DON BOSCO 2000 PERDE IL DERBY, MA VINCE NEL CUORE E NEL FUTURO
Il risultato del campo dice 1-0. Facciamo i complimenti agli avversari per la vittoria, perché i risultati, nello sport, si accettano e si rispettano sempre.
Ma raccontare soltanto il risultato significherebbe non raccontare fino in fondo quello che abbiamo visto oggi al Sant’Ippolito.
Significherebbe soprattutto non raccontare chi c’era dentro quelle maglie della Don Bosco 2000.
I mister Oliveri e Donato hanno schierato in campo una squadra fatta di ragazzi del nostro territorio: giovani cresciuti nella nostra scuola calcio, ragazzi che conosciamo da quando erano bambini, veterani che da anni difendono questi colori e giovani migranti che attraverso Don Bosco 2000 hanno trovato nell’accoglienza, nell’integrazione e nello sport una nuova comunità.
Questa è la nostra squadra. Questa è la nostra scelta.
Crediamo che un ragazzo del nostro territorio debba avere la possibilità di indossare la maglia della propria squadra. Crediamo che il percorso iniziato nella scuola calcio possa arrivare fino alla prima squadra.
Vogliamo costruire, non comprare. Vogliamo far crescere, non semplicemente vincere.
Poi è iniziata la partita.
Dopo appena trenta secondi la Don Bosco 2000 è rimasta in dieci uomini: il direttore di gara, Rosario Bonsignore, espelle Ludovico Mirci.
Un intervento che, a nostro giudizio, avrebbe potuto essere sanzionato diversamente viene punito con il cartellino rosso. Una decisione pesantissima che ha inevitabilmente cambiato il volto del derby.
Eppure i nostri ragazzi non hanno mollato.
Hanno corso, sofferto, difeso e continuato a crederci.
In dieci, Samuele Capizzi ha avuto anche due occasioni per portarci in vantaggio. A pochi minuti dall’intervallo arriva invece, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la rete che decide la partita.
Nella ripresa arriva anche l’espulsione dello stesso Capizzi e la Don Bosco 2000 si ritrova in nove contro undici.
Ma rimane lì. In piedi. Insieme. Fino alla fine.
Proprio perché crediamo nel calcio dilettantistico, riteniamo doveroso esprimere la nostra posizione su un arbitraggio che la società considera fortemente penalizzante.
Gli arbitri possono sbagliare, come tutti. Ma quando episodi così determinanti incidono su una partita, riteniamo legittimo chiedere agli organi provinciali e regionali della FIGC-LND attenzione e uniformità di giudizio.
Al presidente regionale Sandro Morgana e agli organicompetenti chiediamo che ogni società — grande o piccola, economicamente forte o sostenuta soprattutto dal volontariato — possa ricevere lo stesso trattamento.
Non chiediamo favori. Chiediamo rispetto, regole uguali per tutti e che siano i ragazzi a decidere le partite sul campo.
E poi c’è Aidone.
Oggi sugli spalti c’era la nostra comunità. Gli Aidonesi sono venuti a sostenere la propria gente: amici di comitiva, compagni di una vita. Non erano lì soltanto per assistere a una partita, ma per stare accanto ai ragazzi “do pais”, continuando a tifare anche quando eravamo in dieci e poi in nove.
A tutta la comunità aidonese diciamo semplicemente:
GRAZIE. ❤️💙
Oggi abbiamo perso un derby.
Ma guardando quei ragazzi lottare insieme abbiamo avuto ancora più chiaro perché esiste la Don Bosco 2000.
Stiamo costruendo il calcio che vogliamo vedere domani.
Un calcio fatto di giovani, territorio, appartenenza e integrazione.
Il nostro calcio. Il calcio della Don Bosco 2000.
Pagina Facebook Don Bosco 2000 Aidone

