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CONSIDERAZIONI SULLA CRISI DEL GOVERNO – di Angiolo Alerci

CONSIDERAZIONI SULLA CRISI DEL GOVERNO

Complice il coronavirus e la zona rossa ho seguito in diretta TV sia le consultazioni del Presidente della Repubblica, che le dichiarazioni delle varie componenti ed i commenti a caldo e a freddo degli opinionisti di tutti i colori.
Ho voluto estrapolare quelle che mi hanno maggiormente colpito.
Emma Bonino che ha dichiarato di votare contro, insoddisfatta del rapporto del governo dimissionario con l’Europa.
Dal primo momento ho pensato “vedi cosa può fare l’età” ma poi mi sono ricordato che la Bonino ha 20 anni meno di me.
Ho ritenuto ingiustificabile la sua decisione dal momento che il suo gruppo è “per l’ Europa” e , dopo gli ottimi rapporti instaurati e gli altrettanto ottimi risultati conseguiti dal Governo dimissionario, rischia di fare affidare questi rapporti alla Meloni e a Salvini che questa Europa non l’ hanno mai considerata.
Altro punto le dichiarazioni di quasi tutti i rappresentanti di Forza Italia che hanno pesantemente criticato l’affannosa ricerca dei cosiddetti salvatori della Patria.
Considerazione questa giustificata a tutti meno a coloro che sono stati i primi, con Berlusconi, non a ricercare ma a comprare membri del Parlamento.
Ed anche nel corso di questa legislatura, quando si parlava di una possibile maggioranza del centro destra, Berlusconi affermava che i voti mancanti “comunque” li troveremo.
Ma la ciliegina non poteva non metterla Renzi.
Indifferente al fatto di avere irresponsabilmente, ma coscientemente, creato la crisi in un momento molto particolare, ha dichiarato la sua disponibilità a ricostruire la stessa maggioranza solo se vengono accettati tutti i suoi punti programmatici che, vedi caso, sono tutti in contrapposizione a quelli sostenuti dal Movimento Cinque Stelle che, è necessario ricordare, rappresentano in questo Parlamento la maggioranza relativa.
Nel suo intervento ha confermato tutte le critiche da lui mosse al Presidente Conte, con il suo consueto tono arrogante che lo ha contraddistinto sempre.
Ha dichiarato pure la sua disponibilità a sostenere un governo istituzionale, sottolineando un secco no ad eventuali elezioni anticipate.
Questo è il vero punto: no a elezioni anticipate che sono la sua sola e grande preoccupazione.
Io, che personalmente considero un grande pericolo il rischio di potere affidare alla nostra destra estrema le sorti del nostro paese, comincio a pensare che la presenza di Renzi, comunque mina vagante, potrebbe arrecare anche un danno maggiore.

Queste valutazioni su Renzi vengono fatte da chi ha seguito con molta fiducia la sua elezione a Segretario del P.D. e a Presidente del Consiglio, ne ha seguito la sua involuzione che l’ha portato a subire la grave sconfitta, in occasione del famoso referendum.
Sconfitta che non ha saputo metabolizzare e l’ha portato ad uscire fuori da quel partito nel quale, anche se in minoranza gli avrebbe consentito di svolgere la sua azione a un certo livello e non essere leader di una formazione che naviga attorno al 2% dei consensi, che potrebbe scomparire nel caso di elezioni anticipate.
Questa involuzione di Renzi è stata da me raccontata nel mio libro
“Le vite parallele di Berlusconi e Renzi”.
Speriamo che l’attuale situazione si risolva in meglio per il bene di tutti.

angiolo alerci

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