Compagnia dell’Arpa
Va in scena Eurydice, il nuovo dramma dell’ombra di Elisa Di Dio e Filippa Ilardo
In scena, il cantautore Davide Campisi, autore delle musiche originali, e l’attrice esordiente Adriana Lunardo
Debutto martedì 11 luglio nell’area archeologica di Solunto, Santa Flavia, Palermo.
Repliche il 14 alla Radura di Cristo Redentore di Troina per Mythos Festival, il 29 alle Terme arabe di Cefalà Diana e il 3 agosto al Monastero delle Benedettine di Milazzo
Enna, 11 luglio 2013
Una delle storie più celebri e amate della mitologia greca viene riproposta in una nuova veste dalla Compagnia dell’Arpa di Enna che racconta con un nuovo linguaggio contemporaneo l’amore appassionato e tenebroso tra la ninfa Euridice e il poeta Orfeo, con musiche, canti e movimenti scenici dal vivo.
È lo spettacolo “Eurydice” che andrà in scena in prima assoluta martedì 11 luglio 2023 alle 21 nell’area archeologica di Solunto a Santa Flavia, Palermo, che fa parte del Parco archeologico di Hymera, Solunto e Monte Jato. Biglietti 6 euro.
Dopo la messa in scena di “Persefone” nel 2021 (spettacolo ancora in tour), la Compagnia dell’Arpa continua il suo viaggio nel mondo degli Inferi, trasporta gli spettatori nuovamente tra le scure anime dell’Ade, inaugurando un dittico dell’ombra che scava sul versante orfico, mistico e insieme misterico.
La produzione e il testo sono tutti al femminile: la scrittura è affidata alle drammaturghe Elisa Di Dio e Filippa Ilardo, e se la prima è la protagonista della scena, la seconda firma la regia, assistita da Ginevra Camarda e Cristina Di Mattia.
Sul palco anche il cantautore Davide Campisi e l’attrice esordiente Adriana Lunardo. Campisi è l’autore delle musiche originali, con gli arrangiamenti di Gabriele Campisi.
I costumi sono di Luca Manuli, le scene di Claudio Castagna e Gaetano Alessandra, il disegno luci di Renzo Di Chio, collaborato dal tecnico luci Roberto Ragusa.
La Compagnia dell’Arpa porta avanti le sue produzioni teatrali in collaborazione con Latitudini, rete siciliana di drammaturgia contemporanea, e con il sostegno dell’assessorato al Turismo e allo spettacolo della Regione Sicilia.
Si replica venerdì 14 luglio alla Radura di Cristo Redentore dell’Oasi Maria Santissima di Troina (Enna) per Mythos Festival, sabato 29 luglio alle Terme arabe di Cefalà Diana e giovedì 3 agosto al Monastero delle Benedettine di Milazzo.
Informazioni e contatti: info@larpa.it, 339.4825100, www.compagniadellarpa.it.
NOTE DI REGIA
Sulla sponda di un Acheronte abitato dall’ombra, in una prospettiva dove il tempo è mobile e la memoria viene erosa, Eurydice si rivolge a Orfeo che tesse trame di canto per tentare le vie dell’impossibile. Il poeta incarna la disperazione di chi resta sulla terra, in preda alla lacerazione per l’assenza del corpo e delle manifestazioni vitali di chi si è amato.
Ragiona, Eurydice sulla morte come cura all’ansia e agli affanni della vita.
Gioca, Eurydice, col suo corpo che si sfalda e si polverizza e diventa spazio di metamorfosi impreviste.
Sogna, Eurydice il canto dell’amato, o forse è solo l’eco dello stesso.
Parla, Eurydice, con Persefone che le narra la vita passata, e, da dea innamorata, sollecita nella nuova abitatrice del suo regno, il ricordo dell’amore.
E quando la parola Amore viene pronunciata, si fa carne, respiro e canto.
Con il suo canto, Orfeo commuove gli abitanti degli Inferi e percorre quelle contrade in cerca della sua donna. Vita e morte sembrano toccarsi, divise da una membrana invisibile che confonde i confini tra le due dimensioni.
Così anche i piani temporali si incrinano, passato e presente precipitano l’uno dentro l’altro. Una ricognizione inesausta è dunque questa Euridice, su temi eterni quali la Poesia e la Perdita, ma è una ricognizione che si affaccia sulla profondità del buio, si fa trafiggere dal vuoto popolato di spettri, si interroga sulla forza dell’amore che ribalta gli stessi decreti stabiliti dalla Natura.
Quel voltarsi di Orfeo forse è la salvezza, la garanzia di una tenuta dell’ordine cosmico stabilito in un tempo senza tempo.
È il nascere di una fede.
Anche senza un corpo da amare, esiste l’Amore: forse questo racconta Euridice e di riflesso, il mito.
Un amore che si fa struggimento e canto. Desiderio e assenza sono semi di un atto germinativo senza fine che ha nome Poesia. Un discorso sulla Poesia in un tempo reificato quale il nostro è tanto inattuale quanto necessario. Almeno per noi.
FILIPPA ILARDO

