AGLI AMICI E TIFOSI DAL CUORE GIALLOVERDE
“DA UNA BANALE CINCIDENZA
AL RICORDO DI UN GRANDE UOMO”
Mentre giravo tra i sentieri della mia amata Calabria, presso l’eremo di Sant’Elia di Enna, lì dove storia e paesaggio creano un intreccio meraviglioso, in un afoso pomeriggio estivo, la mia macchina improvvisamente mi segnalava un guasto.
Preoccupato e al quanto sfiduciato mi sono diretto verso il centro abitato più vicino e proprio lì conobbi un signore dall’aria distinta che con molta gentilezza e cordialità mi indicò un meccanico che avrebbe potuto risolvere il guasto.
Intrattenendoci nel dialogo scoprii con grande meraviglia, che il signore conosciuto aveva dei legami con la squadra di calcio della mia città, per altro a me tanto cara dal momento che mio padre Lucio Gatto ha servito per anni in qualità di massaggiatore la squadra di calcio che negli anni settanta scalando le classifiche raggiunse la serie “C”.
Più precisamente il signore che conobbi: Giuseppe Redi appena sentì che venivo da Enna, mi raccontò di un suo cugino che fu calciatore dell’Enna proprio nel periodo quando la squadra arrivò in serie “C”, era Redi Fortunato conosciuto e stimato per le sue qualità tecniche e umane.
Nell’attimo in cui si ricordavano vicende e storie legate a quel periodo, si rievocarono in me con intensità le immagini di mio padre che turbato, profondamente dispiaciuto e triste raccontava a casa la prematura scomparsa del calciatore vittima di un tragico incidente che lo vide coinvolto, solo perché si trovava in uno giorno lavorativo come tanti altri, nel luogo e nell’ora sbagliata.
Dopo l’esperienza da calciatore, Fortunato conseguì il diploma di insegnante di educazione fisica, nello stesso tempo fece il corso di vigile urbano che avrebbe dovuto essere solo una parentesi della sua vita, in attesa di raggiungere il suo sogno l’insegnamento.
Assunto nel corpo dei vigili urbani nella cittadina di Melicucco, un pomeriggio, era il 5 ottobre del 1973, mentre si trovava in via Gramsci, davanti al “Bar Sport” di suo padre, ed assisteva con un gruppo di persone ad una animata partita di carte, si trovò nel bel mezzo di una sparatoria tra carabinieri e dei malviventi che a bordo di un auto rubata avevano forzato un posto di blocco.
Riecheggiarono diversi colpi d’arma da fuoco, un proiettile di rimbalzo sul selciato lo colpisce in pieno, recidendo la sua giovane vita e quella dei suoi cari, la madre per mesi non tocco più cibo.
Un sacerdote, padre Luigi ne raccolse l’ultimo respiro, fu vana la corsa in ospedale.
Natino Redi a 27 anni, muore così, senza un lamento, con lo sguardo incredulo di chi ha sempre mantenuto una condotta esemplare nella vita e nello sport.
In sua memoria la città di Melicucco con una cerimonia solenne gli dedicò il 26 settembre del 1996 lo stadio.
Ricordo benissimo Redi e gli altri calciatori della squadra, da piccolo mio padre era solito portarmi spesso al capo sportivo, mentre lui seguiva i calciatori come massaggiatore.
Dopo questa strana coincidenza è sorto in me il desiderio di recarmi presso la tomba di Redi per un saluto, una preghiera e un omaggio tutto gialloverde, per onorare un calciatore che un tempo indossò i colori della nostra squadra, la squadra dell’Enna, per tributargli quell’omaggio che allora forse un ci fu il tempo di rendergli.
Oggi 26 settembre 2026, accompagnato dal fratello di Fortunato, Mimmo e dal cugino Giuseppe mi recherò al cimitero di Melicucco, per deporre sulla tomba di Redi, un omaggio floreale avvolto da un fiocco gialloverde, a questo ricordo e gesto di pietà personale, associo idealmente mio padre e i tanti tifosi che lo hanno ammirato e applaudito, e sostennero la squadra, ma anche quanti, ancora oggi, hanno un cuore tutto gialloverde.
Limbadi 26. 09. 2026 Francesco Gatto

