Presidiare un prodotto per Slow Food significa difenderlo dall’oblio e far si che rimanga anche per le future
generazioni. Penso che molti di voi ricorderanno le nostre nonne che mandavano a comprare, per fare i
dolci , “a Maiorca” ,sinonimo di farina, e nessuno si sognava di chiedere la terribile farina 00 puro
concentrato di amido e di dubbia provenienza; e men che meno l’avrebbero cercata per uno dei nostri
pani tipici, le mafalde. E’ per tutelare le Maiorche, nome con cui ci si riferisce a quasi tutti i tipi di grani
tradizionali teneri prodotti nella nostra isola, che la “Comunità per la valorizzazione dei grani antichi Slow
Food “ ha mobilitato le Condotte perché contribuiscano economicamente alla nascita del Presidio che sarà
quindi di tutta l’isola. E naturalmente la Condotta di Enna non può che essere in prima fila in questo
importante progetto.
Ma a che varrebbe tutto questo se lasciassimo che impunemente ben 40.000 ettari di terra siciliana venissero sottratti alle coltivazioni per destinarli all’istallazione di impianti fotovoltaici? Si, perché a tanto ammonta l’estensione che i progetti presentati nell’isola, che fu granaio di Roma, ruberebbero all’agricoltura!
E naturalmente il reddito che se
ne otterrà andrà fuori dalla Sicilia.
Se solo i nostri politici sostenessero nelle enormi difficoltà che, ingigantite dai
cambiamenti climatici, incontrano i nostri agricoltori, nessuno di loro penserebbe di vendere alle multinazionali
seminativi di qualità neanche per farne campi di agrifotovoltaico. E, come giusto, si utilizzerebbero per lo
stesso scopo, terreni desertificati, purtroppo sempre più presenti o cave dismesse o tetti di capannoni e case.
Per parlare di questo la Condotta di Enna ha organizzato una serie di incontri, il primo dei quali avrà luogo la sera del 31 Ottobre p.v. presso lo Spaccio Bio di Enna Bassa


