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Covid 19: Enna: Documento-Mozione del Consiglio Comunale “Una emergenza di tutta la rete ospedaliera provinciale”

Questo il documento stilato dalla Commissione dei Capigruppo su mandato dell’intero consiglio comunale riunito mercoledì scorso. Il documento ancora una volta mette in evidenza il fatto che l’Ospedale Umberto I non può sobbarcarsi da solo della gestione dei ricoveri per Covid 19 di tutta la provincia ma deve essere tutto il sistema sanitario provinciale a collaborare.

Il Consiglio Comunale di Enna

Premesso
– Che la situazione di emergenza sanitaria da COVID-19 pone in seria preoccupazione tutta la classe Dirigente politica del nostro Comune, situazione venutasi a determinare in seguito alla recrudescenza virale in atto, che purtroppo interessa ormai in maniera preoccupante anche il nostro territorio e che ha causato una ricaduta altrettanto emergenziale verso le nostre strutture ospedaliere, oltre che aver aggravato lo stato di stress del personale sanitario;

– Che se una gestione estemporanea poteva trovare giustificazione nell’urgenza degli interventi durante la prima ondata, oggi è evidente che occorre tamponare al deficit organizzativo da parte della sanità regionale ed ai ritardi della Direzione Generale dell’ASP di Enna nel proporre un piano di intervento qualificato e valido;

– Che nel caso in cui dovesse crescere il numero dei contagiati e dei ricoveri, sono chiamati tutte ed indistintamente le strutture sanitarie del nostro distretto provinciale, senza abbandonare al proprio destino gli “altri” malati, che devono continuare ad essere serviti almeno come prima;

Ritenuto
– che l’ospedale Umberto I di Enna rimane il punto di riferimento per l’intero comprensorio provinciale, avendo gestito nell’anno 2019 n. 13.000 ricoveri circa sui complessivi 18.000 nell’anno 2019, segno della sua centralità rispetto alla complessiva offerta sanitaria dell’ASP Enna;

Preso atto

• della pregressa scelta aziendale, secondo cui l’Umberto I fu costretto a interrompere la gran parte dell’attività ordinaria No-Covid, oggi diventa obbligatorio che l’Umberto I, come ospedale misto, possa continuare a garantire la patologia ordinaria e urgente No-Covid, e che lo stesso non abbia più di 60 posti letto, 10 di intensiva, 10 di sub-intensiva, cosi come precedentemente ribadito dalla Direzione Generale dell’Asp.

• Il tutto presuppone che ognuno faccia la propria parte e che, proporzionalmente, vi sia il contributo di tutti gli altri nosocomi provinciali, nel quadro di una collaborazione solidaristica che non è solo una razionale ed inevitabile scelta aziendale, ma anche un dovere ineludibile nelle presenti circostanze;

Ritenuto
• che ciò costituisce una manifestazione concreta dell’ovvia ed imprescindibile solidarietà territoriale che, specie in un momento così drammatico, dovrebbe vedere la corsa al sostegno ed al reciproco conforto, morale e materiale, fra tutte le comunità locali e non una sterile e, per certi versi, sguaiata, polemica territoriale;
• che vada spostato il personale, non i reparti, in ottemperanza alla nota prot. 47413 del 06/11/2020 dell’Assessorato Regionale Sanità si stabilisce:
• che sia necessario evitare la duplicazione delle discipline all’interno della stessa e quindi riorganizzare le attività assistenziali, mantenendo attiva solo una unità operativa, chiaramente la più produttiva.

• Sia indispensabile il coinvolgimento di tutto il personale sanitario compresi i neo laureati, tenendo in ogni caso conto della prioritaria necessità di potenziare figure altamente specializzate come anestesisti, pneumologi, radiologi, utilizzando la più larga solidarietà tra le professioni ospedaliere ed auspicando una distribuzione all’interno del territorio provinciale delle funzioni e delle responsabilità, poiché il nemico è comune, un virus che rischia di corrompere non solo il corpo ma anche le menti della nostra comunità provinciale, evocando scenari di egoismi e fratture sociali da pestilenza di manzoniana memoria;

• di accogliere, in tal senso, i richiami all’unità e compattezza che provengono sia dal Presidente Mattarella, che proprio ieri si esprimeva in sede di assemblea nazionale ANCI con un forte richiamo all’unità dei territori e delle istituzioni con il preciso invito a non dividersi per mero opportunismo politico o peggio, questioni di becero campanile.

Con tali motivazioni si

Impegna
– il Presidente della Regione, l’Assessore alla Sanità, l’intera A.R.S., l’A.S.P. di Enna e tutti gli uffici ed organismi preposti affinché:

1. Enna e l’Umberto I, impegnati sull’emergenza COVID, ieri come oggi, siano sostenuti nell’affrontarla dal concorso di tutta la rete ospedaliera provinciale; stabilendo da subito una programmazione dei ricoveri nelle altre strutture provinciali, una volta saturata la disponibilità dell’Umberto I (10 intensiva + 10 sub-intensiva e 60 pazienti COVID in perfetta sicurezza),
2. Venga immediatamente potenziata la medicina del territorio e con essa le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), garantendone almeno una per tuti i quattro distretti cosichè grazie al diffuso tracciamento si possano individuare i cittadini affetti da covid-19 che non necessitano ricovero ospedaliero e si destini loro una serie di servizi mirati ad assicurarne la cura (consulti telefonici, visite domiciliari, provvedimenti di restrizione e/o di guarigione, ritiro dei rifiuti) e si riesca ad avere dati certi sull’andamento della pandemia;

3. Siano stabilite le priorità per l’utilizzo delle risorse umane, coinvolgendo non solo tutto il personale disponibile, ma ricercando personale di comprovata specializzazione (anestesisti, pneumologi, radiologi, da aggiungere a quello esistente ed anche, se necessario come pare, i neo- laureati;

4. Si affronti con questo spirito collaborativo la fase odierna e nel contempo, si forniscano sufficienti rassicurazioni sui tempi di realizzazione di un centro COVID provinciale, anche di respiro regionale, offrendo Enna, un’immobile di sua proprietà, il c.d. ex – Ciss di Pergusa, per il quale questo Consiglio è pronto a sostenere l’Amministrazione al fine di mettere in campo tutte le necessarie iniziative di competenza;
Altresì
Chiede
con forza l’elaborazione di un cronoprogramma rapido, certo e credibile per attuare, nel giro di un mese, gli interventi tecnici, sopra richiesti, con le risorse economiche già stanziate ed ad altre eventuali a cui si potrà agevolmente fare ricorso in questa emergenza, in maniera da essere pronti, almeno da un punto di vista strutturale e sgravare i nostri nosocomi dal carico COVID, per tornare alla normalità delle cure di tutte le altre malattie;

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