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CARO BOLLETTE, SI MATERIALIZZA LO SPETTRO DELL’USURA PER LE IMPRESE CONFCOMMERCIO SICILIA LANCIA L’ALLARME

Riccardo Ottobre 5, 2022 4 minuti letti

CARO BOLLETTE, SI MATERIALIZZA LO SPETTRO DELL’USURA PER LE IMPRESE
CONFCOMMERCIO SICILIA LANCIA L’ALLARME DURANTE UN INCONTRO
CON GLI ALTI FUNZIONARI DI BANKITALIA: “NESSUN CREDITO EROGATO
DA PARTE DELLE BANCHE. COSI’ IN MOLTI SI RIVOLGONO AGLI STROZZINI”

Palermo – 5 ottobre 2022. “Nessun credito erogato da parte delle banche. E, a causa del caro bollette, lo spettro dell’usura può diventare sempre più concreto. Chi non vuole chiudere, neppure temporaneamente, che fa? Si rivolge agli strozzini. E l’aumento dei casi è destinato a crescere se non ci sarà un aiuto reale. Una situazione che sta diventando sempre più incresciosa con il trascorrere dei giorni e che rischia di mandare a gambe all’aria il tavolo della ripartenza che, ormai, piuttosto, è diventato la gabbia dell’insofferenza per le piccole e medie imprese”.
E’ il quadro che il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ha dipinto agli alti funzionari di Bankitalia, Antonio Lo Nardo e Stefania Passiglia, durante l’annuale confronto tenutosi nella sede della federazione di categoria a Palermo. Il presidente Manenti ha consegnato una relazione sull’andamento economico delle imprese del settore chiarendo che le “criticità determinate dal caro energia e dalle difficoltà delle imprese nell’accesso al credito per sopperire ai pagamenti delle bollette, anche rateizzate, sta causando uno sconquasso sociale senza precedenti, molto peggio della pandemia. Anche perché, adesso – ha continuato Manenti – per quanto riguarda alcuni operatori di determinati settori ci confrontiamo con un periodo che non è più di alta stagione e quindi diventa complesso individuare la liquidità necessaria. Quindi, cresce la criminalità, e lo abbiamo detto facendo riferimento all’usura, ma anche il fenomeno dei furti è da prendere in considerazione venendo meno la videosorveglianza. Abbiamo poi evidenziato che dal 2019 il costo della luce è maggiorato di sei volte. E che, ovviamente, l’ostacolo rischia di diventare insormontabile per alcune imprese costrette a chiudere i battenti senza neppure poterci pensare una volta”.
E dire che, come si evince dalla relazione, è stata osservata una crescita che lasciava ben sperare. I dati congiunturali più recenti, riferiti al primo trimestre dell’anno in corso, confermano la tendenza espansiva osservata nel 2020. Al 31 marzo le imprese attive contano 376.031 unità, in crescita del 2,2% sullo stesso trimestre del 2020, osservabile in tutti i settori produttivi. Nel dettaglio e per ordine di rilevanza, le imprese attive nei Servizi risultano aumentate del 2,6%, in Agricoltura dell’1,0%, nelle Costruzioni del 3,3% e nel settore manifatturiero dello 0,6%. A motivo delle maggiori difficoltà suscitate dalla pandemia, però si è intensificato in Sicilia il ricorso al “Reddito di cittadinanza” e alla “Pensione di cittadinanza”: sono stati in regione 44.800, saliti a circa 52.000 a seguito dell’estensione della misura prevista dal Dl 104/2020 (decreto “agosto”) e dal Dl 137/2020 (decreto “ristori”). Oltre agli interventi di Cig, che sono stati potenziati a partire da marzo del 2020, si sono attivati anche in Sicilia i “Fondi di solidarietà”, per un totale di 48 milioni di ore, in maggioranza erogati ad alberghi, pubblici servizi e attività varie (professionisti, artisti, ecc.), consentendo di coprire con ammortizzatori anche le aziende non rientranti nella normativa sull’integrazione salariale. Nel settore del Turismo, le presenze, nel 2020, fanno registrare -56,2% rispetto al 2019 mentre nei primi nove mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 si registra un +27,1%.
“C’è molto, ovviamente, su cui lavorare – ha detto Manenti ai rappresentanti di BankItalia – ed ecco perché riteniamo che le risorse che saranno investite attraverso la realizzazione del Pnrr hanno in larga misura l’obiettivo di modificare questo stato di cose, rendendo la nostra regione strutturalmente più dinamica rispetto al passato, tanto in termini assoluti quanto in termini relativi: in altre parole si vuole ridurre non solo il divario nei livelli delle principali variabili quanto, soprattutto, lo scarto tra i loro tassi di crescita, nel confronto tra il Sud e il resto dell’Italia. È questo quello che, come Confcommercio Sicilia, chiediamo possa essere realizzato”.

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Riccardo

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