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CNA Enna, dall’Assemblea una proposta per il futuro delle aree interne: «Serve una strategia comune per lo sviluppo»

Riccardo Settembre 28, 2026 7 minuti letti
cna

CNA Enna, dall’Assemblea una proposta per il futuro delle aree interne: «Serve
una strategia comune per lo sviluppo»

Oltre cento partecipanti per “Il futuro è la nostra storia”. Al centro lavoro,
giovani, integrazione, energia e competitività delle imprese. Scivoli rilancia la
proposta di un fondo regionale da 100 milioni di euro contro il caro energia.
ENNA – Sala piena per tutta la durata dei lavori e oltre cento partecipanti
all’Assemblea 2026 della CNA di Enna, celebrata domenica 27 settembre con il titolo
“Il futuro è la nostra storia”.
Tre ore di confronto tra imprese, istituzioni, scuola, università e mondo associativo
che, partendo dagli ottant’anni della CNA nazionale e dalla storia
dell’organizzazione ennese, hanno provato soprattutto a interrogarsi sulle condizioni
necessarie per garantire un futuro alle imprese e alle aree interne.
Ad aprire i lavori, dopo il monologo dell’attrice Lorenza Denaro sulla storia della
conquista del giusto prezzo del lavoro dei panificatori ennesi, i saluti del
Viceprefetto Rosalia Mirrione, di Stefania Marino, intervenuta nella doppia veste di
Vicesindaca di Enna e deputata nazionale, del Presidente del Libero Consorzio
Comunale di Enna Piero Capizzi e del Vicepresidente nazionale della CNA Nello
Battiato.
Il Presidente della CNA di Enna Valentino Savoca ha quindi posto al centro della
propria relazione una domanda: chi saranno i protagonisti del mondo del lavoro di
domani?
Una riflessione partita dall’emigrazione giovanile, dalla difficoltà delle imprese a
trovare lavoratori e competenze e dalla necessità di tornare a presentare l’impresa
come una concreta possibilità di realizzazione personale e professionale. CNA Enna
ha annunciato, in questa direzione, la volontà di rendere strutturale la promozione
della cultura d’impresa nelle scuole e l’istituzione di un concorso dedicato agli
studenti, intitolato a Gino Emma, promotore della CNA ennese.
Savoca ha richiamato anche le difficoltà strutturali che pesano sulle imprese delle
aree interne: mancanza di manodopera, accesso al credito, infrastrutture, servizi
avanzati ed energia. «Non possiamo raccontare favole ai nostri ragazzi» è stato uno
dei concetti centrali della relazione: occorre raccontare le opportunità offerte
dall’impresa, ma contemporaneamente creare le condizioni perché fare impresa nel
territorio non sia più difficile che altrove.
Nella relazione è stata inoltre indicata come prioritaria la costruzione di percorsi seri
di formazione, inserimento lavorativo e integrazione degli immigrati, partendo da
una realtà già presente nelle aziende: lavoratori stranieri sono impiegati nella
ristorazione, nell’edilizia, nell’agricoltura e in altri comparti produttivi. Per la CNA il
tema dell’integrazione si intreccia ormai direttamente con quello della carenza di
manodopera e con il futuro demografico delle aree interne.
Sui temi energetici è intervenuto anche l’Assessore regionale Francesco Colianni, che
ha illustrato le attività portate avanti per consentire alla Sicilia di aumentare la
propria capacità di produzione energetica e liberare nuovi investimenti.
L’On. Fabio Venezia ha invece richiamato il peso crescente del costo dell’energia e
dei carburanti, collegandolo a una più ampia emergenza sociale e sottolineando
l’importante lavoro che la CNA sta svolgendo nel confronto con la Regione.
Ad aprire il confronto sul mondo del lavoro di domani è stata la testimonianza di
Salvatore Mannino, giovane imprenditore, che ha raccontato le difficoltà incontrate
da chi sceglie di avviare un’attività, ma anche la volontà di mettersi in gioco e
costruire il proprio futuro nel territorio.
Da questa esperienza ha preso avvio la tavola rotonda, alla quale hanno
partecipato le professoresse Carla Canale e Paola Grancuore del Federico II di
Enna, Ivan Morreale, componente al CdA dell’Università Kore in rappresentanza
degli studenti, e Uccio Muratore referente cooperativa Iblea Servizi.
Dal confronto, moderato da Pierelisa Rizzo giornalista ANSA, sono emersi due
elementi destinati a diventare terreno di lavoro per la CNA. Da una parte un sistema
scolastico che non considera ancora sufficientemente la formazione
all’imprenditorialità tra i propri obiettivi; dall’altra un sistema dell’accoglienza che
non dispone di una strategia organica per accompagnare gli immigrati verso
l’inserimento nelle aziende, nonostante la contemporanea difficoltà delle imprese a
reperire personale.
Nelle testimonianze dei giovani intervenuti è emersa inoltre la percezione di un
sistema che non incoraggia abbastanza chi sceglie di avviare un’impresa. Una
lettura accompagnata, però, da un approccio positivo e dalla volontà di mettersi in
gioco, costruire il proprio percorso e provare a trasformare le difficoltà in
opportunità.
Sono temi che hanno trovato un riscontro diretto nella relazione del Presidente
Savoca, che ha collegato lavoro e integrazione alla questione più generale dello
spopolamento. Negli ultimi dieci anni, è stato ricordato, la provincia di Enna ha
perso quasi l’11 per cento della propria popolazione, rendendo necessaria una
riflessione sulle strategie capaci di garantire la tenuta economica e sociale delle
aree interne.
Successivamente Angelo Scalzo ha illustrato le opportunità che potrebbero derivare
al territorio dalla certificazione IG No Food, come strumento di riconoscimento e
valorizzazione delle produzioni non agroalimentari.
A ripercorrere invece la storia della CNA ennese è stato il Segretario Stefano Rizzo,
partendo dalla nascita della Confederazione e dall’esperienza di Gino Emma per
arrivare alle nuove sfide dell’organizzazione. Una storia costruita «pezzo per pezzo,
persona per persona, associazione per associazione, territorio per territorio», nella
quale la CNA ha cercato di essere non soltanto rappresentanza delle imprese, ma
protagonista dello sviluppo del territorio.
Rizzo ha ricordato alcune delle esperienze che hanno segnato la storia
dell’organizzazione, dalla nascita della CNA ennese al ruolo svolto dal CIPAE e dal
GAL Rocca di Cerere, fino alle sfide più recenti: riportare il territorio sui mercati
turistici e agroalimentari, rafforzare i processi di internazionalizzazione, sviluppare
la cooperazione con Malta, sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale
e costruire nuovi rapporti tra impresa, scuola e integrazione.
Il messaggio politico e programmatico più netto dell’Assemblea è arrivato sulla
necessità di superare la frammentazione delle iniziative territoriali. CNA Enna ha
proposto di costruire attorno al Libero Consorzio, insieme ai Comuni, alle
organizzazioni economiche e sociali, all’Università e al mondo della formazione, una
vera strategia condivisa di sviluppo della provincia: poche priorità, chiare, condivise
e misurabili, sulle quali concentrare le energie dell’intero territorio.
A concludere i lavori è stato il Presidente di CNA Sicilia Filippo Scivoli, che ha
concentrato il proprio intervento soprattutto sulle emergenze che in questa fase
pesano direttamente sui bilanci delle imprese.
Sul caro energia Scivoli ha rilanciato la proposta della CNA di un fondo regionale da
100 milioni di euro per le imprese, mentre sul sistema dei trasporti ha sottolineato
come la priorità immediata debba essere quella di normalizzare il traffico aereo
siciliano e garantire collegamenti affidabili, prima ancora di affrontare la
discussione di più lungo periodo sulla realizzazione di un nuovo scalo.
Il Presidente nazionale della CNA Dario Costantini, la cui presenza era prevista, non
ha potuto raggiungere Enna a causa della cancellazione dei voli determinata
dall’attività dell’Etna. La CNA nazionale è stata comunque rappresentata ai lavori
dal Vicepresidente nazionale Battiato.
A chiudere la giornata è stata la consegna dei Premi Efesto 2026, attraverso i quali
CNA Enna ha voluto riconoscere tre esperienze capaci di rappresentare valori diversi
del sistema imprenditoriale e associativo.
Il riconoscimento dedicato al territorio è stato assegnato a Costa Calzature, realtà
nata a Piazza Armerina nel 1970 e cresciuta attraverso tre generazioni, mantenendo
nel territorio la sede legale e il proprio centro logistico e continuando a produrre
lavoro, competenze e valore.
Il Premio per l’Innovazione è andato a B.M. Attrazione Investimenti, per il modello
sviluppato a partire dall’esperienza di Troina, capace di mettere insieme
amministrazioni, investitori, professionisti e comunità e di trasformare il recupero del
patrimonio esistente in uno strumento di attrazione degli investimenti e
rigenerazione delle aree interne.
Il Premio per il Contributo al Sistema CNA è stato infine assegnato a Gaetano Lana,
protagonista della storia dell’organizzazione fin dai suoi primi passi, primo
dipendente della struttura e successivamente Segretario della CNA ennese, ancora
oggi impegnato nella vita associativa e nel servizio alla comunità.
“Il futuro è la nostra storia” non è stato così soltanto il titolo scelto per celebrare gli
ottant’anni della CNA. È diventato il filo conduttore di un’Assemblea che, guardando
alla propria storia, ha provato soprattutto a indicare le sfide sulle quali costruire le
prossime pagine: giovani, lavoro, integrazione, energia, innovazione e una strategia
comune per il futuro del territorio.

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Riccardo

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