Come superare i traumi psicologici. Ne parliamo con la Dott.ssa Iva Marino.
Oggi viviamo un tempo difficile, surreale, quasi sospeso e per parlare dei โTraumi psicologici” partiremo dal โTrauma da guerra”.
L’attuale conflitto in corso, che vede coinvolte in prima linea Russia ed Ucraina, con moltissime implicanze economiche, politiche e sociali, ma anche umanitarie, sottolinea che la guerra provoca sulla psiche degli esseri umani effetti rilevanti, sia direttamente che indirettamente.
D. Dottoressa Marino, che cosa eโ un trauma e quali sono, se ci sono, le diverse tipologie di trauma?
R. Dottoressa Marino: I traumi si dividono in: a) traumi con la โTโ maiuscola e b) traumi con la โtโ minuscola e sono legati alle esperienze che attraversiamo durante la nostra vita.
Il Trauma di tipo a) legato ad esperienze da โStress estremoโ, comporta esperienze dove la persona si eโ sentita in pericolo o minacciata in qualche modo come integritร fisica. Sono eventi generalmente inaspettati come il “Trauma da guerra” con un grande impatto emotivo, che riducono le nostre risorse di coping.
I traumi di tipo b) sono traumi relazionali e non sono meno importanti dei Traumi di tipo a). Sono quelli che hanno a che fare con alcune relazioni traumatiche conflittuali, con situazioni di perdita o di umiliazione o sofferenza, come per esempio le persone che sono vittime di bullismo, di mobbing o dove ci sono stati magari โconflitti importantiโ a livello di coppia, o se pensiamo al ghosting, una forma di distacco passiva-aggressiva, una sorta di abuso emotivo come naturale conseguenza del โpresunto declino dellโempatiaโ e tipico di uno stile disorganizzato o evitante, solitamente legato ad un disturbo narcisistico di personalitร . Questi traumi derivano da esperienze vissute che hanno in qualche modo un impatto davvero considerevole nella persona, producendo un difetto di maturazione dellโemisfero destro del cervello coinvolto nella regolazione affettiva.
La parola trauma deriva dal greco e vuol dire โferitaโ infatti รจ una ferita, in seguito allโesito traumatico di un evento che produce โunโattivazione emotiva caotica e destabilizzanteโ che la mente non eโ in grado di regolare e porta alla perdita della speranza che si possa ricevere โprotezioneโ o โrassicurazioneโ.
D. Eโ questo che succede adesso dentro di noi, un terremoto emotivo, soprattutto in questo tempo del conflitto Russia-Ucraina in cui cโรจ ancora anche la presenza del Coronavirus?
R. Dottoressa Marino: Si, certamente. Lโimpatto psicologico e le tristi ricadute, anche a livello economico, di questo periodo che viviamo non potrebbero essere piuโ evidenti; esso ha prodotto solitudine, pessimismo e paura, specie nei bambini che spesso subiscono, senza comprendere, le cause degli eventi.
Il complesso periodo storico che stiamo vivendo, ci pone a considerare come l’esposizione continua dei minori ad un’emergenza collettiva puo’ causare un grande senso di incertezza, sentimenti di impotenza e perdita di speranza nel futuro. Si puo’ spiegare la guerra ai bambini? La ridondanza della comunicazione rischia di generare, agli occhi di chi non ha ancora gli strumenti per comprendere ed elaborare una violenza cosi grande, un forte impatto traumatico. Nonostante tutte le possibili precauzioni, eventi cosi stressanti richiedono risposte davvero utili a prevenire e promuovere la salute emotiva dei piccoli. E’ sempre piu’ importante permettere un’integrazione tra gli stati affettivi e cognitivi.
“Dare ai bambini lo spazio per dire cio’che sanno, come si sentono o per fare domande e’ fondamentale; dedicare il tempo per ascoltare cio’ che pensano, cio’ che hanno visto o sentito รจ prezioso”
E’ importante che i piccoli si sentano supportati nella conversazione e non giudicati; la possibilita’ di avere una conversazione aperta e rassicurante, in cui vi sia la validazione dei loro sentimenti, offrirebbe un modo pratico per aiutarli.
D. E gli adulti?
R. Dottoressa Marino: In questo periodo siamo preoccupati per qualcosa che puo’ diventare apocalittico, per la minaccia che si giunga al nucleare (conflitto Russo-Ucraino). In generale quando si vive un evento doloroso e difficile (in presenza di agiti distruttivi), il nostro cervello mette a punto una strategia difensiva, allo scopo di proteggerci da possibili pericoli. Quando il momento โacutoโ รจ passato, di solito lโessere umano eโ in grado di tornare autonomamente a uno stato di calma e serenitร . Purtroppo oggi invece viviamo in un clima di profonda instabilita’, un’eruzione di molteplici angosce persecutorie; le percezioni di diffidenza rischiano di alimentare contenuti e contenitori psicotici. Alcune persone, inoltre, continuano a soffrire e a rivivere le stesse emozioni provate anche a distanza di molto tempo. Le sensazioni di angoscia sono cosi pesanti da impedire una vita soddisfacente, sia a livello privato che professionale. Questa patologia viene chiamata sindrome da stress post-traumatico.
Per combattere efficacemente cioโ, occorre rivolgersi ad uno specialista che, attraverso un percorso psicologico, รจ in grado di aiutare il paziente nel trovare il corretto trattamento. Oggi stiamo assistendo ad uno sviluppo notevole della sindrome da stress post-traumatico e del disturbo di adattamento, presenti anche molti casi di psicosi.
D. Dottoressa cosa puoโ suggerirci oggi a tale proposito, anche per la gestione dallo stress emotivo ?
R. Dottoressa Marino: La pandemia per il Covid 19, l’esplodere di un conflitto improvviso dopo anni di serenita’, l’allarme costante e continuativo per le molteplici crisi economiche e le diverse misure precauzionali attuate dai alcuni Governi generano preoccupazione, impotenza, vulnerabiltaโ.
La Societaโ Italiana per lo studio dello Stress traumatico, sottolinea che dobbiamo considerare anche la variabilitaโ delle risposte comportamentali, fisiche ed emotive che potrebbero sperimentarsi. Mai come questo momento abbiamo bisogno di trovare un senso di calma e di โaccettazioneโ delle situazioni.
A tal proposito mi sento di suggerire alcune indicazioni e qualche strategia. Questi eventi sollecitano in molti di noi una risposta di sopravvivenza del tipo attacco/fuga e bloccano, per paura, โlโingaggio socialeโ, in quanto esso stesso veicolo di diffusione di preoccupazione. Percepiamo il sistema sociale stesso come insicuro. Pur tuttavia lโessere umano ha la capacitร di prendere contatto con il mondo soggettivo di chi gli sta vicino attraverso la โrisonanza emozionaleโ.
Risuonare emotivamente e sintonizzarsi sul mondo interno dellโaltro sono capacitร che si sviluppano nel processo di crescita dellโuomo quando raggiunge una sufficiente integrazione soma-psiche.
Norbert Elias afferma che โUno dei maggiori sostegni dellโesistenza umana รจ trovare risonanza emotiva in altri umani ai quali si eโ affezionati e la cui presenza suscita un caldo sentimento di appartenenzaโ. La sintonizzazione interpersonale come risorsa di resilienza rappresenta oggi uno strumento validissimo.
La capacitaโ di focalizzare la nostra attenzione sullโaltro condividendo le emozioni che prova, ma al contempo sapendo mantenere confini emotivi e cognitivi cosi da poter riflettere in modo consapevole su cosa si puoโ fare per essergli di aiuto, rappresenta una valida e preziosa occasione.
Generare conforto, speranza e trasformazione, ascoltando i segnali che gli altri inviano a noi e ne rivelano il mondo interiore si ritiene essere una straordinaria capacitaโ di intervento in un momento cosi drammatico. Quando scopriamo che le persone a noi piuโ vicine ci hanno โportato dentro di seโโ, ci sentiamo โvicini nella distanzaโ.
Chiaramente un valido contributo eโ offerto dal rivolgersi, come giaโ accennato, agli esperti della salute mentale, a noi psicologi; una delle cose piuโ importanti eโ parlare, se siamo in uno stato di bisogno ed abbiamo la necessitaโ di mettere ordine a sensazioni, emozioni e pensieri.
Dott.ssa Iva Marino Psicologo Clinico e Forense
(Per consulenza inviare una email a psicologicamente.net@libero.it)


