CONTINUA LA TELENOVELA DELL’ALITALIA
In diverse occasioni mi sono intrattenuto sulla telenovela, purtroppo reale, che vive la nostra compagnia aerea Alitalia.
I suoi grossi problemi di sopravvivenza mi hanno spinto più volte ad esprimere il mio pensiero al riguardo.
Purtroppo passano gli anni e la crisi di questa società continua ad aggravarsi con costi sempre più rilevanti.
Da un Ente che era tra i più gettonati del mondo, ad una società che, a causa della sua disinvolta gestione, si è trovata più volte sull’orlo del fallimento.
Fallimento scongiurato circa quattro anni fa con un prestito di 800/milioni di euro fatto dal nostro Governo, aggirando tutte le norme che non ne avrebbero consentito l’ erogazione.
Fallimento che si è tentato di rinviare circa due anni fa con l’erogazione di un ulteriore prestito, senza tener conto che in quei due anni la situazione era notevolmente peggiorata.
L’allegra gestione della compagnia aerea è stata la causa del grave disastro finanziario che ha compromesso quel nome che, un tempo, era sinonimo di efficienza e di ottimi servizi.
Mentre il Governo ha tentato finora di salvarla, sempre con iniziative contrarie a tutte le norme in vigore, parte del personale si è pavoneggiato con scioperi che hanno continuato ad aggravarne la situazione, sia per la cancellazione di centinaia di voli che per l’immagine data ai possibili “salvatori”, in fuga da una società ritenuta irrecuperabile.
Lo Stato, nonostante non fosse stato rimborsato nei termini previsti il primo prestito di 800/milioni di euro, ha continuato a concedere altri prestiti nella speranza di trovare una soluzione esterna, continuando a supportare la società con altri prestiti da pagare a “babbo morto”.
Le difficoltà incontrate nelle trattative sono moltissime; dall’abbandono di molte rotte al costo della disinvolta gestione del personale, sia nel il numero che per i particolari trattamenti economici loro riservato.
Proprio oggi la Commissione europea ha chiesto una serie di chiarimenti sulla operazione che dovrebbe portare alla creazione di una nuova società. .
L’antitrust dell’U.E, ha inviato una lettera al Governo italiano per chiedere di approfondire le condizioni che dovranno garantire la discontinuità con la vecchia Alitalia.
Ciò significa che tra poco sentiremo suonare le campane per annunciare che il “il babbo è morto” e prepararci tutti a pagare il grosso debito contratto
Una mia nota pubblicata il 2o gennaio 2020, esattamente un anno fa, su questo stesso giornale, e su facebook ‘ così concludeva: “ L’Alitalia con la sua attuale struttura non potrà mai essere salvata.
angiolo alerci


