Arriva la prima guarigione a Enna da Covid – 19. A comunicarlo è il medico di famiglia del paziente, Francesco Oliva e che lo ha seguito “h24” in tutto il periodo della malattia. Oliva ha dato la notizia sulla sua pagina social. “L’ho fatto volutamente perché in questo momento di grande apprensione che regna tra le persone una buona notizia è sempre una bella iniezione di ottimismo – commenta – ed è anche la dimostrazione che con un migliore raccordo tra il “sistema” e con noi medici di base, in questa emergenza tanti pazienti potrebbero essere curati anche a casa. E’ tutta una questione di tempistica. Considerate che molto spesso tra il medico di famiglia ed il suo assistito c’è un fortissimo legame di fiducia. Quindi se il medico viene messo nelle condizioni di poter intervenire il prima possibile e con tutte le dovute precauzioni molti pazienti potrebbero essere seguiti anche a casa dove il paziente da un punto di vista psicologico ha il suo ambiente ideale. A mio avviso i medici di base dovrebbero avere un canale dedicato dove poter segnalare i casi sospetti di Covid – 19, in modo da poter fare il prima possibile la diagnosi per la richiesta del tampone e stabilire se il paziente è contagiato o no. Invece capita che si rimane troppi giorni in attesa e poi diventa tutto più difficile. “Come ha seguito il suo paziente guarito? “Dai sintomi che si sentiva e che mi ha descritto quando mi ha contattato ho sospettato subito che molto probabilmente si trattasse di positività al Covid – 19 – ci racconta – così ho chiesto che facesse il tampone ed è stata riscontrata la positività”. E la degenza a casa? “Per circa una decina di giorni siamo stati in constante contatto – continua – a casa si sono create le condizioni di isolamento e diverse volte al giorno ci siamo sentiti telefonicamente con la verifica di alcuni paramenti fondamentali come la temperatura corporea e la saturazione dell’ossigeno in modo da tenere sotto controllo eventuali problemi di insufficienza respiratori. E dopo alcuni giorni di febbre alta, la temperatura è iniziata gradualmente a scendere sino arrivare sotto la soglia dei 37 gradi”. Adesso il paziente ha fatto il tampone di verifica per confermare o meno la guarigione? “Purtroppo ancora no – continua – e quando parlo di raccordo e coordinamento parlo proprio di queste lentezze. Fermo restando che il paziente è stato ancora a casa in isolamento per un’altra settimana dopo la scomparsa della febbre”.
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