.
Taluni imprenditori, lamentano inflazioni e rincari ma chiudono bottega tutti nello stesso giorno, o in giorni regolari alle 19.59 e semmai venisse desiderio di un pasto alternativo beh! Finiscono le sedie e pure le brioches…
La Bottega delle Felicità ci lascia, con i suoi ricordi e il grande segno di speranza che si porta dietro.
Ma ciò che rimane signori, non è una bella Enna, non è una città, non è un dormitorio.. E’ un limbo preludio d’inferno, anticamera del deserto dei valori e della umana condivisione.
“O si fa l’Italia o si muore”, citavano illustri memorie, ivi: O nni damu na mossa, o muriu u cani.


