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Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, l’ Assemblea dei soci traccia il nuovo corso

Riccardo Giugno 30, 2022 7 minuti letti

Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, l’ Assemblea dei soci traccia il nuovo corso: una squadra in campo allargata e giovane, nuovi progetti, più ampie prospettive etiche, sostenibili e “Bio”, e ancora più solido nelle parole d’ordine “rete” e innovazione”

Catania, 29 giugno 2022 – Guarda avanti, con una squadra in campo allargata e giovane, nuovi progetti, più ampie prospettive etiche, sostenibili e “Bio”, e ancora più solido nelle parole d’ordine “rete” e innovazione”. Così, il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia ha concluso ieri i lavori delle Assemblee straordinaria ed ordinaria dei soci, convocate in presenza con rinnovati impegni “per avviare un nuovo corso partendo da quanto fin qui realizzato ”, ha esordito la presidente Federica Argentati.

“Anche questa, è l’occasione per ribadire l’importanza di fare rete e il valore dell’aggregazione con la capacità di ciascuno di cedere piccoli spazi di individualismo – ha sottolineato – per conquistarne altri che aprono a nuovi e più interessanti obiettivi, con una visione che sappia guardare oltre al proprio legittimo profitto, anche a percorsi di etica territoriale imprescindibile per una reale crescita complessiva della nostra economia”.

Temi che sono stati sottoposti anche nel corso degli Stati Generali convocati sempre ieri in mattinata a Ragusa dal Dipartimento regionale dell’assessorato all’Agricoltura.

“Realtà come il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia che uniscono e promuovono il brand Sicilia, restano fondamentali. Occorre far notare, però – ha specificato – che se da un lato bisogna avere una piattaforma comune, dall’altra non possono esservi sovrapposizioni tra i diversi attori che vi concorrono. E’ necessario avere chiaro il “chi fa cosa”.

“Noi continueremo a portare avanti progetti come ACQUA2 sull’uso consapevole del bene primario, TRICK sulla tracciabilità e la blockchain, DOP, IGP e BIO sulla valorizzazione dei marchi di eccellenza, che a vario modo declinano i capisaldi di una strategia condivisa. Il Distretto – ha aggiunto – è uno strumento che per sua stessa costituzione esprime appartenenza, costruito dal basso collabora con le imprese, crea trasversalità con gli enti locali, include tanto i grossi gruppi imprenditoriali quanto, e soprattutto, le piccole imprese che solo attraverso la rete possono essere valorizzate, così come le filiere, messe in connessione con il territorio”.

C’è tanta attesa poi, per il bando CLUSTER della Regione Siciliana che può davvero rappresentare un’opportunità concreta per rafforzare la cooperazione, realizzare iniziative di promozione e commercializzazione dei prodotti, puntando su azioni di marketing e crescita di marchi, concentrando l’offerta in una logica di filiera e di tracciabilità dei prodotti in modo tale da aumentare il livello qualitativo delle produzioni, ridurne i costi e introdurre competenze specialistiche.

“Come Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia non abbiamo mancato l’appuntamento – ha commentato la presidente Federica Argentati – presentando un progetto ben articolato che mette a frutto, e in sinergia, le tante iniziative che portiamo avanti da anni, che puntano dritto nella direzione tracciata adesso da CLUSTER e speriamo che la macchina venga avviata il prima possibile”.

Delle azioni previste nelle linee guida, il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia ne ha individuate almeno quattro, capaci di creare più connessioni, “il vero valore aggiunto del progetto CLUSTER atteso da ben 15 anni”, ha proseguito. Il miglioramento della capacità aggregativa delle imprese e della filiera agrumicola è da sempre una delle prerogative del Distretto, così come il favorire l’uso delle tecnologie informatiche a supporto dell’attività imprenditoriale, a tutela dell’ambiente e della salute del consumatore.

Il progetto del Distretto presenta, per esempio, un focus di investimento che partendo dall’acquisto di capannine meteorologiche e sensori di rilevamento di acqua nei terreni e nelle piante, i cui dati confluiscono in un webgis visibile e a disposizione dell’intera filiera, connette il tema ambientale a quello dell’innovazione tecnologica, fino ad approdare ai sistemi della tracciabilità mediante Blockchain.

“L’uso consapevole dell’acqua in una terra assettata come la Sicilia, tanto più quando si parla di produzioni irrigue come quelle degli agrumi – ha aggiunto Argentati – è un tema che stiamo già affrontando, nell’ambito di A.C.Q.U.A.2, nato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Idraulica dell’università di Catania ed il finanziamento non condizionato di The Coca Cola Foundation, i cui primi risultati sono tangibili. Le imprese hanno bisogno di un sostegno per intraprendere, più in generale, un percorso di transizione ecologica, non più procrastinabile, con gli imminenti impegni Green Deal, Farm to Fork, PNRR”.

Altro focus è dedicato all’attivazione di percorsi di educazione alimentare che coinvolgano ragazzi di tutta Italia mirati alla conoscenza di proprietà nutrizionali, del valore della sostenibilità e, soprattutto, del territorio di provenienza degli agrumi, la Sicilia, la più agrumetata tra le regioni italiane rappresentando il 90% dell’intera produzione con 5 tra DOP e IGP, oltre al BIO.

Una campagna di formazione e informazione che si farà sia in modo tradizionale, fornendo materiale illustrativo e facendo assaggiare le spremute di arance e limoni, per esempio, ma anche in maniera interattiva, attraverso i social e video che raccontino una Sicilia non solo quella da bere e degustare, ma anche da visitare per il suo patrimonio ambientale e artistico-culturale. “Costituiremo un team di lavoro composto da agronomi, nutrizionisti, tecnici ma anche operatori del turismo esperenziale – ha spiegato Federica Argentati – per ampliare il messaggio in tutte le direzioni possibili. Anche in questo caso, il Distretto mette in campo l’esperienza di un modello già sperimentato con il progetto ‘Le vie delle Zagare’”.

Le Vie delle Zagare grazie al progetto CLUSTER potrebbe diventare un marchio da sviluppare per la valorizzazione territoriale e la ricezione turistica, assieme ad un secondo, “People of Siciliy” più specifico per una commercializzazione collettiva.

Il racconto di una materia prima che diventa intrinsecamente promozione di un territorio, valicando i confini degli aspetti prettamente salutistici. Le eccellenze IGP, DOP e BIO che conducono ad un giro virtuale della Sicilia, dall’Etna alla costa ionica con i suoi miti greci, alle calde e dorate terre della Piana di Catania, di Siracusa e Ragusa, e strizza l’occhio ai quei lembi più lontani che raccontano ancora meglio di un terra che parla arabo e normanno. Ma sono anche storie di uomini e aziende, di famiglie di produttori che si sono passati il testimone, che dalle tradizioni hanno saputo fare innovazione e che, proprio per questo, hanno saputo farne anche un racconto virtuale, trasparente e tracciabile, per cui basta puntare un lettore QR-Code su un’etichetta per scoprire una “’Sicilia magica’, per citare il titolo della nostra ultima campagna di comunicazione social, dedicata ai marchi DOP, IGP e BIO – ha ricordato Federica Argentati – Lo sviluppo dei QR- Code nella etichetta è anche al centro di un interessantissimo progetto, chiamato TRICK, di cui il Distretto è l‘unico partner non solo siciliano, ma anche del settore agroalimentare, incentrato sul sistema blockchain e sull’utilizzo della stessa nell’ambito di percorsi di economia circolare” .

E dal potenziamento della piattaforma blockchain, muove un altro focus di investimento individuato dal Distretto che permetterà di entrare in collegamento con uno strumento informatico fondamentale, quasi a voler chiudere un cerchio: il marketplace, su cui fare crescere i due marchi “People of Sicily” e Le Vie delle Zagare”, avvalendosi di servizi di digitalizzazione e figure professionali specifiche, dall’esperto in cooperazione all’export manager, in modo da favorire processi virtuosi di internazionalizzazione.

Infine il Distretto produttivo Agrumi di Sicilia si appresta a presentare al Mipaaf attraverso il Distretto delle Filiere e dei Territori in Rete di Sicilia, altri due progetti: uno mirato sulla comunicazione delle DOP, IGP E BIO agrumicole; il secondo, sulla ricerca scientifica per contrastare la fitopatia chiamata “Malsecco” che aggredisce le piante di limone.

“C’è tanto da fare nel prossimo futuro – ha concluso la presidente Argentati –in un percorso in cui ci aspettiamo dalla pubblica amministrazione supporto consapevolezza delle enormi difficoltà di gestione di questi strumenti aggregativi, tanto complessi quanto determinanti, per la crescita delle imprese e sviluppo del territorio”.

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