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Coronavirus, Toti Amato ai medici "Ripartiamo da Roberto Stella"

Coronavirus, Toti Amato ai medici “Ripartiamo da Roberto Stella”
“In queste ore di grande preoccupazione e di disagio generale a causa dell’emergenza Coronavirus, la morte dell’amico Roberto Stella è molto dolorosa. Difficile pensare che possa succedere al collega che chiamavi sempre per confrontarti o all’amico di tanti anni. Il dottor Stella, come molti di voi già sanno, era il presidente dei medici di Varese. In realtà era molto di più, un riferimento importante per il suo territorio e per tutti i colleghi della Federazione nazionale, soprattutto in ambito formativo. Sapeva sempre suggerire senza vanto e perdite di tempo cosa era meglio fare, mettendo a proprio agio i suoi interlocutori, anche in giorni complicati e confusi come questi, in cui tutti i medici sono impegnati con abnegazione nell’emergenza da Covid19, di cui è rimasto vittima Roberto, ma anche tanti altri medici meno noti e sanitari di cui poco si è parlato e letto.
Ed è proprio da Stella e dalla sua forza espressa ogni giorno che bisogna ripartire, nonostante il contesto di criticità diffuso del sistema sanitario pubblico: dalle aggressioni a medici e sanitari, alle risorse sempre più limitate, per finire all’emergenza sanitaria da coronavirus e la mancanza dei supporti di protezione individuale, che sono dei salvavita indispensabili.
Vi scrivo da un contesto protetto, e questo fa la differenza tra me e chi opera in prima linea. Ma vogliate accogliere il mio ringraziamento, soprattutto i colleghi impegnati nelle terapie intensive che corrono gli stessi rischi dei malati di Covid.
Ieri l’Oms ha definito il coronavirus “pandemia”, confermando la sua alta potenzialità di infezione, le cui ricadute sociali e assistenziali importanti coinvolgono in prima battuta i medici e tutti coloro che lavorano giorno e notte sullo stesso fronte.
Vorrei ringraziarvi personalmente uno ad uno per la competenza e l’assistenza che prestate, nonostante la consapevolezza dei rischi reali che correte insieme a tutti i sanitari, diffondendo fiducia e serenità ai pazienti e all’intero sistema sanitario, con tutti i suoi limiti e le sue criticità. Grazie per ogni vostro atto medico e la gentilezza delle cure che state offrendo, di cui ogni paziente, da Nord a Sud, ha potuto usufruire nei nostri ospedali così spesso penalizzati. Siate orgogliosi della vostra professione.
Negli ultimi giorni, si è parlato spesso di medici-eroi, trascurando il fatto che i medici sono persone con le stesse paure e fatiche di chi non esercita questa professione. La differenza è che un medico, costi quel che costi, impone di salvare vite. A ricordarcelo è Roberto Stella, medico di medicina generale a Busto Arsizio, che ha offerto alla sua comunità, e non solo, ogni energia possibile per fermare la diffusione del contagio da Covid-19. Che alla fine lo ha ucciso a Como, dove è stato ricoverato per complicanze respiratorie, probabilmente perché nei primi giorni dell’urgenza lavorava a mani nude, senza i necessari dispositivi di protezione individuale, che purtroppo mancavano.
Difficoltà oggettive, che allo stato delle cose, interessano la gestione del virus personale, collettiva e istituzionale. Ma non bisogna dimenticare che l’improvvisa gravità del fenomeno pandemico ha trovato impreparato tutto il Paese, istituzioni e medici, che oggi sono sottoposti ad un logorio oltre limite.
Gli aggiornamenti e le informazioni che ogni giorno arrivano richiedono però serenità ed equilibrio perché è a voi che ogni singolo cittadino colpito dal virus sta affidando la sua vita, sul piano della migliore cura e del contenimento, che è l’obiettivo dell’essere medico nonostante le difficoltà di diagnosi che in certi pazienti offrono sintomi modesti e inconsueti. Ogni atto medico sarà un argine all’alta e progressiva diffusione della malattia.
Siamo tutti in difficoltà. Certamente c’è chi lo è di più, come i medici di famiglia e i colleghi che lavorano negli ospedali. Ai colleghi meno esposti al contagio sento però di dovere ricordare che l’agire etico di tutti è il contributo più prezioso che si possa dare a chi agisce in prima linea con lo stesso sentimento di responsabilità. Ciascuno nella sua sfera, anche se più protetta, così facendo tende la sua mano ad un’emergenza globale di salute pubblica.
Questo il mio sentimento, grazie a tutti per il vostro grande lavoro”.

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